Home » Vacanze-weekend » Bookingable, le vacanze per tutti

25 agosto 2016

Bookingable, le vacanze per tutti

Le disabilità rendono difficile anche organizzare e vivere momenti di solo relax. Un nuovo portale permette di scegliere le strutture più adeguate alle proprie esigenze

Andrea Di Salvo

BookingAble è il portale per le vacanze accessibili

BookingAble è il portale per le vacanze accessibili

Estate, tempo canonico per le vacanze. Ci si organizza per tempo o all’ultimo, ma l’iter è quasi sempre lo stesso: chi va lontano cerca i voli su Lastminute o Skyscanner ad esempio, si trovano dei posti per dormire su Booking o Airbnb, si paga e infine ci si pensa già in ferie fino al giorno della partenza. Ora pensate di fare tutto questo immaginando di essere una persona disabile – se lo siete, già sapete quanto sia difficile organizzarsi. Anche limitandosi solo a trovare un posto dove stare, ci sono tanti dettagli di cui solitamente non si tiene conto perché non fanno parte delle proprie difficoltà ordinarie.
Per venire incontro ai viaggiatori con disabilità, è di recente disponibile il sito Bookingable il cui scopo è offrire una scelta di strutture attrezzate. Funziona come qualsiasi altro portale di prenotazioni, ma in più sono presenti descrizioni dettagliate riguardanti l’accessibilità (presenza di scalini, ampiezza delle camere d’albergo …) in modo che l’utente possa scegliere in base alle proprie esigenze, dato che le disabilità sono di varia natura.
Il portale nasce da diversi contributi: dal finanziamento della Fondazione CRT, alla sinergia tra l’Istituto Italiano per il Turismo per Tutti (IsITT) e la Consulta per le persone in difficoltà (CPD), in collaborazione con il tour operator Stile DiVino e Rotex, un giramondo disabile che cura una rubrica su Vanity Fair. Come sempre, abbiamo cercato la voce di chi è coinvolto in prima persona nel progetto intervistando Giuseppe Antonucci, presidente dell’IsITT e consigliere dell’associazione Sportdipiù.

In qualità di presidente dell’IsITT, ha avuto un ruolo fondamentale nella fondazione del progetto.
«Questa mia declinazione verso il turismo nasce dal fatto che sono uno sportivo che gira parecchio e viste le difficoltà che ho incontrato nel corso del tempo cerco di fare qualcosa per ridurle un po’. Come presidente dell’IsITT ho un ruolo di raccordo tra le varie parti: in primis la ricerca di fondi, perché vi sono tanti costi da sostenere, dal sito ai tour operator che si occupano di verificare le strutture. Poi mi piace sottolineare l’importanze di chi lavora con me: Daniela Virgilio dello Stile DiVino, Rotex, cioè Fabrizio Marta, che è un blogger e un collaboratore eccellente per quanto riguarda anche la capacità di scovare un’offerta turistica adeguata ai disabili e il direttore della CPD, Gianni Ferrero».

Perché il progetto è legato al territorio piemontese?
«Questo è dovuto alla CPD e ai legami con l’IsITT. La presenza così massiccia di strutture di Monferrato, Langhe e Roero è prettamente legata a Stile DiVino che opera in quel territorio. Però recentemente i miei collaboratori sono tornati dalla Campania, dove sono stati tre giorni per fare tutti i passaggi che servono insieme agli uffici turistici e alle aziende di promozione e alle amministrazioni locali per arrivare quanto prima ad aggiungere alle 30 strutture che ci sono adesso, quasi esclusivamente piemontesi, anche il territorio campano. A ruota seguiranno sicuramente la Liguria e la Lombardia».

Il sito non fornisce i giudizi sull’accessibilità e la fruibilità. Perciò, a differenzia delle logiche proprie di Booking o portali simili, volete evitare che il giudizio personale intacchi la descrizione delle strutture?
«È una delle caratteristiche che abbiamo deciso di dare a questo progetto: vogliamo che nel modo più oggettivo possibile ci siano le descrizioni anche e soprattutto fisiche dei luoghi e delle offerte che vi sono legate, come visite alle cantine o nei musei. Una delle cose che noi cerchiamo di ridurre, per quanto possibile, è il bollino appiccicato per dire è accessibile o no. Perché io sono un paraplegico che, pur non alzandomi per niente dalla carrozzina, ho un uso delle braccia che mi permette di vivere in autonomia e volendo potrei andare in vacanza da solo. Uno con delle disabilità magari sensoriali, ha bisogno di caratteristiche completamente diverse dalle mie. Pertanto descriviamo per tutto quello che è possibile le caratteristiche, compreso l’eventuale scalino, perché così un cieco può decidere se andare dove c’è lo scalino, se lo vuole».

Come vengono raccolti i dati da inserire poi nel portale? Qualunque struttura può presentare la propria candidatura e successivamente essere valutata?
«Esattamente. Noi facciamo degli incontri con le Aziende Turistiche Locali o altri istituti analoghi nei territori, in modo che dicano ai loro iscritti e associati che esiste la possibilità un po’ più specializzata di accogliere le persone disabili. In quel frangente si creano tutti i contatti che servono per valutare la struttura che, se si offre, ha quasi sicuramente una serie di requisiti e, di conseguenza, una volta affrontato questo primo passaggio ognuna ha le credenziali per inserire i dati quando noi le abbiamo dato ovviamente l’ok. Anche questo è volto a evidenziare quello che in Italia funziona piuttosto che quelle carenze che sappiamo benissimo essere presenti. Se io devo prenotare la vacanza, vado a cercare le cose che possono funzionare per me e difficilmente un turista normale va a vedere se ci sono quelle difficoltà. Il sogno che io inseguo è proprio quello di arrivare un giorno a non doverci più chiedere se un posto sia accessibile o meno».

Tag: , , ,

Categorie: Vacanze-weekend

Lascia un commento