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8 gennaio 2018

Incantesimo o maledizione, i saldi conquistano chiunque

Una passeggiata in centro a Torino durante il primo weekend di sconti vista con gli occhi di chi con questa febbre non vorrebbe mai avere a che fare

Giovanni Mauriello

Via Garibaldi, foto di F. Mereu

Fatta eccezione per la Basilicata e la Valle d’Aosta, in tutte le altre regioni italiane quello appena trascorso è stato il fine settimana in cui sono iniziati i saldi. Per alcuni un sogno a occhi aperti, per altri un vero dramma. Di seguito il resoconto di una passeggiata nel centro di Torino vista con gli occhi di chi con i saldi non vorrebbe mai avere a che fare.

VIA PO, 6 GENNAIO 2018
Mai nome fu più azzeccato per una via: un fiume, sì, ma di gente. Per attraversarla tutta, durante il primo fine settimana dei saldi ci si impiegano circa 40 minuti e il massimo della conversazione che ci si può concedere con altri esseri umani va da “Permesso?” a “Mi scusi!” fino a “Ti levi di mezzo?”.
Torino non si è fatta mancare neanche l’acqua: difatti sia il sabato che la domenica ha piovuto incessantemente. L’occasione perfetta per stare a casa, direte voi; ma ci sono i saldi: cosa fai, non ne approfitti? No, risponderei io, però in effetti quelle vetrine con su scritto “saldi fino al 70%” fanno gola anche a me che di solito preferisco restare fuori assieme al cane.
Punto subito in alto ed entro in un negozio che vende di tutto. Il più affollato, esatto. La scusa ufficiale è che devo scrivere un articolo sul caos del centro nei giorni dei saldi, e David Foster Wallace mi ha insegnato che per scrivere si deve esperire. Colpo di scena, nel giro di pochi minuti mi trasformo nel mio peggior nemico: bramo affinché il ragazzo davanti a me poggi la sciarpa che avevo adocchiato entrando, affretto il passo per arrivare prima degli altri al banco con i maglioni colorati e non guardo in faccia neanche alle persone anziane pur di risparmiarmi mezzo minuto di coda in cassa.

MORALE DELLA FAVOLA
I saldi ci stressano, alterano la nostra personalità, mettono a repentaglio la quiete di molte famiglie italiane e affollano gli eleganti viali delle nostre bellissime città; ciononostante, senza di essi non avrei mai comprato dei meravigliosi calzini a pois e un paio di pantaloni che potrò indossare solo se riuscirò effettivamente a perdere i tre chili che ho preso durante le vacanze di Natale.
L’epilogo di questa storia è quindi uno e del tutto inaspettato: cerco su Google “Saldi estivi 2018”; dal 7 luglio. Bene, segno in agenda.

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Categorie: Ambiente, Primo piano

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