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23 Marzo 2018

Giornate Fai di primavera, un successo grazie ai volontari

Nel weekend saranno visitabili oltre un migliaio di luoghi solitamente inaccessibili, con l’aiuto di chi dona il proprio tempo per far conoscere il nostro patrimonio artistico

Michela Lopriore

Basilica Santi Maurizio e Lazzaro Torino

La Basilica dei Santi Maurizio e Lazzaro di Torino

Sabato 24 e domenica 25 marzo tornano le Giornate Fai di primavera, giunte alla 26° edizione. Il Fondo Ambiente Italiano aprirà le porte di più di 1.000 siti sul territorio nazionale, alcuni dei quali solitamente non accessibili al pubblico. Per quanto riguarda il Piemonte, sono da segnalare a Torino i saloni di alta rappresentanza dell’Ospedale Umberto I (per la prima volta aperti ai visitatori) e le parti inedite della cinquecentesca Basilica dei Santi Maurizio e Lazzaro, oltre al Teatro Comunale di Cuorgnè, edificio risalente alla fine dell’800 la cui peculiarità sta nel fatto che sia stato ricavato all’interno di una chiesa seicentesca facente parte di un convento di monache benedettine.
Le Giornate Fai sono fra gli eventi più importanti del panorama culturale del nostro Paese soprattutto grazie all’impegno dei volontari, il cui numero cresce a ogni edizione. Saranno loro a guidare i visitatori tra le meraviglie nazionali e a occuparsi della raccolta fondi Fai, il cui obiettivo è la tutela del nostro patrimonio artistico e naturalistico: per la visita, sebbene non venga emesso alcun biglietto d’ingresso sarà infatti richiesta un’offerta libera. Per saperne di più abbiamo incontrato la giovane volontaria Ilaria.

Il soffitto del Teatro Comunale di Cuorgnè

Il soffitto del Teatro Comunale di Cuorgnè

In che cosa consiste il vostro contributo?
«Accogliamo il pubblico e raccontiamo loro le storie dei luoghi, di chi li ha vissuti e donati. Affianchiamo lo staff nel riordino degli ambienti per rendere la visita ancora più piacevole e non di rado ci occupiamo di attività pensate per bambini e famiglie. È importante che sin da piccoli si crei un contatto con l’arte e la natura e il bene culturale, oltre che essere fonte d’apprendimento, deve saper stupire e divertire. Inoltre diamo il nostro contributo nella promozione e organizzazione degli eventi legati a programmi di attività locale che ogni anno attirano sempre più cittadini».

Come è iniziata la tua collaborazione con Fai?
«Ai tempi delle superiori ho partecipato a un progetto che coinvolgeva l’intera classe: si tratta di Apprendisti Ciceroni, grazie al quale guidati dalle Delegazioni e dai nostri insegnanti abbiamo avuto la possibilità di approfondire un bene artistico del nostro territorio esponendolo davanti a un gruppo di coetanei e adulti. All’epoca vivevo a Pordenone e il progetto si svolgeva a Porcia, un piccolo comune friulano noto per il suo castello, le mura medievali e le torri antiche. Grazie a questa esperienza abbiamo scorto pezzi di città che fino a quel momento non avevamo mai visto, perché la bellezza è spesso dietro l’angolo ma non sempre ce ne accorgiamo. È stata un’occasione di scoperta, nonché di condivisione, che voglio portare avanti».

 

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Categorie: Ambiente, Cultura

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