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16 ottobre 2015

La cittadinanza attiva passa per l’orticultura urbana: AgroBarriera!

C’è tempo fino al 30 ottobre per partecipare al bando di assegnazione di 20 orti urbani promosso all’interno del quartiere di Barriera di Milano

Antonella Capalbi

Che i termini cultura e coltura, nel senso ciceroniano di coltura dell’animo, viaggino parallelamente è un fatto assodato all’interno della società occidentale. Ma che alla sfera semantica del coltivare possano associarsi termini legati alla partecipazione, alla cittadinanza attiva e all’appartenenza a una comunità è un fatto del tutto peculiare e tipico di alcune realtà. E’ il caso di AgroBarriera!, iniziativa promossa dal Comitato Urban Barriera e l’ONG RE.TE, per l’assegnazione di 20 orti urbani nel quartiere di Barriera di Milano a cittadini della Circoscrizione 6 che abbiano compiuto la maggiore età e che hanno tempo fino al 30 ottobre per presentare la domanda di partecipazione al bando. Gli assegnatari, previo versamento di un canone annuale di 120 euro, avranno la possibilità di coltivare un orto di circa 20 metri quadrati per due anni e, allo stesso tempo, di rinsaldare legami con il territorio in senso stretto e in senso lato. Per conoscere maggiormente la filosofia di questa iniziativa che coniuga coltivazione e cittadinanza attiva, abbiamo rivolto qualche domanda a Barbara Posa, parte dello staff del Comitato Urban Barriera.

Come nasce quest’iniziativa?
“L’iniziativa si inserisce all’interno del programma di rigenerazione urbana che il Comitato sta strutturando su tutta l’area di Barriera di Milano. Costituisce uno dei 34 progetti inseriti tra gli interventi del Sistema Verde, una compagine di azioni configurate a ridosso dell’area di via Bologna e accomunate dall’intento di migliorare la qualità della vita tramite interventi all’insegna dell’ eco-sostenibilità: è prevista una pista ciclabile, nuovi giardini pubblici, un’area cani, percorsi amici e una forte attenzione alle scuole e agli accessi scolastici. Nello specifico di questo bando, si è voluto porre attenzione sull’area che significativamente nel quartiere è definita “Boschetto”,  perché per anni è stata lasciata a se stessa e ha permesso alle piante di prendere il sopravvento all’interno dell’area urbana. Al momento, dopo un’opera di riqualificazione e pulizia, l’area è pronta per sperimentare nuove modalità di orticoltura urbana”.

Come si inserisce all’interno del quadro di iniziative territoriali già attive presso la Circoscrizione 6?
“Il bando AgroBarriera! si inserisce attivamente all’interno delle diverse iniziative territoriali e la Circoscrizione 6, in quanto proprietaria dell’area che è stata messa a disposizione, costituisce il soggetto primario, dal momento che ha partecipato insieme a Urban all’identificazione del soggetto gestore, tramite il bando Coltiva Barriera!. Il soggetto vincitore, RE.TE ONG, ha emesso a sua volta un bando per individuare gli ortisti: il progetto, infatti, prevede l’individuazione di venti ortisti, ai quali è richiesto un impegno non solo relativamente al proprio appezzamento ma anche nell’ambito di tutta l’area e in generale nel quartiere”.

Parlando di intervento sul resto dell’area, coltivare un orto urbano può essere anche un modo per consolidare l’appartenenza alla comunità?
“Sicuramente sì, anche perché questo bando, nello specifico, richiede espressamente che, oltre alla coltivazione del proprio orto, ci si impegni in attività rivolte alla comunità in termini di servizi, che possono sostanziarsi in un minimo di due ore di volontariato a settimana, secondo attività di vario tipo: dall’estirpazione delle erbacce agli  incontri nelle scuole e così via. E’ un modo per restituire alla comunità una serie di servizi, consolidando allo stesso tempo un’appartenenza al territorio”.

In che modo un progetto di agricoltura urbana può collegarsi al tema della partecipazione cittadina?
“La città conosce già esperienze legate ai grandi orti, ma qui l’obiettivo è diverso: oltre alla riqualificazione di un’area che per molto tempo è stata abbandonata, la finalità di questo bando è anche la creazione e l’utilizzo positivo di uno spazio collettivo. Nell’ambito del Boschetto, infatti, oltre ai 20 orti singoli, ci saranno altri appezzamenti destinati alla coltivazione collettiva, insieme a spazi verdi e gazebo destinati alla comunità. Lo spazio è strutturalmente pronto (fatta eccezione per una parte) e si candida a essere luogo di incontro e di cittadinanza, oltre che di orticoltura, in una possibilità del tutto peculiare di coltivare un legame parallelamente con la terra e con il territorio”.

 

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Categorie: Ambiente, Cultura

Commenti (2)

  1. Daniela ha detto:

    Come fare x fare la richiesta x avere l’orto grazie

    • Silvia Bruno ha detto:

      Se abita in Barriera di Milano può consultare il link presente nell’articolo che però, tenga conto, risale al 2015.
      Silvia Bruno
      Coordinatrice di Digi.TO

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