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11 Giugno 2019

Ai Musei Reali la collezione di Riccardo Gualino, il Gatsby torinese

Una mostra riunisce le centinaia di opere appartenute all’imprenditore e mecenate piemontese protagonista di un’epoca

Fabio Gusella

La mostra sulla collezione di Riccardo Gualino

La mostra sulla collezione di Riccardo Gualino ai Musei Reali (foto D. Bottallo)

Di fronte al Parco del Valentino, sulla collina oltre il Po, spicca nel verde una strana costruzione rossa e geometrica. Parliamo della grandiosa residenza commissionata nel 1929 dall’imprenditore, collezionista e mecenate Riccardo Gualino (Biella 1879 – Firenze 1964), dal quale prende ancora oggi il nome benché sia stata destinata da tempo ad altri scopi.
Per commemorare questa affascinante personalità piemontese, in bilico tra il mondo degli affari e quello dell’arte, fino al 3 novembre le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino (Piazzetta Reale 1) ospitano una mostra intitolata I mondi di Riccardo Gualino, collezionista e imprenditore e dedicata alla vasta collezione artistica raccolta negli anni dalla famiglia dell’industriale.

I MONDI DI GUALINO
Giovedì 6 giugno, Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale: alla presenza degli eredi di Gualino viene presentato al pubblico il progetto concepito dai Musei Reali e da Banca d’Italia, con la collaborazione dell’Archivio Centrale dello Stato.
Le due curatrici Annamaria Bava e Giorgina Bertolino spiegano di aver voluto «riunire e raccontare i due principali nuclei della storica collezione Gualino, fino a oggi divisa fra la Galleria Sabauda di Torino e la Banca d’Italia di Roma»: sono state raccolte circa 320 opere, alcune delle quali vantano autori eccellenti quali Botticelli, di cui è esposta la celeberrima Venere (1485-1490), i maestri italiani del Duecento e del Trecento, ma anche pittori più recenti come Édouard Manet, presente con La Négresse (1862-1863), e Felice Casorati, artista di fiducia dei Gualino e autore di diversi ritratti della famiglia.
Tuttavia, l’esposizione non consiste di soli quadri: il percorso espositivo si snoda infatti in 18 sale, affollate di antiche sculture orientali, ceramiche, oreficerie, arazzi e arredi un tempo orgoglio delle molte residenze dei Gualino, ma anche fotografie e diari privati che testimoniano la vita di questo singolare imprenditore.

UNA VITA SPACCATA A METÀ
Esistono vite lineari e vite che presentano un prima e un dopo. Quella di Gualino appartiene alla seconda categoria, riportando una dolorosa cesura.
Riccardo Gualino nasce a Biella il 25 marzo 1879 e fin dalla gioventù posa le prime pietre del futuro impero finanziario investendo nei settori del cemento e del legname. A 28 anni sposa Cesarina Gurgo Salice, con la quale cresce due figli e acquista Villa Ricci a Cereseto Monferrato, una residenza convertita in un castello neogotico ispirato al Borgo medievale di Torino. È qui che nasce la collezione d’arte dell’imprenditore.
Durante gli anni Venti, Gualino sembra invincibile: scala una banca dopo l’altra, si impegna in grandi manovre finanziarie, ma gli affari non gli bastano: Gualino e sua moglie si danno quindi al mecenatismo, “arruolando” Felice Casorati come ritrattista di famiglia (in mostra alcuni loro ritratti), promuovono l’arte e la danza e nel 1925 inaugurano un teatrino privato e l’innovativo Teatro di Torino.

CADUTA E RINASCITA
È il 1929: Gualino è all’apice del successo, avvia il cantiere della sontuosa villa sulla collina torinese, ma dall’altra parte del mondo Wall Street crolla. È costretto a chiedere un prestito allo Stato cedendo in garanzia ciò che ha di più caro: la collezione viene smembrata fra musei, istituzioni, raccolte private e archivi.
Gualino ha perso il suo impero, Mussolini ne approfitta e ordina l’arresto e il confino del magnate. È il momento più buio, ma nel 1932 Gualino torna in libertà e, dopo un breve soggiorno a Parigi, si trasferisce a Roma dove investe nel cinema, fiutandone in anticipo le grandi potenzialità. L’amore per l’arte non l’ha abbandonato, perciò decide di ricominciare la collezione acquistando opere di Degas, Picasso e Casorati, senza trascurare la sua passione per le sculture antiche e orientali. Nel 1938, con lo stile di un signore rinascimentale, acquista sulle colline fiorentine una villa quattrocentesca detta Il Giullarino, in cui si spegnerà nel ’64 all’età di 85 anni.
Inarrestabile viaggiatore, Gualino ha attraversato il pianeta per inseguire gli affari. Eppure, i soli “mondi” che ha realmente visitato riposavano nelle sue case e nelle sue collezioni, poiché l’arte è un altrove e una lontananza da scoprire.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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