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13 febbraio 2019

“In-traduzione”, a teatro i migranti di ieri e di oggi

La Compagnia di Palazzo del progetto Yepp Porta Palazzo presenta uno spettacolo per comprendere i fenomeni migratori moderni attraverso il racconto di quelli passati

Mario Acciaro

“In-traduzioni” racconta in modo universale i fenomeni migratori

La storia dell’umanità è da sempre caratterizzata da fenomeni migratori. La ricerca di condizioni migliori e la necessità di fuggire da guerre e povertà sono i motori che spingono intere popolazioni a lasciare i rispettivi luoghi di origine percorrendo antichi e nuovi sentieri.
Per comprendere questi fenomeni da un punto di vista umano e psicologico la Compagnia di Palazzo, un gruppo di giovani teatranti che fanno parte del progetto Yepp Porta Palazzo, il 23 febbraio alle 21 presso il Cecchipoint di via Cecchi 17 porterà in scena uno spettacolo dal titolo In-traduzioni, con ingresso a offerta libera.

LO SPETTACOLO
La rappresentazione racconta la storia di un gruppo di migranti italiani che partono dal meridione e dal nord-est per cercare fortuna nel nord Italia del dopoguerra. Attraverso il racconto delle migrazioni di ieri il regista Matteo Allasia aiuta lo spettatore a riflettere e a comprendere i fenomeni odierni, riportando alla luce un passato recente ma troppo spesso dimenticato. Ascoltando le storie dei protagonisti ci riscopriamo parte di un unico popolo, unito da un profondo sentimento di umanità che attraversa le barriere del tempo e dello spazio.
I componenti della giovane compagnia teatrale portano in scena le storie di migrazione delle proprie famiglie, radunando i protagonisti su un treno diretto verso il nord Italia, iconico mezzo di trasporto che ha caratterizzato le migrazioni nostrane di quel periodo. L’incedere cadenzato dei vagoni e il paesaggio che muta lentamente fungerà da cornice narrativa provocando delle epifanie nei personaggi, che racconteranno le memorie di vita passata e le loro speranze e aspettative per il futuro.
Tra dialoghi frizzanti, divertenti e talvolta malinconici, lo spettatore entrerà intimamente in contatto con i protagonisti, lasciandosi alle spalle dubbi e preconcetti sul fenomeno migratorio passato e presente, per comprenderne più a fondo le ragioni del tutto umane che risiedono, sopite, in ognuno di noi.

FRA IERI E OGGI
Portare queste storie a teatro assume un’importanza particolare nell’odierna situazione politico-culturale: raccontando questi fenomeni come una fiaba, infatti, la rappresentazione aiuta lo spettatore ad analizzare le migrazioni sotto una nuova luce, intimamente umana e lontana dalla solita retorica mediatica e politica. Attraverso il racconto delle migrazioni a noi più “vicine” i ragazzi della Compagnia di Palazzo limano la distanza nei confronti delle migrazioni odierne, spesso percepite come lontane e per questo mal comprese. Sdoganando queste storie di sofferenza, lo spettatore è costretto a immedesimarsi nelle vite dei migranti, abbandonando per un po’ il rifugio sicuro che ognuno erige attorno a sé, per provare a immaginarsi in balìa della tempesta che è la tragedia dei fenomeni migratori.
La forza di questa rappresentazione, tuttavia, agisce in una duplice direzione. Nel difficile contesto di Porta Palazzo, queste storie di migrazione influenzano anche i “nuovi” migranti, che attraverso lo spettacolo possono avvicinarsi alla nostra storia recente, creando un punto di contatto che spiana la strada per l’integrazione e la condivisione.

TUTTI A TEATRO
Nell’invitare i nostri lettori a cogliere questa occasione per comprendere meglio i fenomeni migratori e passare una serata piacevole assieme ai membri della Compagnia di Palazzo, vogliamo sottolineare l’impegno profuso giornalmente dai ragazzi di Yepp per abbattere le barriere della diversità e diffondere la cultura della condivisione.
Nell’oscurità della mente che sembra avanzare ogni giorno serpeggiando fra il sentire comune, questi spiragli di luce fanno ben sperare per il futuro, svelando un’umanità sensibile e necessaria ora più che mai per affrontare le difficili sfide del nostro tempo.

 

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Categorie: Cultura, Intercultura, Primo piano

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