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14 maggio 2018

Prime, l’organizzazione non profit a misura di studente

Laboratori, conferenze e molto altro: intervista a Graziella, giovane socia che ci racconta di questa realtà nata in ambito universitario e incentrata sulla comunicazione

Laura Bonanno

Corso università

Prime organizza laboratori e incontri con professionisti

Aula A2 del Campus Luigi Einaudi. Ogni sabato mattina, per sei settimane, sono tornata in aula per frequentare un workshop sull’organizzazione di eventi ideato da Prime, un’associazione non profit nata nel 2004 da un collettivo di studenti con la passione per la comunicazione.
Il passaparola tra amici, si sa, è molto efficace; così sono venuta a sapere di questo corso da Graziella, iscritta a Prime da quasi due anni, che decido di intervistare.

Come ti sei avvicinata a Prime?
«Prime è una realtà ormai nota al Campus, in particolare tra gli studenti di Scienze della Comunicazione. Ero incuriosita dai laboratori che avevano in programma di avviare così, dopo aver partecipato a un “aperitivo con il professionista”, ho deciso di unirmi all’associazione in qualità di membro del comitato organizzativo. Prime è una palestra per mettere in pratica ciò che si è studiato solamente a livello teorico e può essere una buona opportunità per unire una passione a quello che domani potrebbe diventare un lavoro».

Quali obiettivi vorreste raggiungere come associazione?
«Il nostro obiettivo principale è quello di permettere agli studenti di fare esperienza sul campo applicando le competenze acquisite durante gli studi. Prime vuole avvicinarsi al mondo del lavoro tramite laboratori, incontri e eventi sul tema della comunicazione ai quali vengono invitati esperti e professionisti a titolo gratuito. Noi soci ci occupiamo di ideare, gestire e promuovere le iniziative all’università o attraverso i nostri canali social. La nostra offerta è molto varia e per questo vi invito a seguirci per tenervi aggiornati».

Cosa rende unico Prime?
«I laboratori di Prime sono pensati da studenti per gli studenti: riusciamo quindi a soddisfare le esigenze e le aspettative dei ragazzi ai quali proponiamo le nostre iniziative evitando, ad esempio, di organizzare incontri in concomitanza con la sessione esami e assicurando crediti formativi, i cosiddetti Cfu, per la frequenza della maggior parte dei nostri corsi».

Immagino abbiate qualche altra proposta che bolle in pentola…
«In effetti sì. Quest’ultimo workshop sull’organizzazione di eventi ha riscosso molto successo tra gli studenti e ci ha dato la giusta carica per lanciare nuove iniziative: sicuramente dopo la sessione esami estiva proporremo un laboratorio su come utilizzare al meglio i social media per il proprio brand e uno su come scrivere l’episodio pilota di una serie tv. Sempre in programma, invece, gli eventi che ormai ci contraddistinguono da tempo come l’EventLab, una serie di incontri a tema con professionisti del settore, e l’aperitivo con il professionista, vale a dire un incontro informale in un locale tra studenti e professionisti che parlano delle loro esperienze sul campo. Non sono le classiche lezioni frontali: si interagisce, si crea e si lavora in gruppo».

 

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