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17 aprile 2018

Etikø, il bistrot che fa la differenza

Caffetteria, ristorante, ma soprattutto luogo di accoglienza e formazione: un’opportunità per i giovani e una speranza per le persone in difficoltà

Fabio Gusella

A Torino esiste uno spazio in cui passato e futuro convivono quotidianamente all’insegna della sensibilità sociale e ambientale. Ci troviamo all’angolo fra corso Palestro e via Filippo Juvarra e stiamo parlando di Etikø – Diversamente Bistrot, un progetto ristorativo inaugurato a fine 2016 dalla cooperativa sociale Gruppo Spes nel cuore di quello che un tempo era il Collegio degli Artigianelli. Almeno tre le parole d’ordine dell’iniziativa: innovazione, tradizione e sostenibilità.

Alcune parole chiavi di Etiko sul bancone del locale

Alcune parole chiavi di Etikø sul bancone del locale

UN PROGETTO SOSTENIBILE
Perché Etikø è “diverso” da un qualsiasi altro bistrot? L’abbiamo chiesto a uno degli ideatori del progetto, Rossano Lannutti: «Etikø è un luogo che accoglie la diversità sia per quanto riguarda la selezione del personale, sia per l’attenzione rivolta alle materie prime». Il numero Ø sull’insegna del locale rimanda infatti al Km zero, ossia a una scelta di sostenibilità ambientale che i gestori intendono portare avanti con orgoglio: «Non utilizziamo carni provenienti da allevamenti intensivi – continua – e mettiamo in tavola esclusivamente verdure biologiche e ingredienti del territorio».
«La sostenibilità ambientale – aggiunge Lannutti – va di pari passo con la sostenibilità sociale, per cui le materie prime e i prodotti sono selezionati affinché abbiano un impatto “etico” tanto sulla natura quanto sulla società»: da qui la scelta, ad esempio, di utilizzare alcuni prodotti provenienti da terreni confiscati alle mafie e dalle numerose realtà socio-assistenziali che ruotano intorno all’Opera Torinese del Murialdo.

GIOVANI, LAVORO E DIVERSITÀ
Cosa accomuna la Congregazione dei Giuseppini fondata da Don Murialdo, padre del Collegio degli Artigianelli, e un bistrot come Etikø? Oltre a condividere la stessa sede, tre fondamentali obiettivi: accoglienza, educazione e accompagnamento dei giovani al lavoro. Pertanto, gli allievi della vicinissima Scuola professionale di ristorazione Engim hanno l’opportunità di maturare una primissima esperienza “sul campo” nelle sale del bistrot, alternandosi settimanalmente ad altri ragazzi della scuola. Etikø, dunque, si presenta come un luogo di formazione pratica, contribuendo a favorire decine di giovani nel futuro inserimento lavorativo.
Tuttavia non tutto il personale proviene da Engim: è frequente, infatti, che il bistrot “accolga la diversità” impiegando ex detenuti, ragazze madri, persone con un passato di alcolismo o tossicodipendenza e altre che desiderino lavorare all’interno del Gruppo Spes, la cooperativa sociale del Murialdo (nata come laboratorio di cioccolateria) di cui anche Etikø fa parte.

UN PASSO INDIETRO NEL TEMPO
Infine, per capire ancora meglio lo spirito solidale di Etikø, occorre tornare ai tempi del Collegio degli Artigianelli.
Dove ora hanno sede il bistrot e la scuola, infatti, sorgeva allora l’istituto fondato da San Leonardo Murialdo (1828-1900), la cui missione era quella di “accogliere e formare” giovani orfani o bisognosi, tutti ragazzi che imparavano un mestiere con cui costruirsi un futuro sereno: di qui il nome dell’istituto, destinato appunto a formare “piccoli artigiani”.
Apprendisti nel Collegio di Don Murialdo, cioccolatieri nel Gruppo Spes o allievi nella cucina di Etikø. Cambia il mestiere, ma l’obiettivo resta uno soltanto: ridare speranza a chi credeva di averla smarrita.

 

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Categorie: Formazione, Lavoro

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