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22 gennaio 2019

Smartphone: perché i colossi tech hanno ridotto i ricavi

Cosa sta succedendo sul mercato della tecnologia? Ecco tutte le analogie e le differenze che caratterizzano i casi Apple e Samsung di cui si è parlato ultimamente

Alessio Colella

La vendita di iPhone è in calo

Nelle ultime settimane ha tenuto banco su tutti i giornali la comunicazione fatta da Apple ai suoi azionisti, in cui sostanzialmente il management ha annunciato una revisione al ribasso delle stime di fatturato dovute a un importante calo delle vendite di iPhone – che costituiscono i due terzi dei ricavi complessivi – sul mercato cinese nell’ultimo trimestre.
L’avviso è arrivato non molto tempo dopo la notizia dell’arresto di Meng Wenzhou, direttore finanziario di Huawei nonché figlia del fondatore dell’azienda, episodio che per il momento rappresenta il culmine della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. L’apparenza è quindi quella di uno scambio di colpi tra le due superpotenze, ma in realtà ci sarebbe dell’altro.
In questo articolo metteremo però da parte la questione relativa ai gusti dei consumatori, ossia se questi preferiscano acquistare un marchio rispetto a un altro, le voci di boicottaggio informale effettuato dalla Cina sui prodotti Apple e le questioni di spionaggio di cui si è tanto sentito parlare.

APPLE E IL MERCATO CINESE
Il caso Apple è quello che ha avuto maggior richiamo mediatico, la società è infatti tra quelle con maggior capitalizzazione di mercato. Nella lettera di Tim Cook si legge subito che il calo dei ricavi è da imputare a un rallentamento della crescita dell’economia cinese. Questo è il concetto da cui partire: una economia in crisi.
Per comprendere meglio, riportiamo quanto proposto da Alberto Forchielli durante un’intervista a Forbes. Secondo l’economista i problemi della Cina sono essenzialmente tre. Il primo è il modello di crescita basato in gran parte sul debito, sia pubblico che privato, che oggi ammonta a tre volte il Pil nazionale. Forchielli mette in dubbio i dati ufficiali della Cina, che stimano la crescita del Pil al 6,5%, sostenendo che in realtà il Paese si trova in uno stato di recessione: in sostanza il prodotto interno lordo cinese non sta crescendo, ma diminuendo in modo allarmante. Il secondo problema è lo sviluppo tecnologico, che ha portato la Cina su mercati dominati dagli Stati Uniti, con tutte le implicazioni del caso. Il terzo punto è che i cinesi preferiscono prodotti nazionali, vista la qualità diventata ormai paragonabile a quella straniera. Un ulteriore spunto di riflessione riguarda l’impatto piuttosto scarso che finora i dazi hanno avuto sull’economia cinese: il vero motivo della contrazione è il calo del consumo interno.

IL CASO SAMSUNG
Rimanendo in Asia, spostiamo lo sguardo verso la società sudcoreana. Anche Samsung, infatti, ha dovuto rivedere le proprie stime con un fatturato stimato in calo di oltre il 10%. In questo caso, oltre alla maggior competizione presente sul mercato degli dispositivi mobili, il rallentamento è imputato anche al settore delle memorie flash, uno dei business più redditizi per il colosso asiatico. La società ha già messo in atto delle contromisure, infatti è di questi giorni la notizia che lancerà i cellulari della nuova linea M in anteprima in India, puntando appunto a recuperare terreno sulla compagnia cinese Xiaomi nel secondo mercato più grande di smartphone dopo quello di Pechino.
La differenza rispetto ad Apple, quindi, esiste, ma i punti in comune puntano verso un mutamento del mondo tech. Il settore, che fino a qualche tempo fa poteva considerarsi come consolidato, è oggi al centro di un cambiamento, il cui esito potrebbe impattare anche sulle nostre vite, visto che è in mano di relativamente pochi giganti mondiali.

 

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Categorie: Primo piano, Tecnologie

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