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7 febbraio 2019

Smartphone e salute: qual è il Sar del tuo telefono?

Una piccola guida sul Tasso di Assorbimento Specifico delle radiazioni, un indice di cui si dovrebbe tener conto quando di acquista un cellulare

Carlotta Bianchini

I valori Sar misurano il Tasso di Assorbimento Specifico di radiazioni

Secondo i risultati della ricerca Digital 2019 sul rapporto fra il nostro paese e la rete, in media ogni italiano trascorre 6 ore al giorno su Internet, gran parte del tempo utilizzando il proprio smartphone, tra social, applicazioni di messaggistica e telefonate. Oggi la scienza sta studiando i possibili rischi per la salute (ad esempio la correlazione con l’insorgenza e l’aumento dei tumori nella popolazione mondiale) portati dall’utilizzo prolungato dei dispositivi elettronici, teorie che per il momento rimangono ancora in attesa di conferme, anche se secondo diversi studi alcuni cellulari sono più pericolosi di altri perché i loro chip emettono una quantità maggiore di radiazioni.
Nonostante non si possa ancora dimostrare a tutti gli effetti un reale pericolo per la salute, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di tenere i dispositivi lontano dal corpo e di moderarne l’utilizzo. Di fronte a quest’ultima affermazione, entrano in gioco i valori Sar (Tasso di Assorbimento Specifico) che esprimono la quantità di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano quando esposto all’azione di un campo a radiofrequenza. Questo indice certifica dunque la sicurezza di un dispositivo elettronico.

LE NORME
Niente panico comunque: in linea con il Comitato Europeo di Normazione Elettronica (Cenelec) e con la Commissione Federale per le Comunicazioni americana (Fcc), ogni governo ha imposto dei parametri entro i quali il dispositivo possa ritenersi sicuro ed essere dunque messo in commercio. Per la normativa europea, il valore consentito è di 2W/Kg misurati su 10 g di tessuto (responsabili, l’energia e la massa) ed è calcolato, in breve, dall’accumulo di calore in due punti del corpo bersagliati dalle onde elettromagnetiche: la testa e il tronco. Purtroppo, però, questi valori raramente sono indicati insieme alle caratteristiche degli smartphone e, per poterli conoscere, il consumatore deve cercare sul web le tabelle di riferimento.
Se da un lato tutto ciò tranquillizza i consumatori, perché per poter essere acquistati i telefoni devono restare nei parametri a norma di legge, dall’altro questo fa capire come alcuni smartphone siano più pericolosi per la salute di altri, perché i valori possono essere più o meno alti da un modello all’altro. Inoltre, il livello di assorbimento registrato in laboratorio indaga sugli effetti nel breve periodo e non sulle conseguenze a lungo termine (15-20 anni).

RIDURRE L’ESPOSIZIONE
A questo punto, perché non adottare dei piccoli accorgimenti preventivi? Il consiglio degli esperti è di informarsi prima di acquistare un nuovo smartphone, consultando le tabelle che indicano i Sar di ogni modello di dispositivo in commercio, in modo da acquistarlo consapevolmente.
Durante la giornata, cercare di utilizzare gli auricolari, soprattutto in auto. È qui, infatti, che vengono emesse molte radiazioni: primo, perché quando si viaggia il telefono cambia l’allacciamento del segnale da una cella all’altra; secondo perché i veicoli agiscono come la gabbia di Faraday, ostacolando una facile connessione e facendo aumentare le emissioni. Infine, evitare di tenere il telefono a contatto con il corpo o sul comodino e, soprattutto di notte o quando non in uso, meglio spegnere o impostare off-line il dispositivo.

 

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Categorie: Primo piano, Tecnologie

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