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14 Maggio 2019

Il giro nel mondo in cinque giorni: cala il sipario sul Salone del Libro

Nella 32a edizione non sono mancati lettori e visitatori, novità e contraddizioni

Alice Dominese

Grande successo di pubblico per il Salone del Libro

Il Salone del Libro cresce. A partire da giovedì 9 maggio, dalla fermata metropolitana Lingotto fino all’ingresso, i serpentoni di visitatori si sono infittiti a getto continuo alimentando il piazzale e affollando la fiera. I dati dell’ufficio stampa dicono che dallo scorso anno le vendite dei biglietti online sono aumentate del 22%, così, per ampliare la portata del Salone, questa edizione ha deciso di colonizzare anche l’Oval, che con oltre 16mila metri quadrati in più collegati allo spazio espositivo principale hanno favorito la dispersione dei visitatori.

Contagiata dalla tematica green, la fiera ha inaugurato il progetto di sostenibilità Il prossimo passo e ha chiesto agli espositori di assumere misure eco-compatibili all’interno dei propri stand, tuttavia limitando l’iniziativa agli addetti ai lavori e vincolando i visitatori a lasciare all’esterno del Lingotto Fiere le proprie borracce per motivi di sicurezza. Fatto salvo per gli eventi del circuito riguardanti l’ecologia e l’energia presieduti da esperti e divulgatori del settore, la prevenzione dei rifiuti, di fatto, è stata scarsa. Chi ha deciso di rimanere fuori dal Salone è stato anche il Laboratorio culturale autogestito Manituana, rappresentato da un piccolo gruppo di giovani e studenti che nei giorni antecedenti all’apertura aveva criticato la presenza della casa editrice vicina a Casa Pound – poi esclusa dall’evento – decidendo di presenziare ugualmente agli ingressi a favore dell’antifascismo.

Fra gli espositori è spiccato il grande stand dedicato a Sharjah, l’emirato del Golfo arabo presente in qualità di Paese ospite d’onore nonostante gli organizzatori quest’anno avessero deciso di promuovere una lingua, e non una nazione, come protagonista del Salone. Con una delegazione di 150 artisti e autori guidati dal sultano, Sharjah ha raccontato la propria cultura tradizionale aperta all’incontro inserendosi all’interno del breve percorso Anime arabe.
Nel frattempo lo spagnolo, lingua ospite della 32esima edizione, è stato letto e spiegato attraverso i suoi autori più famosi nel corso dei numerosi eventi. Dal reading di Neri Marcoré di L’amore ai tempi del colera passando per l’omaggio di Fabrizio Gifuni a Julio Cortàzar, sono stati oltre una quarantina gli scrittori e gli artisti ispanofoni partecipanti che hanno presentato i propri lavori e celebrato il mondo di questa lingua onirica e lussureggiante.

L’Arena Bookstock ha invece aperto le porte alla Luna, riprodotta all’interno dello spazio espositivo e scoperta dai più giovani grazie al percorso letterario organizzato in occasione dei 50 anni dal primo passo umano sulla sua superficie. Per un altro compleanno fra coetanei, al Salone la Newton Compton ha festeggiato i suoi 50 anni con Chi vuol essere libronario?, il primo quiz letterario incentrato sulla conoscenza dei classici della lettura internazionale conclusosi con l’assegnazione di 100 libri al lettore più dotto.

Tra le novità di questa edizione, sostenitrice della ricca rassegna Democrazia allo specchio, Actionaid ha inoltre realizzato un videowall, il gioco digitale pensato per raccogliere le testimonianze e le riflessioni dei visitatori sulle sfide della democrazia. Vivicrazia ha così permesso di costruire un grande manifesto digitale illustrato dai volti di chi ha deciso di partecipare all’iniziativa promossa dallo stand.

Fra gli espositori che hanno promosso il libro come oggetto di consumo, veicolo di impegno sociale, strumento di conoscenza e simbolo di una passione, il Salone 2019 appare così ancora una volta una grande girandola di interessi, sogni e contraddizioni, il gioco del mondo insomma, come mostra l’immagine scelta per la locandina di questa edizione.
Per limare, aggiustare e migliorare ulteriormente l’offerta che ruota attorno ai libri e alla letteratura c’è ancora tempo ma, come il Salone ha insegnato, il gioco è una cosa molto seria.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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