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16 Dicembre 2021

Vaccinazione Covid in Francia: qual è la situazione?

Numeri aggiornati e nuovi temi di dibattito sulla campagna di immunizzazione dei nostri cugini d’oltralpe

Noemi Casale

Fiale vaccino Covid - vaccinazione Covid

Il Francia il 90% degli adulti è vaccinato

In primavera ci eravamo occupati di capire come stesse andando la vaccinazione anti Covid in Francia; con la fine dell’anno torniamo sull’argomento per vedere se tutto stia procedendo secondo le attese.

Attualmente la popolazione con due dosi di siero è di oltre 48 milioni 800 mila persone , il 90% dei maggiorenni: il primo obiettivo, ossia quello di avere tutti gli adulti immunizzati entro la fine dell’anno, si può dichiarare pressoché raggiunto. Negli scorsi mesi è stata aperta la campagna anche ai ragazzi tra i 12 anni e i 17 anni, con un buon tasso di risposta.

Le regole sulla terza dose sono ora piuttosto strette: bisogna recarsi a ricevere l’iniezione dopo cinque mesi dall’ultimo vaccino o dal termine dell’infezione da Covid-19, con la possibilità di un ritardo massimo di otto settimane, mentre le persone gravemente immunodepresse possono avere un’ulteriore deroga di tre mesi, su autorizzazione medica.
A causa della stagione fredda, è previsto che le persone con più di 65 anni possano presentarsi senza bisogno di prenotazione presso un qualunque centro della città di residenza ed è inoltre stato attivato un numero verde per prendere appuntamento con un sanitario che si rechi eventualmente a casa.

È importante che tutti si attengano a queste indicazioni, perché a partire da ieri 15 dicembre c’è stata una stretta sulla possibilità di ricevere il pass sanitario in caso di situazione irregolare. Dal settembre scorso è stato inoltre istituito l’obbligo vaccinale per le categorie professionali che lavorano a contatto con le persone fragili, comprendendo quindi tutto il personale sanitario (compreso quello amministrativo), gli studenti di materie scientifiche e coloro che fanno interventi domiciliari.

L’ultimo nodo da sciogliere riguarda la vaccinazione dei bambini. Attualmente si prevede di aprire a breve, a discrezione dei genitori, alla fascia tra i 5 e gli 11 anni con situazioni di sovrappeso o patologie a rischio. Su indicazione delle autorità competenti potrebbe esserci però un ulteriore ampliamento a tutti gli altri nel giro di qualche settimana.

Su questo tema il dibattito è stato serrato e approfondito, ma sicuramente sono state fondamentali le parole di Hans Kluge, direttore generale dell’Oms per l’Europa: «La vaccinazione di giovani e bambini limita il loro ruolo nella trasmissione del Covid-19, oltre che proteggerli da complicazioni pediatriche sul lungo periodo o da sindromi infiammatorie multi-sistemiche».
Il proposito è indubbiamente quello di non dover di nuovo arrivare a chiusura delle scuole e didattica a distanza. Tuttavia «la vaccinazione dei bambini non è la priorità – ha continuato Kluge – perché l’obiettivo principale rimane quello di avere un tasso di vaccinazione del 40% in tutti gli stati dell’Unione entro la fine dell’anno per arrivare ad una percentuale che si aggiri intorno al 70% entro la fine del 2022. La popolazione adulta deve avere precedenza». Ciò detto, nessun ostacolo alla somministrazione del siero ai più piccoli in caso di dosi disponibili.

La Francia prosegue dunque la sua marcia nella vaccinazione, soprattutto in questo momento in cui si diffonde la variante Omicron, veloce e inesorabile.

 

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