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10 agosto 2018

Lorela Sejdini: i sogni possono diventare realtà

La storia di un giovane talento della musica con una passione per le dinamiche internazionali, che a soli 22 anni è già salita su palcoscenici importanti

Alessio Colella

Lorela Sejdini

Lorela Sejdini

Lorela Sejdini ha 22 anni, vive a pochi chilometri da Torino e la sua famiglia è originaria dell’Albania. È una studentessa di Diritto per le Imprese e le Istituzioni, Profilo transnazionale, ci tiene a sottolinearlo. Le vicende con al centro i diritti umanitari la appassionano, così come ama la musica.

LA SUA STORIA
Tutto ha inizio quando Lorela ha 12 anni, le piace cantare, ma è molto timida; allora si chiude nella sua stanza e inizia a intonare i motivi delle sue canzoni preferite, immaginando il suo pubblico e sognando di essere su un palcoscenico, ma facendo ben attenzione che non la senta nessuno. Un giorno sua madre la scopre ed è la sua benedizione. Lorela viene incoraggiata a coltivare il suo talento e partecipa a numerosi concorsi regionali, su suggerimento di qualche amica. Suo padre, che ancora non l’aveva sentita cantare, la accompagna a uno di questi concorsi: la voce di Lorela lo fa emozionare e anche lui sprona sua figlia affinché continui con la sua passione.
Il supporto della famiglia è fondamentale per darle consapevolezza delle sue doti. A 15 anni partecipa a The Voice of Albania, supera le cosiddette blind auditions tra i complimenti dei giudici. Qualche anno più tardi i genitori la convincono a candidarsi per partecipare al Festival I Kenges, la versione albanese di Sanremo: viene selezionata e arriva in semifinale.
In Italia si è esibita davanti al Maestro Mogol nel concorso Senza etichetta e, forte della sua esperienza, tiene concerti in diversi locali della città. Adora esibirsi davanti al pubblico, perché le dà coscienza di avere davanti a sé persone come lei, così da lasciare da parte la paura e abbandonarsi al ritmo della musica.

LA MUSICA
I suoi video su YouTube hanno migliaia di visualizzazioni ma l’esposizione mediatica può avere i suoi svantaggi: «I social network sono molto utili per promuovere il mio lavoro. Curo molto il mio profilo su Instagram, inserendo sempre immagini pensate e che non siano prive di contenuto. Su YouTube ho lavorato parecchio in passato, adesso lo utilizzo principalmente per le mie esibizioni dal vivo».
Parlando di web, ha trovato persone che l’hanno attaccata sui social a livello personale: «L’arma migliore è non rispondere alle offese, non prendersela e lasciar correre. Quando partecipi a concorsi che ti danno visibilità devi essere pronta a tutto. C’è chi ti fa i complimenti, qualcuno commenta con critiche costruttive, altri invece si lasciano andare a frasi talvolta offensive». Il caso più eclatante è accaduto qualche anno fa, quando Lorela ha caricato sul suo canale la cover della canzone 1944 di Jamala: «È un brano che unisce musica e diritti umani, ma mi sono resa conto che non è per nulla semplice far coincidere le mie due più grandi passioni. Le persone si insultano per motivi politici, fanno sì che prevalga un odio ingiustificato al piacere di stringersi la mano e conoscersi per quello che si è davvero, mentre io sono per il confronto e la mediazione».

 

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Categorie: Musica

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