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26 Aprile 2022

Due mostre “firmate” UniTo per la Giornata della Terra

Da venerdì scorso al Forte di Bard narrazione e percezione dei cambiamenti climatici e l’omaggio allo scienziato-alpinista Umberto Mònterin

Silvia Bruno

Grafica eventi Unito

 

In occasione della Giornata mondiale della Terra dello scorso 22 aprile, al Forte di Bard sono state inaugurate due mostre a cura dell’Università di Torino: Linguaggio, comunicazione e percezione della crisi climatica e Umberto Mònterin, di ghiaccio di sabbia.

CLIMA E LINGUAGGIO
Diversamente da altre esposizioni sul tema, quella realizzata dall’Area Valorizzazione, Impatto della ricerca e Public Engagement e dal Green Office vuole puntare l’attenzione sugli aspetti mediatici e linguistici dei cambiamenti climatici. Come vengono raccontati dai mezzi di comunicazione? Qual è la situazione attuale e in che modo percepiamo il problema, a fronte dei processi sociali e psicologici in cui siamo inevitabilmente inseriti? Pannelli, installazioni video, disegni e vignette cercano di rispondere a queste e altre domande riguardanti un argomento che con la pandemia sembra scomparso dal dibattito pubblico.
La mostra si inserisce nel progetto Lessico e Nuvole, che comprende una guida scientifica e linguistica sui cambiamenti climatici edita da Unito, un podcast, una serie di conferenze e un ciclo di attività didattiche per le scuole.
Dopo il Festival della Scienza di Genova e la tappa a Torino fra Rettorato e Scuola di Management ed Economia, l’esposizione resterà nella Piazza d’Armi del Forte fino al prossimo 12 giugno.

UNA VITA FRA GHIACCIO E SABBIA
Laureato all’Università di Torino nel 1912, Umberto Mònterin è noto come lo scienziato-alpinista e uno dei pionieri della climatologia, poiché dedicò la sua intera esistenza a studiare la montagna, soprattutto i fenomeni meteorologici in alta quota e riguardanti i ghiacciai.
Nella mostra curata dal Prof. Michele Freppaz (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari di UniTo) e ospitata al Museo delle Alpi fino a dicembre, sono esposti documenti e fotografie che testimoniano il lavoro appassionato e al contempo rigoroso di uno studioso che utilizzava le allora più moderne tecniche fotografiche – non senza un certo gusto artistico – per accompagnare le proprie osservazioni scientifiche, puntualmente pubblicate.
Nella vita di Mònterin però non ci fu solo la montagna: nel corso dell’esposizione infatti possiamo anche vedere le diapositive relative alla spedizione del 1934 nel Sahara libico, oltre ad alcuni campioni geologici raccolti durante quella ricerca.

 

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Categorie: Primo piano, Università

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