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11 gennaio 2018

Che aria tira: inquinamento e contromisure

Un quadro della situazione in città, con le motivazioni della limitazione anche per i diesel e l’utilità della mobilità sostenibile

Alessio Colella

L’inquinamento continua a essere un problema a Torino

Continuano a far discutere i provvedimenti adottati contro l’inquinamento a Torino, con il malcontento che aumenta da parte di chi si trova impossibilitato a poter usare la propria auto.

LA SITUAZIONE
Il principale campanello d’allarme riguarda la concentrazione di PM10 nell’aria, ossia tutte quelle particelle di particolato con diametro minore o uguale a 10 µm. Più piccole sono le particelle e più a fondo possono penetrare nell’organismo: le più grandi si arrestano nelle cavità orale e nasale, mentre le più minute riescono a raggiungere gli alveoli polmonari, con effetti sulla salute anche gravi.
I limiti fissati dalla legge prevedono i 50 µg/m3 medi giornalieri, con un limite massimo di sforamenti annuali pari a 35 giorni, ma nel 2017 in alcune zone della città la soglia è stata oltrepassata più di 100 volte. I mesi invernali risultano i più critici poiché le basse temperature e l’elevata umidità contribuiscono all’incremento delle concentrazioni di queste sostanze nell’atmosfera.

PERCHÉ I DIESEL NON POSSONO CIRCOLARE
Il particolato proviene prevalentemente dal trasporto su strada: a inquinare maggiormente sono i veicoli diesel fino all’Euro 4, mentre i diesel Euro 5 ed Euro 6 sembrano contribuire alle emissioni di PM10 in egual misura dei veicoli a benzina.
Oltre alle PM10, il biossido di azoto è fra gli inquinanti atmosferici più pericolosi, sia perché è un irritante, sia perché è un precursore di altre sostanze inquinanti, come il particolato e l’ozono. Anche in questo caso, il trasporto stradale è la principale causa che porta alla creazione degli ossidi di azoto; un veicolo a benzina produce circa dieci volte meno emissioni rispetto a un diesel.

MOBILITÀ SOSTENIBILE
Le alternative al traffico privato vanno dai classici mezzi pubblici alla camminata, ovviamente parlando di chi deve percorrere tratti brevi. Piccoli accorgimenti come ad esempio la condivisione di un’auto tra più persone possono inoltre contribuire ad arginare il problema.
Negli ultimi anni abbiamo assistito allo sviluppo di altre forme di mobilità nell’ambito della sharing economy, come vetture elettriche e biciclette a noleggio, che consentono spostamenti a emissioni zero.
In conclusione, queste precauzioni e contromisure possono contribuire a limitare il problema nel breve periodo, ma una politica ambientale di lungo respiro si rende necessaria per combattere efficacemente l’inquinamento, non soltanto a livello locale.

 

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Categorie: Ambiente

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