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23 novembre 2016

TFF: Figli della Notte e Jesus, cercasi padre disperatamente

In concorso al Torino Film Festival, i film raccontano le storie di due adolescenti accomunati dalla mancanza delle figure genitoriali

Stella Giorgio

Entrambi in gara alla 34a edizione del TFF, I figli della notte di Andrea De Sica e Jesus del cileno Fernando Guzzoni ritraggono due adolescenti che, seppure molto distanti, condividono l’assenza di riferimenti genitoriali e valoriali solidi.

Gli interpreti de I figli della notte

Gli interpreti de I figli della notte

GIOVANI, CARINI E SPIETATI
Tra le sperdute vette dell’Alto Adige c’è un collegio unicamente maschile in cui i figli di ricche famiglie vengono educati in un clima glaciale e autorevole, tra lezioni di micro-economia, partite di hockey e pomeriggi di studio nel grande edificio, che talvolta ricorda nelle sue inquadrature simmetriche il ben più strampalato e vivace Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.
In questo scenario che non lascia spazio alla sperimentazione di sé e alla creatività, il protagonista Giulio incontra Edoardo, suo opposto: alla timidezza e alla goffaggine iniziale del primo infatti si oppongono le esperienze, il fare sicuro e soprattutto la voglia di trasgressione dell’altro. L’amicizia tra i due riesce a sconvolgere l’immobilità della scuola e innesca nei ragazzi la ricerca di spazi e relazioni fuori dal collegio. Un night club nascosto in mezzo a un bosco diventa la tappa fissa dei due e proprio qui Giulio si invaghisce della prostituta Elena.
Lo sguardo amaro del giovane De Sica non lascia tuttavia possibilità alla favola di formazione che sembrava delinearsi agli occhi degli spettatori, che a poco a poco assume invece i connotati di un thriller psicologico. Il migliore amico, l’amore, la possibilità di vivere relazioni autentiche. E se tutto andasse a rotoli? Così accade e Giulio: da candido protagonista che scopre amore e amicizia, rivela a poco a poco la mancanza di onestà e di etica con cui è cresciuto e diventa incarnazione perfetta di una classe borghese egocentrica e spietata.
I figli della notte appassiona e colpisce per l’amara riflessione che innesca, pur presentando personaggi dai tratti stereotipati e una sceneggiatura a tratti forzata.

Il protagonista del film Jesus

Il protagonista del film Jesus

NUDI E CRUDI
Jesus è un adolescente che vive da solo a Santiago del Cile, non va a scuola e non lavora. Passa le sue giornate gironzolando con gli amici e concedendosi a ogni tipo di perdizione. Una camera mobile lo riprende con stile documentaristico nelle sue giornate sconclusionate, mostrando senza veli la sua quotidianità: la casa sempre in disordine a cui ogni tanto il padre fa ritorno, le discoteche, i rapporti occasionali, gli eccessi di droga e alcol. Una sera, al parco insieme al suo gruppo di amici, Jesus massacra un ragazzo, di cui scopre la morte il giorno dopo. Inizia così la “disintegrazione” del protagonista, che per la prima volta rivolge una sincera richiesta di aiuto al padre, con cui condivide lo scandaloso segreto e l’annesso senso di colpa da elaborare.
Bene e male si confondono nella figura di Jesus, un Raskol’nikov cileno senza bussola e senza punti di riferimento con cui non è facile empatizzare. La regia iper-realistica e il finale a sorpresa vi faranno ricordare il film di Guzzoni per lungo tempo.

S.O.S PADRI
Che cosa hanno in comune Giulio e Jesus?
Appartengono a mondi e classi sociali opposte, ma i protagonisti dei due film condividono un fattore fondamentale: l’assenza dei genitori e in particolar modo della figura paterna. Lo psicoanalista Massimo Recalcati si riferisce al “Complesso di Telemaco” per descrivere giovani come Giulio e Jesus, privi di un padre che simboleggi l’autorità, la “legge morale” e che proietti il figlio in un futuro speranzoso da condividere.
Senza padri, ai giovani Telemaco non rimane che una cieca formazione di sé e una ricerca solitaria del limite, operazione che, come raccontano le vicende di Giulio e Jesus, può diventare incredibilmente pericolosa e destrutturante.

 

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Categorie: Cultura

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