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18 aprile 2018

Edit, dove bere e mangiare fanno rima con innovare

Nella periferia nord di Torino un nuovo centro dedicato alla gastronomia in cui il mondo del cibo incontra l’economia della condivisione

Giuseppe Roccia

Edit tavolata apparecchiata

A Edit il cibo è condivisione

Il panorama culinario torinese si è da poco arricchito con Edit, un nuovo polo che si pone l’obiettivo di unire il mondo enogastronomico a quello del coworking e dello sharing. Aperto dallo scorso novembre, si trova in via Cigna nel quartiere Barriera di Milano.
Edit è l’acronimo di Eat Drink Innovate Together, vale a dire mangiare, bere e innovare insieme. In queste poche parole è racchiusa la mission del nuovo incubatore del gusto: essere un modello di servizio inedito in cui la gastronomia diventa un pretesto per socializzare, partecipare e condividere. Per questo motivo spazi e competenze sono messi a disposizione di tutti.

IL GUSTO DELLA CONDIVISIONE
A taste for sharing” è la scritta sulla facciata dell’edificio che ospita Edit. La struttura è un fabbricato di 2.400 metri quadri divisi in sei differenti aree – brewery, kitchens, ristorante, bakery cafè, pub e cocktail bar – ognuna con la sua specificità.
Il birrificio è stato progettato per essere un impianto all’avanguardia messo a disposizione di produttori di birre artigianali che, grazie alla consulenza di esperti, possono sperimentare nuovi tipi di birra da gustare poi nel pub che, come il cocktail bar, è concepito per essere sia un luogo di ritrovo che una vera e propria postazione di lavoro.
La stessa logica viene applicata alla parte dedicata al cibo; all’interno di Edit sono presenti quattro cucine condivise per coloro che intendono cimentarsi nei fornelli in maniera professionale. Anche questi spazi sono a disposizione di chiunque: possono essere affittati sia da aziende del settore che da semplici appassionati, o essere la sede di eventi pubblici o privati, come ad esempio lezioni di cucina, laboratori di panificazione, show cooking (uno o più chef che cucinano in diretta) o semplice scenografia per presentazioni di prodotti. Il ristorante ha il bancone e le cucine a vista per permettere ai clienti di vedere gli chef all’opera, mentre il bakery cafè è stato pensato come luogo sociale per eccellenza, punto di aggregazione in cui gustare infusi, caffè, succhi e sperimentare ricette della cucina vegana o vegetariana.

ESEMPIO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA
L’idea di Edit nasce nel 2015, quando l’imprenditore Marco Brignone acquista l’immobile che era parte dell’antica sede di Incet, la grande fabbrica torinese di cavi elettrici. Avvia la sua attività circondandosi da un team di lavoro che si compone di circa 70 persone, con un’età media di soli 24 anni, e contribuisce alla riqualificazione di un’ex zona industriale che stava già cambiando volto.
Qui oltre a Edit è presente Open Incet, un innovation center che ospita Impact Hub, polo di ricerca economica e sociale. Un altro esempio di nuovo spazio a disposizione della cittadinanza è il Museo Ettore Fico,  che si trova a pochi metri di distanza dall’ex Incet.

 

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Categorie: Lavoro, Primo piano, Scoprire Torino

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