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20 Dicembre 2021

Cibo sostenibile e locale? Con Trust in Food si può

Un gruppo di giovani ha creato un progetto che mette in contatto produttori del territorio e consumatori, per un nuovo modello di spesa consapevole

Fabiana Re

Cassetta frutta e verdura con scritta Farmer's Market - Trust in Food

Trust in Food mette in contatto aziende agricole e consumatori

Vi siete mai chiesti chi abbia raccolto le mele che trovate sugli scaffali del supermercato o impastato il pane che affettate ogni giorno? Dietro ogni alimento ci sono storie, ore di lavoro, volti di persone.
La start up TiF – Trust in Food, creata da un gruppo di giovani tra i 23 e i 26 anni, può aiutarvi a scoprirli. Il progetto – attivo nel pinerolese da inizio 2021 e ora anche a Torino – mira infatti a creare un modello alternativo di spesa: una rete di aziende agricole e alimentari con cui il consumatore può entrare facilmente in contatto, così da informarsi sulla sostenibilità dei prodotti. La tecnologia fa il resto, permettendo di ordinare dai piccoli produttori locali e ricevere gli acquisti direttamente a casa.

COME FUNZIONA
Il sito raccoglie i profili delle oltre 35 imprese del territorio che hanno finora aderito al progetto, offrendo loro una vetrina online in cui raccontare la propria azienda ed esporne i prodotti. Daniele Rasetto, co-fondatore della start up, parla di «contadini 2.0 al passo con le richieste del mercato e dei nuovi consumatori digitali». Oltre a favorire la comunicazione tra domanda e offerta, Trust in Food facilita l’acquisto diretto dalle aziende locali: è sufficiente selezionare online i propri prodotti preferiti per riceverli direttamente a casa, consegnati dal produttore.
Il progetto rende più semplici le scelte alimentari sostenibili e aiuta a reperire informazioni chiare e trasparenti sul cibo che portiamo in tavola ogni giorno. È innegabile che per molte persone i ritmi della vita quotidiana rendano pressoché impossibile acquistare direttamente dai produttori, a vantaggio della grande distribuzione. «Credo – ribadisce Daniele, forte di una formazione in Scienze Gastronomiche – che non ci sia follia più grande che l’uomo abbia mai concepito. Trust in Food nasce proprio con l’arduo obiettivo di rendere le persone consapevoli della bellezza delle piccole produzioni locali e delle storie delle persone che stanno dietro ciò che mangiamo».

UN REGALO DI NATALE SOSTENIBILE
Natale può essere il periodo ideale in cui sostenere le aziende locali che investono in sostenibilità sociale e ambientale. Nasce per questo l’iniziativa Bigliet-TiF di Natale, buoni con un valore da 10 a 100 € che potranno essere utilizzati per fare spesa presso qualsiasi produttore della rete e saranno validi per tutto il 2022.
Se invece preferite mettere sotto l’albero un dono da scartare, sul sito di Trust in Food potete trovare un’apposita sezione dedicata a cassette e cestini natalizi, tutti con prodotti locali e di elevata qualità. Un regalo sostenibile che fa bene a chi lo riceve – soprattutto al suo palato! – ma anche all’ambiente e all’economia locale.

UN TEAM GIOVANE E VISIONARIO
Trust In Food è portato avanti da un gruppo di amici, che hanno tradotto la loro passione per il cibo, la sostenibilità e l’innovazione in un’idea e poi in realtà. «Il progetto è nato nella mensa del Poli – racconta Alberto Viotto, Business Developer – parlando di sprechi alimentari e del fatto che la gente effettivamente non si rende conto delle risorse che richiede la produzione di cibo e del suo impatto». Quella discussione sarebbe potuta terminare lì e invece si è trasformata in una missione: trovare un modo per rendere più sostenibile la filiera alimentare.
Così nel 2019 i ragazzi partecipano a Youth in Action for SDGs, bando patrocinato dalle Nazioni Unite nell’ambito dell’Agenda 2030 per raccogliere idee progettuali di giovani under 30. Vincono il concorso e un volo con destinazione New York per partecipare a una conferenza sullo sviluppo sostenibile, in cui presentano il loro progetto raccogliendo complimenti e feedback positivi. Una volta tornati in Italia nasce il gruppo di lavoro: quattro ingegneri, un economista, un gastronomo e un designer che, mettendo a sistema le loro competenze, sognano di innovare il paradigma della produzione alimentare.

 

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Categorie: Economia

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