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24 novembre 2014

Al TFF il finto rapimento di Michel Houellebecq

Lo scrittore recita se stesso nell’esilarante film che racconta cosa sarebbe potuto succedere se estremisti islamici lo avessero davvero sequestrato

C.C.

Lo scrittore Michel Houellebecq interpreta se stesso nel film sul suo finto rapimento

La prima giornata del Torino Film Festival si è aperta con l’anteprima del lungometraggio Gemma Bovary all’Auditorium Agnelli e con alcune proiezioni al cinema Massimo.
Tra queste meritano una speciale menzione quelle della sezione After Hours, con film da drive in o da mezzanotte, cult per cinefili appassionati di atmosfere cupe. Le pellicole presentate si inseriscono in una panorama notturno, privilegiando generi come l’horror, il thriller, il noir, ma anche esemplari eccentrici e surreali. La sala 2 del cinema Massimo ha ospitato L’enlèvement de Michel Houellebecq, esilarante docu-fiction nel quale Guillame Nicloux ricostruisce il presunto rapimento di cui fu vittima lo scrittore Houellebecq nel 2011.

IL CASO
Michel Houellebecq è un importante autore di lingua francese celebre soprattutto per il romanzo Le particelle elementari, premiato come migliore libro dell’anno dalla rivista francese Lire e tradotto in più di 25 paesi; saggista, narratore impietoso della decadenza degli affetti, poeta, provocatore,  è certamente una personalità istrionica.
In occasione di un’intervista concessa proprio alla rivista Lire, in seguito all’uscita del volume Plateforme nel 2001, l’autore dichiarò alla stampa: «La religione più stupida è l’Islam. La lettura del Corano lascia prostrati, prostrati». In seguito a tale affermazione venne tacciato di islamofobia e di razzismo antimusulmano da numerose associazioni  e la Lega francese dei diritti dell’uomo decise di procedere per vie legali; tuttavia Houellebecq vinse la causa, in base al diritto di critica alle dottrine religiose.
Per tali vicissitudini, quando l’autore sparì nel nulla per alcuni giorni durante il tour di presentazione del nuovo romanzo La carta e il territorio, costringendo il suo editore a cancellare reading e conferenze in giro per il Belgio e l’Olanda, qualcuno immaginò si trattasse di un rapimento architettato da Al Qaeda per le dichiarazioni dell’autore. In realtà la notizia risultò infondata e Houellebecq ricomparve dopo aver dichiarato di essersi preso un periodo di pausa volontario, nella tranquillità di casa propria.

IL MOCKUMENTARY
La notizia aveva avuto una risonanza mediatica forte e aveva fatto il giro del mondo. Così, una troupe cinematografica ha deciso di raccontare l’intera vicenda in un film, presentato in anteprima italiana in questa edizione del Torino Film Festival.
L’enlèvement de Michel Houellebeck propone infatti sul grande schermo il finto rapimento dello scrittore. Il film appartiene al genere del mockumentary o falso documentario, in cui eventi fittizi appositamente realizzati per la trama sono presentati come realmente accaduti o comunque creati per finalità narrative. Tra artificio e episodi reali, in cui il pubblico è trasportato con grande abilità, il risultato è un film onirico, con tre improbabili sequestratori (uno zingaro, un bodybuilder e un esperto di arti marziali) che non sanno come organizzare il periodo del rapimento e che forniscono il punto di vista della narrazione.
Il regista Guillaume Nicloux ha ipotizzato cosa sarebbe potuto accadere se il rapimento fosse realmente avvenuto, tra deliri complottisti e iperboli mediatiche, facendo interpretare a Houellebeck se stesso, in tutte le sue bizzarrie e contraddizioni, affetto da sindrome di Stoccolma, che porta il rapito a solidarizzare con i suoi sequestratori.
L’enlèvement de Michel Houellebecq sarà in replica, sempre in occasione del Torino Film Festival, venerdì 28 novembre alle 21.45 e sabato 29 novembre alle 19.30 nella sala 2 del cinema Reposi  in via XX settembre a Torino.

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