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12 febbraio 2019

Buon compleanno Charles Darwin

210 anni fa nasceva il fondatore dell’Evoluzionismo. Ripercorriamo la sua avventura in giro per il mondo per capire come è nata la teoria che dopo secoli si scontra ancora con critiche più o meno ragionevoli

Alessio Colella

Il viaggio di Charles Darwin

Il 12 febbraio del 1809 a Shrewsbury, in Inghilterra, nasceva lo scienziato Charles Darwin. La passione per la natura lo portò a compiere il giro del mondo a bordo del celebre Beagle, viaggio durante il quale potè osservare le diverse specie autoctone che saranno alla base delle le sue teorie scientifiche, ancora oggi in parte contestate. A bordo del brigantino Darwin visitò Capo Verde, le isole Falkland, l’America del Sud, le Galapagos e l’Australia, per un totale di circa cinque anni trascorsi lontano dalla sua patria.

L’EVOLUZIONISMO
La più famosa teoria di Darwin è senza alcun dubbio quella evoluzionistica, una novità per l’epoca, elaborata grazie alle informazioni e ai campioni raccolti durante il lungo viaggio. I punti essenziali di questo modello riguardano la riproduzione, le variazioni e la selezione naturale. Il primo aspetto può portare gli individui di una specie a fronteggiare la limitatezza delle risorse disponibili nel territorio a causa di un’eccessiva popolosità. Le variazioni fanno riferimento alle diverse caratteristiche del singolo in relazione all’ambiente in cui vive, ad esempio qualcuno è più alto, qualcuno corre più veloce e così via. Infine la selezione racconta di una vera e propria lotta per la sopravvivenza, che vede spesso vincitori coloro i quali possiedono caratteristiche più vantaggiose rispetto al contesto in cui si trovano; questo si traduce in una conservazione dei caratteri dei vincitori a scapito di quelli dei vinti. L’esempio classico è quello delle giraffe a collo lungo che riescono a mangiare le foglie più alte degli alberi, così da sopravvivere rispetto a chi non può accedere a quelle risorse. Come conseguenza, le giraffe a collo corto sono destinate a perire, le altre a riprodursi e a tramandare i propri caratteri.

I CREAZIONISTI
L’Evoluzionismo fu accolto con critiche positive da parte della comunità scientifica, visto che l’idea del Creazionismo – il quale attribuisce l’origine del mondo e degli organismi non a processi naturali, bensì divini – appariva poco credibile in virtù dei passi che la scienza stava muovendo.
Nonostante il pensiero di Darwin si sia consolidato nei secoli, ancora oggi esistono comunità in cui è dominante il Creazionismo, anche se occorre comunque sottolineare come la maggior parte delle religioni non neghi le evidenze scientifiche dell’Evoluzionismo. I più fervidi oppositori della teoria darwiniana provengono dagli Stati Uniti e si sono manifestati in passato – si parla solo di circa 15 anni fa – fino ad arrivare a battaglie legali e conflitti politici per impedirne l’insegnamento nelle scuole. Anche in Italia è presente un Comitato antievoluzionista, il quale però si schiera apertamente contro Darwin e non a favore del Creazionismo, così come spiega uno degli esponenti in un’intervista a Vice.
Bisogna in ogni caso considerare il fatto che quella di Darwin è una teoria, verificata con il set di conoscenze disponibili. La scienza è in continua evoluzione e non vuole e non può essere dogmatica. Il sapere scientifico è avanzato nel corso della storia del genere umano, alcune teorie sono state confutate, altre invece si sono rafforzate. Un modello, quindi, si dice vero finché non ne arriva uno nuovo, verificato scientificamente, in grado di confutarlo; è stato ad esempio il caso del passaggio dal Geocentrismo all’Eliocentrismo (la Terra che gira intorno al Sole e non viceversa). Si parla comunque di evidenze empiriche, di opinioni.

 

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