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10 Giugno 2019

Turin Coffee, il salone del caffè

Nel fine settimana la bevanda originaria dello Yemen è stata protagonista di workshop, degustazioni, iniziative culturali e tour storici

Paride Pasini

Piazza Carlo Alberto ha ospitato Turin Coffee, il Salone del caffè

Piazza Carlo Alberto ha ospitato Turin Coffee, il Salone del caffè

Per due giorni Torino è diventata la capitale del caffè. Nella splendida cornice ottocentesca di piazza Carlo Alberto, nel weekend si è svolto Turin Coffee, il festival giunto alla sua seconda edizione che ha fatto conoscere a cittadini e turisti i segreti della bevanda che accompagna le nostre giornate.

Le origini del caffè risalgono probabilmente al XIV secolo, dalle notizie che abbiamo attraverso racconti di paesi africani e medio-orientali: gli studi sulla sua storia lo farebbero originare nella città di Mokha, nello Yemen.
La nostra città è la cornice perfetta per celebrare questa bevanda: nel lontano 1884, infatti, il cioccolatiere Angelo Moriondo fece il primo espresso della storia, ideando una macchina in grado di preparare 300 caffè in un’ora. La tradizione piemontese si è poi sviluppata facendo nascere torrefazioni (Antica Torrefazione, Boutic, Malabar, Perrero, Dicaf Ghigo, Hobby Caffè, Il Caffè, Mokabar e Torrefazione Mike) e aziende di fama internazionale (Lavazza, Vergnano e Costadoro) che, partecipando alla kermesse, hanno deciso di svelarci i segreti delle loro miscele, tramite workshop e degustazioni.

Sul piccolo palco di piazza Carlo Alberto, posto davanti all’ingresso della Biblioteca Nazionale, si sono alternati i più prestigiosi specialisti in materia che hanno spiegato le origini, le diverse lavorazioni, le tipologie di miscelazione, i numerosi usi in cucina e in pasticceria.
Ad esempio abbiamo ascoltato le istruzioni per preparare un ottimo caffè con la moka: il livello dell’acqua nel serbatoio deve raggiungere la valvola e la miscela va pressata nel dosatore, che deve essere riempito completamente.
Ci è stata anche dimostrata la preparazione di un caffè napoletano nella tipica caffettiera, costituita da due parti cilindriche sovrapposte, ognuna munita di un manico che serve, quando l’acqua bolle, a capovolgere il recipiente. Esistono differenze sostanziali tra il caffè italiano propriamente detto e quello napoletano, che si contraddistingue per un sapore più forte e deciso dovuto all’uso delle miscele arabica e robusta, tostate più a lungo e a temperature più alte.

Negli ultimi anni in questo settore è nata una vera forma d’arte. Parliamo della cosiddetta “Latte Art”, ossia le decorazioni fatte col latte nei nostri cappuccini o caffè macchiati: piante, animali, simboli, scritte che rendono piacevoli le nostre colazioni sono diventate il fulcro di alcune dimostrazioni ed esercitazioni, che hanno permesso ai visitatori di imparare le tecniche per realizzarle.

Sono stati proposti anche eventi “fuori salone”, tra cui la visita al Museo Lavazza nel quartiere Aurora, per rivivere la storia del caffè italiano, ammirare l’evoluzione delle caffettiere e scoprire gli aromi delle miscele create dall’azienda torinese.
Non è mancato il tour dei Caffè Storici di Torino, che parte da Baratti & Milano, nella Galleria Subalpina, aperto dal 1875 e divenuto principale fornitore della Casa Reale sabauda. A pochi metri, in piazza Castello si trova il Caffè Mulassano, inaugurato nel 1907, ritrovo abituale della nobiltà locale, ma anche degli artisti che si esibivano al Teatro Regio. Percorrendo via Po arriviamo al Caffè Fiorio, frequentato da Cavour, Rattazzi e D’Azeglio, ma anche da Nietzsche e Melville, l’autore di Moby Dick. Il tour prosegue in piazza San Carlo, al Caffè Torino, già famoso ai primi del ‘900 per la sua produzione di gianduiotti e si conclude Al Bicerin, in piazza della Consolata, che dal 1793 ha sapientemente unito al caffè la cioccolata e il fior di latte, creando la bevanda simbolo della nostra città.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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