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21 gennaio 2019

Canapa legale, il fenomeno oltre il boom

Da quando si è diffusa la cannabis light, il commercio di questo prodotto è decollato anche a Torino. Oltre al consumo per divertimento però, la canapa ha altre proprietà e utilizzi, come ci spiega chi la vende

Alice Dominese

E’ boom di negozi di canapa legale

Da qualche tempo, a Torino sembra essere nato un nuovo business che ruota attorno alla cannabis legale. Le tabaccherie addette alla vendita di questo prodotto e i grow shop – i negozi che vendono le infiorescenze della canapa – si sono moltiplicati in tutta la città sull’onda del fenomeno EasyJoint, azienda diventata rapidamente una dei leader del mercato internazionale della cannabis light e prima produttrice in Italia. Come? Sviluppando una pianta di canapa con un livello di Delta-9-tetraidrocannabinolo o Thc (il componente dall’effetto psicotropo contenuto nei suoi fiori) ridotto allo 0,2% e quindi legalmente coltivabile e vendibile.
Ma oltre il boom di questo mercato, esiste una realtà più composita che racconta di un prodotto misconosciuto dalle molte proprietà.

A raccontarci un’altra faccia della medaglia è Marco Mirabelli, 25 anni, gestore di un negozio di canapa nel quartiere San Salvario. «Chi fa della canapa un uso soltanto ludico, non si merita questa pianta» ci dice quando gli chiediamo quale sia l’idea alla base della sua attività. «Credo sia importante superare la disinformazione e la superficialità che si è creata attorno a questo vegetale. Non si tratta solo di un prodotto per divertirsi, ma è soprattutto una risorsa da cui si possono ricavare un’infinità di prodotti ecosostenibili e dalle proprietà benefiche». Marco ha aperto nel 2016 ed è stato uno dei primi a lanciarsi in una nicchia di mercato che oggi sta crescendo: «Ho aperto questo negozio per passione, ma inizialmente era guardato con diffidenza, molti credevano fossi il proprietario di un coffee shop all’italiana e i clienti erano pochi curiosi o esperti di un mondo di cui si parla raramente. Col tempo ho cercato di portare un po’ di cultura sulla canapa e sui suoi tanti usi oltre i soliti luoghi comuni».

Saponette, shampoo, magliette, calze, olio, biscotti, pasta, tè: dai cosmetici agli alimenti, passando dai filati, Marco ci elenca le varie forme che può assumere la canapa, facendoci scoprire una subcultura che sostiene essere diventata un tabù. «Le qualità di questa pianta – prosegue – sono innumerevoli». Dal suo fusto è possibile ricavare una fibra, a lungo impiegata nel campo del cordame e della maglieria, mentre i suoi semi possiedono proprietà nutrienti, perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali e sono ricchi di Omega 3 e Omega 6; inoltre, l’alto contenuto proteico lo rende un alimento ideale per integrare le diete vegane e vegetariane. I tessuti ricavati dalle sue fibre, invece, sono termoisolanti e resistenti e ricerche recenti le stanno anche studiando per realizzare alcune bioplastiche. L’impatto ambientale provocato dalla lavorazione della canapa, che ha dimostrato di essere una delle migliori piante per disintossicare i terreni dai metalli pesanti, è minimo.

«Per il basso livello di Thc presente nei prodotti che vendo, chi compra nel mio negozio non cerca lo sballo, la maggior parte acquista la cannabis light per scopi terapeutici – spiega Marco – Infatti la canapa sativa, presente nei fiori, beneficia di un cannabinoide chiamato Cbd, che ha diverse proprietà non psicotrope che aiutano ad alleviare dolori e tremori ed è perciò utilizzata per diverse patologie».
Marco è convinto che questa pianta vada esplorata in tutte le sue potenzialità in ambito ambientale e terapeutico e quando gli chiediamo un parere sul futuro della canapa in Italia, risponde: «Credo che sia necessario guardare anche oltre lo scopo esclusivamente ludico che la cannabis può offrire, sensibilizzando sulle sue tante altre qualità. Per sconfiggere la criminalità legata allo spaccio, poi, penso che il passo da fare sia tassare e regolamentare il suo uso, che solo così può incidere positivamente sulla società».

 

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Categorie: Ambiente

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