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7 ottobre 2015

Con Seeyousound la musica diventa cinema

L’11 novembre scadono le iscrizioni alle sezioni corti e lungometraggi della rassegna cinematografica sul genere musicale in programma a Torino in febbraio

Silvia Bruno

Fino all’11 novembre è possibile partecipare al bando Seeyousound per i corti e i lungometraggi

Il primo festival in Italia interamente dedicato al cinema musicale: è Seeyousound, la cui seconda edizione si svolgerà a Torino dal 25 al 28 febbraio 2016, ma che con il nuovo bando fissa all’11 novembre prossimo la scadenza per partecipare nelle sezioni Long Play (lungometraggi) e 7-Inch (cortometraggi), mentre per il concorso Soundies (videoclip) il termine di iscrizione è il 15 gennaio 2016.
Nato da un’idea dell’associazione culturale Choobamba, il festival ha l’obiettivo di promuovere la cultura audiovisiva attraverso la riflessioni sulla rilevanza e influenza del cinema musicale e si avvale della collaborazione di diversi partner pubblici e privati. Fra questi c’è il Piemonte Movie gLocal Film Festival, grazie al quale tutti i videoclip girati in Piemonte o da autori piemontesi potranno partecipare anche a un’ulteriore competizione che eleggerà il migliore videoclip piemontese.
Per avere ulteriori dettagli rivolgiamo qualche domanda al direttore di Seeyousound Maurizio Pisani.

Quanti partecipanti ha avuto lo scorso anno la prima edizione del festival?
«La scorsa edizione di Seeyousound ha avuto una grande partecipazione, sia in termini di pubblico che di iscrizioni. I numeri parlano di 357 tra lungometraggi, cortometraggi e videoclip ricevuti per il concorso, 1.857 spettatori in sala e circa 5.000 presenze totali contando anche gli eventi collaterali».

I vincitori hanno poi avuto riscontri successivi in termini di carriera o altri premi?
«Sì, tra i partecipanti al concorso alcuni titoli stanno riscuotendo successo e premi anche in altri palcoscenici. In particolare il film Orion: the man who would be the king di Jeanie Finlay è stato selezionato per la prossima edizione del festival In-Edit di Barcellona; il film Italiani Veri di Marco Raffaini, ha appena vinto il primo premio come miglior documentario indipendente italiano al festival MeiD di Faenza; il film Kidd Life di Andreas Johnsen sarà proiettato durante la prossima edizione di The Others nello spazio Others Screen».

Come stanno andando le iscrizioni per l’edizione 2016?
«Le iscrizioni stanno andando molto bene. Abbiamo già ricevuto più di 200 adesioni e la percentuale di lavori provenienti dall’estero è cresciuta esponenzialmente, passando dal 54% al 70%».

Quali consigli si possono dare ai partecipanti?
«Non amo dare consigli, ma dico ai partecipanti che il livello qualitativo dei lavori che ci stanno arrivando è molto alto, quindi la competizione sarà stimolante. E vincerla porterà grande lustro al loro lavoro».

Qual è il panorama italiano delle produzioni di cinema musicale?
«Il panorama è in grande fermento, nell’ultimo anno sono usciti molti prodotti interessanti. Alcuni a mio avviso meritevoli sono Deproducers: Musica Per Conferenze Spaziali di Ivan Merlo, Italian Punk Hardcore – 1980-1989 – Il Film di Angelo Bitonto, Giorgio Senesi, Roberto Sivilia; Il Nemico – Un Breviario Partigiano di Federico Spinetti e Lite Feet di Tommaso Sacconi. Concludo questa breve carrellata con Numero Zero del torinese Enrico Bisi, che ha fatto un documentario coraggioso sulle origini della scena hip hop italiana, realizzato anche grazie al prezioso contributo e supporto della Film Commission di Torino e del suo nuovo direttore Paolo Manera».

C’è quindi una maggiore attenzione verso questo genere?
«Sì il cinema musicale sta guadagnando spazio e attenzione del pubblico, anche grazie al coraggio visionario di programmatori e distributori che hanno cominciato a credere in questo prodotto, fino a poco tempo fa relegato negli spazi vuoti della programmazione cinematografica».

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Categorie: Musica

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