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13 aprile 2018

Scelti per voi: Il prigioniero coreano, The Happy Prince e Io sono tempesta

Un paese diviso a metà, gli ultimi giorni di Oscar Wilde e l’Italia di oggi: tre consigli per scoprire i migliori film in programmazione ad aprile

Giovanni Mauriello

Torna la rubrica cinematografica di Digi.TO, che vi aiuta a orientarvi nella varietà dei film in uscita nelle sale torinesi. Il mese di marzo è stato ricco di grandi produzioni, ma anche ad aprile ci sono due o tre chicche per le quali vale la pena dedicare un pomeriggio al cinema. Scopriamole insieme.

Il prigioniero coreano

IL PRIGIONIERO COREANO
Vi capisco, limitandomi a leggere solo il titolo di questo film mi terrei anch’io lontano dal cinema; è scientificamente provato, però, che alcuni dei film più belli abbiano i titoli più brutti, specie nella loro versione italiana. Vi dice qualcosa Se mi lasci ti cancello? Ecco, appunto.
In realtà questo film segna il ritorno di uno dei registi più interessanti del panorama mondiale, Kim Ki-duk, autore coreano vincitore dell’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 2004 per La samaritana e premiato sia a Venezia che a Cannes nel 2011 per Ferro 3 – La casa vuota. Insomma, non esattamente un dilettante.
In Il prigioniero coreano il regista dipinge un ritratto senza sconti della Corea, riuscendo a descrivere con un’intensa narrazione la profonda spaccatura ideologica radicata in questo Paese. Per farlo, sceglie come protagonista un pescatore proveniente dal Nord, Nam Chul-Woo, che si ritrova al Sud a causa di una deriva. Prima di essere rispedito al di là del 38° parallelo, il protagonista viene sottoposto a dure indagini e una volta tornato al Nord subisce lo stesso trattamento. Si tratta senza dubbio di un film duro, ma la totale assenza di retorica e lo sguardo ammaliante della regia ne fanno davvero un piccolo gioiello.

Rupert Everett in The happy prince

THE HAPPY PRINCE
È stato presentato in anteprima alla 33a edizione del Lovers Film Festival pochi giorni fa e in sala c’era niente meno che lui, Rupert Everett, protagonista indiscusso in veste di attore, sceneggiatore e regista. Se non siete riusciti a partecipare sappiate che il film è uscito appena ieri ed è in diverse sale a Torino. Certo, non ci sarà Rupert, ma non si può avere tutto…
In ogni caso, The happy prince è il ritratto inedito di uno degli autori più celebri della storia: Oscar Wilde. Interessante è la prospettiva da cui assistiamo alle vicende dello scrittore, spostata al termine della sua vita e di conseguenza nei toni e nei ricordi ci sono nostalgia, rimpianto, passione, dolcezza, rancore. Uno sguardo sincero su un divo – un principe, appunto – che prima di tutto è un essere umano e come tutti ha vissuto per amare e per sbagliare.
Impressiona la performance di Everett, di cui si riconosce l’amore e la competenza per la vicenda raccontata.

Marco Giallini in Io sono tempesta

IO SONO TEMPESTA
Quota italiana in questa selezione di film da vedere ad aprile. Torna in sala Daniele Luchetti, acclamato regista di celebri film come Mio fratello è figlio unico o La nostra vita. Io sono tempesta racconta la storia di Numa Tempesta, interpretato da un attore intelligente e decisamente sottovalutato come Marco Giallini, che dà umanità e spessore a un personaggio in principio meschino e arrivista: un imprenditore multimilionario che, in seguito a un problema con la giustizia, si ritrova a dover scontare un anno di servizi sociali in un centro di accoglienza per poveri.
Fin qui nulla di nuovo, ma la potenza del cast – in cui troviamo anche Elio Germano ed Eleonora Danco – e il magistrale intreccio narrativo mettono lo spettatore nelle condizioni di ridere di un dramma e, subito dopo, di fermarsi a rifletterci su. Una contraddizione del tutto lineare con quella interna al film, dopotutto, che ci invita proprio a interrogarci su quali siano le nostre reali posizioni in merito alle grandi disuguaglianze sociali.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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