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13 Maggio 2019

Una giornata al Salone del Libro: Annalisa Camilli, Zerocalcare e Luis Sepúlveda

Il racconto di sabato 11 maggio alla fiera del Lingotto, dove gli incontri spaziano dall’attualità ai trucchi del mestiere dello scrittore

Francesca Vaglio Laurin

Dopo aver superato i controlli di rito e le lunghe file di visitatori che affollano fin dal mattino il piazzale antistante i padiglioni, la nostra giornata inizia negli spazi dell’Arena Bookstock. Qui è in programma un appuntamento organizzato in collaborazione con la Scuola Holden: l’incontro con la giornalista di Internazionale Annalisa Camilli, invitata a presentare il suo libro La legge del mare. Cronache dei soccorsi nel Mediterraneo.

In mezzo Annalisa Camilli

LA NARRAZIONE SUI MIGRANTI
Il volume, pubblicato da Rizzoli, ricostruisce i cambiamenti avvenuti nel discorso pubblico e nelle politiche italiane in tema di immigrazione, concentrandosi in particolare sull’origine della propaganda contro le Ong impegnate nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo, che Camilli ha avuto modo di seguire da vicino per il suo lavoro.
La presentazione si apre con la proiezione di un estratto del filmato Il naufragio dei bambini, video-racconto realizzato dall’Espresso per ricostruire quanto avvenuto l’11 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, quando morirono 268 persone, tra cui 60 minori.
«Questo libro nasce dall’esigenza di colmare la distanza tra quello che vedevo e scrivevo da giornalista e il racconto di politici, altri colleghi e opinione pubblica» spiega Annalisa Camilli. Il testo parte da un altro naufragio, uno dei più drammatici degli ultimi anni, quello del 18 aprile 2015 (che causò quasi mille morti), ma è alla fine del 2016 che l’autrice individua un cambio di passo nella narrazione pubblica sui migranti. Con un’attenzione particolare alle nuove forme di comunicazione: «Tutta questa battaglia si è giocata sui social network, che sono stati sottovalutati e poco monitorati – racconta Camilli – C’è interesse che i discorsi di odio si sviluppino, perché sono quelli che fomentano il dibattito e trattengono le persone più a lungo su quelle piattaforme, è un principio innanzitutto commerciale».
La legge del mare affronta dunque temi di grande attualità, con lo sguardo di chi ha ascoltato e conosciuto storie intrise di quella che l’autrice definisce «una violenza di un’arbitrarietà totale». Ma il testo vuole essere anche un’esortazione a un futuro diverso: «Cerco di non raccontare solo la violenza ma anche il desiderio di riscatto, di prendere parola per i tanti rimasti indietro» spiega Camilli prima di lasciare spazio alla conclusione del dibattito, che si chiude con la lettura di un passaggio del celebre saggio di Hannah Arendt La banalità del male.

Giancarlo De Cataldo e Luis Sepúlveda

LEZIONI DI SCRITTURA
In attesa del prossimo incontro ci spostiamo all’Oval, collegato all’edificio principale da una passerella: tra le novità di quest’anno c’è infatti l’utilizzo del palazzetto olimpico per ospitare una parte degli stand e qui la folla si snoda tra gli spazi dedicati a piccoli e grandi nomi dell’editoria. Una coda si allunga davanti a quello della Bao per il firmacopie del fumettista Zerocalcare, impegnato nei consueti “disegnetti” con dedica per i fan più agguerriti che hanno deciso di affrontare l’attesa.
La tappa successiva ci riporta ai padiglioni del Lingotto per l’appuntamento con il celebre scrittore cileno Luis Sepúlveda. Smaltita la lunga fila di visitatori che attendeva l’apertura delle porte della Sala Azzurra, l’incontro prende la forma di un vivace dialogo tra l’autore e il magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo, che interroga Sepúlveda sugli strumenti della sua carriera di successo. «Fare lo scrittore è una sfida costante. La cultura, la grammatica, i segreti della lingua sono solo elementi funzionali alla storia che si vuole raccontare – spiega il romanziere sudamericano – Non sei tu che vai alla ricerca di un tema, è lui che cerca te. È pieno di storie qui fuori che aspettano che passi uno scrittore». Ma qual è il punto di partenza di un racconto? «C’è un momento in cui una storia decide di essere raccontata da me, poi diventa un’ossessione, ed è nel momento in cui l’ossessione diventa insopportabile che comincio a raccontare» prosegue l’autore cileno.
Una vera e propria lezione di scrittura inclusa nel prezzo del biglietto, come scherza De Cataldo, che nella seconda parte dell’incontro lascia invece spazio al Sepúlveda attivista, al racconto della sua esperienza sotto il regime di Pinochet e di come ha visto cambiare il suo paese a 30 anni dalla fine della dittatura: «Conservo un desiderio enorme di giustizia. Il destino dell’uomo è la felicità, ma sarà possibile solo quando il mondo sarà socialmente giusto».

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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