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17 maggio 2018

Valentino by night

Dal boom di Pokémon Go agli episodi di criminalità, luci e ombre sull’area verde più antica di Torino

Luca Ferrua

La Fontana dei 12 Mesi al Valentino

Il parco torinese che costeggia il Po è un’importante meta turistica del capoluogo piemontese ideale per ogni stagione, ma rifiorisce con l’allungarsi delle giornate – proprio come l’annesso Orto Botanico – come abbiamo potuto ammirare grazie alle foto di Federico Mereu.
Qui troviamo opere come il Castello del Valentino, in origine residenza sabauda e oggi sede della facoltà di Architettura, l’art nouveau della Fontana dei 12 Mesi, metafora statuaria dei corsi d’acqua torinesi a due passi dal Borgo Medievale, e I lampioni innamorati del maestro Rodolfo Marasciuolo. Ma quando cala la notte il parco si trasforma, diventando un discusso simbolo della movida torinese.

IL GIARDINO DEI POKÉMON
Il mese di luglio 2016 non sarà ricordato solo come uno dei più caldi della storia, ma anche per il boom dell’app in realtà aumentata PokémonGo. La trovata della Niantic riscuote subito un successo record, diventando un’epidemia. In quello stesso momento il Parco del Valentino viene scelto dagli sviluppatori come luogo per la comparsa di mostri rari, convertendo il paradiso bucolico del Giardino Roccioso in un luogo di incontro per ragazzi d’ogni età ansiosi di catturare i personaggi della Nintendo. Tra le panchine in ferro, le cascate e le aiuole curate, si riversano migliaia di persone con power bank al seguito (una batteria portatile per cellulari), che nel momento in cui appare un Dragonite (uno dei pokémon più rari) danno vita a un evento sociale surreale: una massa esaltata e urlante in corsa, tutti con la speranza di scovare e ottenere la leggendaria creatura.
Oggi il giardino roccioso sembra essere tornato la quieta oasi di un tempo, ma neanche due anni fa la situazione aveva raggiunto una criticità tale da richiedere la vigilanza delle forze armate sul perimetro.

TRA DROGA E BATTUAGE
Se il problema di PokémonGo può definirsi risolto, altrettanto non si può dire per la sicurezza del parco. Di notte le stradine immerse nel verde si trasformano in angoli poco illuminati e appartati per battuage (luoghi frequentati dalla comunità gay per incontri occasionali), tant’è che esistono delle vere e proprie mappe personalizzate su Google.
Nonostante i periodici blitz dei carabinieri, l’ultimo dei quali a febbraio di quest’anno, sembra che anche vendita e consumo di droghe proseguano indisturbate nel parco: infatti è sufficiente fare due passi lungo il tunnel la sera per essere avvicinati da uno spacciatore.

IL DESTINO DELLA MOVIDA
La dibattuta chiusura dei Murazzi ha sicuramente frenato i parcheggiatori abusivi del Parco, ma è anche stato l’inizio di un giro di vite alla malamovida.
Il parco ospita alcuni tra i locali più in voga in città, specialmente d’estate: Cacao, Chalet, Club 84, Life e Fluido. Mentre però quest’ultimo è rimasto in piedi grazie alla sua natura poliedrica (un cocktail bar che offre anche servizio ristorante) le discoteche, chiuse per violazioni, lottano con un’amministrazione che spinge per una valorizzazione ambientale e storica dell’area verde.
Adesso la Giunta Comunale ha concesso l’utilizzo dei locali per due anni, ma mentre si cerca un nuovo gestore per il Cacao i suoi clienti (oltre duemila) potrebbero doversi di nuovo riversare sulle strade di San Salvario.

 

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Categorie: Scoprire Torino

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