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12 luglio 2018

Sound system culture, reggae e tolleranza

I grandi festival europei ispirati alla tradizione musicale e filosofica che, dalla Giamaica all’Inghilterra, ha conquistato il mondo con un messaggio di uguaglianza e rispetto reciproco

Mario Acciaro

sound system

Una delle camionette che in Giamaica portavano nelle città il sound system

Enormi speaker, gente rilassata, passione per la musica e un ambiente amichevole. Il sound system rappresenta questo e molto altro per i numerosi appassionati che animano le serate all’insegna della musica reggae e della consciousness collettiva, cioè la consapevolezza di appartenere tutti all’unico popolo della tradizione rastafariana, che promuove valori di uguaglianza, tolleranza e dialogo costruttivo.

I FESTIVAL IN EUROPA
Se avete voglia di passare una serata diversa e assorbire una salutare quantità di basse frequenze, questa estate non perdete l’occasione di partecipare a uno dei tanti eventi organizzati anche in giro per l’Europa, per respirare un po’ di sound system culture e godere di un ambiente spensierato e solidale.
Fra le tante manifestazioni segnaliamo il Dub Camp Festival, che si terrà fra il 18 e il 22 luglio a Jouè-sur-Erdre, in Francia, e l’immancabile Rototom Sunsplash, dal 16 al 22 agosto a Benicassim in Spagna.

DAI GHETTI ALLE CASE DISCOGRAFICHE
Come nasce la cultura sound system? L’idea di radunarsi per godere della compagnia reciproca ascoltando buona musica sboccia nei ghetti di Kingston, in Giamaica, intorno agli anni ‘40. I dj suonano i vinili su stazioni itineranti improvvisate a bordo di camionette malandate, organizzando feste lungo le strade delle città. Celebre la House of Joy di Hedley Jones, uno dei primi costruttori delle enormi casse che animano le serate di Kingston Town.
Il generi prediletti sono inizialmente il rhythm ‘n’ blues e lo ska, ma negli anni ‘60 un altro grande movimento musicale è destinato a prendere piede, catalizzando i gusti di milioni di persone intorno al mondo: il reggae. Nonostante l’ampia varietà di generi che continuano a essere “suonati” negli impianti ormai divenuti popolarissimi fra i giovani, il sodalizio fra i selector dei vari sound system e gli artisti reggae si cementa, dando vita a numerose collaborazioni esclusive denominate dubplates e determinando la trasformazione di molti sound in vere e proprie case discografiche.

POLITICA E MIGRAZIONI
In questo periodo alcune etichette si politicizzano polarizzandosi attorno ai partiti social-democratico e laburista e divenendo vettori per gli ideali di uguaglianza che in quegli anni stravolgono la scena politica giamaicana.
Con l’ondata migratoria degli anni ‘70 la cultura del sound system viene esportata nel Regno Unito, dove i migranti mantengono il contatto con le loro radici attraverso la musica. Quando l’Europa comprende il messaggio di coesione e fratellanza trasportato dalle frequenze dei dj giamaicani, questo gusto si diffonde in tutto il continente con la nascita di numerose etichette e artisti di fama mondiale come Aba Shanti-I, Jah Shaka, Alpha and Omega e molti altri, continuando nel solco di una tradizione culturale che ancora oggi unisce musica e spiritualità.

 

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