Home » Cultura » I libri, patrimonio di Torino

12 gennaio 2018

I libri, patrimonio di Torino

Librerie e biblioteche sono da sempre una grande risorsa della città, un patrimonio presente in centro come in periferia

Anna Contesso

Negli anni Torino si è fatta conoscere per molti aspetti diversi, come la Fiat, la Juventus, i gianduiotti, la Mole. C’è qualcosa però che si scopre solo abitando in città, un lato nascosto che la rende ancora più preziosa: il suo patrimonio culturale e in particolare quello relativo ai libri.

La Biblioteca Nazionale di Torino

LIBRERIE
Questa ricchezza riguarda innanzitutto le molte librerie, che vanno dalle più innovative (dove magari puoi anche fermarti a leggere e prendere un caffè) alle antiquarie, a quelle dell’usato. Gli studenti sono ovviamente i primi a usufruirne, nella loro costante ricerca di volumi di testo.
Tra le loro preferite ci sono ad esempio Il Libraccio di via Ormea, Il Putto in via Cesare Battisti e l’Asino d’oro in via Carlo Alberto, tutte librerie dell’usato in cui si possono trovare edizioni di tutti i generi, dizionari e testi in lingua a basso costo, e in certi casi anche rivendere i propri libri, se in buone condizioni. Spesso un vero e proprio affare per gli universitari più squattrinati e amanti della lettura.

BIBLIOTECHE
Un altro capitolo è da dedicare alle biblioteche, vere e proprie istituzioni nella prima capitale d’Italia; lasciando da parte quelle universitarie, troppe per essere prese in considerazione tutte, basti sapere che la mitica Nazionale in piazza Carlo Alberto fu fondata nel 1723, e poi ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fra il 1958 e il 1973. La prima biblioteca Civica invece (ora Civica Centrale) fu fondata nel 1869, per volere di Giuseppe Pomba, storico editore torinese al tempo consigliere comunale. Entrambe le istituzioni sono sopravvissute a bombe, traslochi e incendi, per portare la conoscenza libera fino ai nostri giorni.
Le biblioteche civiche a Torino sono attualmente 18 sparse per tutta la città, contando anche le raccolte private minori, ora accessibili al pubblico. Un vero e proprio tesoro, da mantenere ma anche da utilizzare, in centro come in periferia: un patrimonio da tenere vivo, per non perdere una delle risorse più importanti che la città ha da offrire.

 

Tag: , , ,

Categorie: Cultura, Primo piano

Lascia un commento