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1 agosto 2018

Consigli letterari: cosa non leggere sotto l’ombrellone questa estate

Tra letture troppo pesanti e libri di dubbia qualità, scopriamo quali sono i libri da lasciare a casa durante le prossime vacanze

Giovanni Mauriello

È un dato di fatto: poche altre cose fanno bene alla mente quanto leggere un bel libro; è altrettanto vero, però, che durante l’anno diventa spesso difficile trovare il tempo e la concentrazione necessaria per leggere, dunque ci ritroviamo ad accumulare tutti i libri che nel corso dei mesi abbiamo comprato e a lasciali lì, sul comodino, e quando ci infiliamo sotto le lenzuola sembrano quasi volerci recriminare lo slancio di ottimismo manifestato nel momento dell’acquisto.
Il senso di colpa e il desiderio represso possono però trovare una via d’uscita durante le vacanze estive, dopotutto una volta fatta la prima – e la seconda e la terza – colazione, dopo la passeggiata sulla battigia e un tuffo in acqua, cos’altro può tenerci lontano dai libri a cui, peraltro, abbiamo fatto percorrere chilometri e chilometri in uno zaino? Nulla, non abbiamo più scuse.
Vediamo di sfruttare al meglio il periodo estivo, quindi, ché per leggere libri brutti c’è sempre tempo. Anzi, facciamo così: in questo articolo vi consigliamo quali libri non leggere durante le vacanze estive!


I MALAVOGLIA
di Giovanni Verga (1881)
Prima che inizi la caccia all’uomo: è vero, Giovanni Verga è uno degli scrittori più autorevoli della letteratura italiana; vero anche che il verismo, di cui Verga è il principale esponente, è stata una corrente letteraria essenziale, di vera rottura col passato, ma resta comunque inverosimile che qualcuno, tra un margarita e una partita a racchettoni, si lasci trasportare serenamente dalle vicende dei pescatori di Aci Trezza. Se avete perso il treno della lettura obbligatoria tra la prima e la seconda al liceo, perché illudersi di recuperare ora, sotto l’ombrellone, con quaranta gradi e un gruppo di vivacissimi bambini che gioca a tirarsi i gavettoni proprio accanto a voi?

CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO – o di rosso, nero, o qualunque altro colore – di E. L. James (2011)
No. Qui non si tratta di autocensura né di vergognarsi dei propri gusti. Si tratta di buonsenso. Le letture estive sotto l’ombrellone devono essere piacevoli, leggere e, perché no, anche frivole, ma c’è un limite a tutto: farvi vedere con uno dei libri della saga di E. L. James equivale a fare coming out come persone di cattivo gusto. Nessuno vi impone di non farlo, ma quantomeno non in pubblico!

IL PICCOLO PRINCIPE di Antoine de Saint-Exupéry (1943)
C’è un tempo per ogni cosa, ragazzi, e quello per “Il piccolo principe” è passato da un pezzo. Anzi, andiamo per ordine: se avete sedici anni ed è la prima volta che vi approcciate a questo libro, prego, amatelo pure. Se però siete tra quelli che a quasi trent’anni ancora si portano dietro la stessa copia de “Il piccolo principe”, allora sappiate che è il caso di voltare pagina; è un libro poetico e dolcissimo, è vero, ma nel mondo è stata scritta così tanta roba che merita di essere letta. Di questo ne parliamo in un altro articolo, però.

 

 

 

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