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27 novembre 2014

Qui: una testimonianza dalla Val di Susa

Al TFF un film documentario che racconta le storie dei protagonisti della vicenda No Tav, in un’ottica dove ogni posizione merita rispetto

C.C.

“Qui” è un film documentario sulla vicenda No Tav in Val di Susa

Al Torino Film Festival il regista Daniele Gaglianone (nel 2008 vincitore del Premio della Giuria con un reportage sulla Bosnia dopo il conflitto), nella sessione dedicata ai documentari italiani, presenta un lungometraggio dal titolo Qui, dedicato al racconto in soggettiva della storia di dieci attivisti del movimento No Tav che, da alcuni anni, si oppongono al nuovo progetto ferroviario della Torino-Lione.

ATTENZIONE ALL’ATTUALITÀ
L’attenzione di Gaglianone per le vicende di attualità e per i racconti di natura civile si è sviluppata sin dai primi lavori ed è proseguita nelle opere seguenti. Il suo lungometraggio del 2013, La mia classe, con una straordinaria interpretazione di Valerio Mastandrea, narrava le vicende di un professore delle superiori che insegna un gruppo di ragazzi extracomunitari. Un giorno uno dei ragazzi comunica a tutti che il suo permesso di soggiorno non è stato rinnovato e che sarà costretto a lasciare l’Italia.
Il livello tra fiction e realtà nel film si inizia così sottilmente a confondere, perché la telecamera continua a riprendere le storie di questa classe, che sono irrimediabilmente mutate dopo l’annuncio di quello che sarebbe accaduto al loro compagno.

QUI
L’attenzione civile di Daniele Gaglianone continua anche con Qui, le cui riprese sono state effettuate in due anni circa, tra il 2012 e il 2013; il film alterna interviste ad alcuni spezzoni d’archivio di scene di scontri, ritrovabili su Youtube, tra attivisti del movimento No Tav e rappresentanti che sostengono, invece, la costruzione della Tav.
Dieci le storie narrate direttamente dalle parole dei protagonisti: tra queste quella della signora Gabriella, che fa parte del gruppo “Cattolici per la vita”, che porta avanti una sessione di preghiera vicinissimo alle recinzioni dei lavori Tav a Chiomonte; quella della signora Marisa, proprietaria di un bed and breakfast con sede nella Valle, celebre per aver osteggiato l’esproprio di alcuni terreni incatenandosi alle recinzioni del cantiere con delle manette prese in un sexy shop; quelle della famiglia Perino, informatico lui e psicologa lei, la cui casa sarà circondata dai cantieri e dalle costruzioni adibite a portare avanti i lavori; quella di un carabiniere in congedo rimasto sfregiato dal lancio casuale di alcuni lacrimogeni durante gli scontri, quella di uno speaker radiofonico di Radio Blackout che porta segue le vicende della Valle; quelle di un’infermiera preoccupata per le conseguenze degli scontri.
Il documentario di Gaglianone è prodotto da Gianluca Arcopinto e, dopo il TFF sarà a Roma, poi i primi di dicembre a Milano e ancora in Val di Susa.
Il titolo deriva dal fatto che si tratta di storie reali, che senza giudizio, possono accadere qui come altrove, come dichiara lo stesso regista: «A me non importa più chi ha torto o chi ha ragione. A me importa che alla fine di questo cammino chi ha guardato questi volti e ascoltato queste voci comprenda che è possibile trovarsi nelle loro condizioni e fare  alcune scelte, e che tutto questo, qui e ovunque, merita molto rispetto; queste persone possono anche avere torto, ma bisogna rispettarle, ascoltarle, e vorrei che alla fine lo spettatore uscisse dal cinema dicendo che potrebbe essere uno di loro».

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Categorie: Cultura

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