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8 marzo 2019

Il sorpasso di LeBron James, il re del basket americano

Il giocatore dell’Ohio supera Michael Jordan diventando il quarto miglior realizzatore di sempre dell’Nba

Luca Ferrua

MIchael Jordan e LeBron James

Nella notte tra il 6 e il 7 marzo LeBron James, il più dominante giocatore di basket nella Nba, ha stabilito un nuovo record personale raggiungendo quota 32.311 punti in carriera e scalzando la leggenda, Michael Jordan, dal quarto posto assoluto.
Ripercorriamo assieme la strada intrapresa da “King” James, che dal 2003 a oggi l’ha portato sempre più ad essere oggetto di paragoni proprio con “Air” Jordan.

LE TAPPE
Ogni anno a giugno le 30 squadre dell’Nba partecipano al draft delle matricole, un momento in cui vengono scelti i nuovi giocatori dei club. Nel 2003 la prima scelta finì nelle mani dei Cleveland Cavaliers, i quali optarono per un giovane dell’Ohio di nome LeBron James. Con i suoi 2,03 metri di altezza per oltre 110 chili di peso, questo ragazzo ha rivoluzionato fin da subito il ruolo di ala piccola, posizione occupata solitamente da persone alte e longilinee come Larry Bird, Julius Erving o Scottie Pippen, sfruttando la sua potenza esplosiva per penetrare facilmente a canestro.
In questi quindici anni la sua ascesa all’Olimpo del basket è stata costante e prevedibile, infatti il primo riconoscimento è arrivato nel 2004 quando ha vinto il premio Rookie of the year (miglior matricola dell’anno). Da allora la sua stella non ha fatto che crescere, mantenendo una media di 27 punti a partita, vincendo 2 medaglie d’oro alle Olimpiadi, 4 volte il premio come Mvp (miglior giocatore dell’anno), 3 titoli Nba e diventando il più giovane di sempre a entrare – fra le altre cose – nel miglior quintetto Nba dell’anno (i cinque migliori giocatori della lega nei rispettivi ruoli).

IL CONFRONTO
Per questi e per molti altri meriti è stato un passaggio naturale quello del paragone tra “il re” – come viene chiamato LeBron nel settore – e Michael Jordan, ritenuto dalla maggioranza di tifosi ed esperti il più grande giocatore di basket mai esistito. Il genio creativo, la leadership, le doti atletiche e i riconoscimenti di quest’ultimo l’hanno reso un’icona pop del basket conosciuta in tutto il mondo, al punto di guadagnarsi il soprannome di “His Airness”, perché pareva volasse durante la gara di schiacciate dell’88.
Nel frattempo però LeBron ha sempre inseguito il mito di Jordan, arrivando a scegliere anche lui il 23 come proprio numero di maglia. Essendo poi la Nba un campionato in cui il valore dei giocatori è fortemente influenzato dalle statistiche, il fatto che LeBron sotto questo punto di vista abbia avuto una carriera migliore del campione dei Chicago Bulls è uno dei motivi che ha spinto molti esperti a considerarlo come “the chosen one”, il prescelto.

UN RECORD AMARO
Proprio sull’onda di questa diatriba che da anni spacca l’opinione di tutti gli appassionati di basket, nella notte di mercoledì durante una partita dei Los Angeles Lakers (attuale squadra di LeBron) a 5’38” dall’intervallo il campione ha segnato il punto del sorpasso con un’azione da tre punti (un canestro da due, più un tiro libero).
Tuttavia, nonostante ciò abbia segnato una pietra miliare nella storia del basket moderno, l’accoglienza dei tifosi non è stata delle più calorose. A poco o nulla è servito il video commemorativo trasmesso allo Staples Center, il palazzetto dei Lakers: LeBron infatti, reduce di tre cambi di squadra in 15 anni, è stato festeggiato con applausi poco convinti. Ciò è dovuto al fatto che pare non riuscire a trascinare i suoi nuovi compagni (quella contro i Denver Nuggets è stata l’ennesima sconfitta di questa stagione) e molto probabilmente la sua squadra quest’anno non accederà ai playoff. Ma resta comunque il re dell’Nba.

 

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Categorie: Primo piano, Sport

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