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19 dicembre 2018

Mubi, un piccolo eden per cinefili

Sito streaming dedicato ai film di nicchia, seleziona il meglio del cinema d’epoca e contemporaneo creando una comunità virtuale di appassionati

Michela Lopriore

Su Mubi ogni giorno sono disponibili 30 film d’autore

Film di qualità, talvolta sconosciuti o sfortunamente spodestati dai blockbuster: sono i contenuti di Mubi, piattaforma di streamig lanciata in Italia dal 2013 ma ancora poco conosciuta.
Il sito – che dopo un trimestre di prova al costo di 1 euro ha un abbonamento di 8,99 € al mese – offre un ampio catalogo di film accuratamente selezionati da cinefili di tutto il mondo, configurandosi come una vera e propria cineteca dedicata ai film d’autore, ai cult e alle pellicole indipendenti, da quelle più datate e quasi dimenticate a quelle fresche di festival.

UN CATALOGO SEMPRE NUOVO
La peculiarità di Mubi sta nel proporre un repertorio costantemente aggiornato in quanto gli utenti hanno la possibilità di scegliere fra 30 film diversi, ognuno con scadenza mensile dal momento del suo caricamento sulla piattaforma: in questo modo ogni giorno viene inserita una nuova pellicola che va a sostituire quella più vecchia.
I film, provenienti da ogni dove, sono tutti in lingua originale e sottotitolati in inglese, cosa che in effetti potrebbe risultare un po’ limitante. Interessanti sono però sia la sezione del sito denominata Notebook (una sorta di periodico in cui compaiono approfondimenti sul cinema classico e contemporaneo con tanto di interviste e recensioni) sia la possibilità di partecipare con gli altri utenti a discussioni relative ai film contenuti nel catalogo. Ad arricchire il repertorio, inoltre, vi sono le retrospettive dedicate di volta in volta a un particolare regista o a uno specifico tema.

L’IDEA
Mubi nasce nel 2007 quando Efe Cekarel, un giovane cinefilo di origine turca, si rende conto della scarsa reperibilità online di alcuni film di Wong Kar Wai: decide così di creare un sito web in cui possano trovare spazio pellicole poco note, appartenenti al cinema indipendente, classico e internazionale, quello spesso ricercato e a volte sperimentale.
La sua intuizione trova ben presto l’appoggio di una casa di produzione cinematografica francese, la Celluloid Dreams, che finanzia la proposta di Cekarel dando vita a The Auteurs, una sorta di Mubi allo stato embrionale. In seguito, grazie al favore della Sony Computer Entertainment, la quale offre al progetto nuovi strumenti di supporto come la Play Station 3 consentendo l’aumento del numero di spettatori, si giunge via via a quella che è l’interfaccia del sito attuale: una comunità virtuale volta alla condivisione e alla scoperta di una settima arte che va ben oltre il cinema mainstream.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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