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4 Luglio 2019

Un’ambulanza per animali domestici

Michela Cannas, responsabile torinese della onlus che opera in casi di emergenza veterinaria, ci racconta le attività della sua associazione

Carlotta Bianchini

L'ambulanza veterinaria dell'Avi

L’ambulanza veterinaria dell’Avi

Offrire il proprio aiuto su un’ambulanza per animali: è l’attività di volontariato a cui da qualche mese ha deciso di dedicarsi Michela Cannas. Si tratta di un mezzo di soccorso un po’ particolare, per via del suono facilmente riconoscibile e perché i pazienti sono animali domestici. Michela risposto alle nostre domande spiegandoci come si diventa volontari e quali sono i casi di intervento che si trova ad affrontare la sezione torinese di Avi – Ambulanze Veterinarie Italia, di cui è responsabile.

Che tipo di associazione è l’Avi?
«La nostra è una onlus che in un certo senso si è fatta da sola. L’idea è stata di Jimmy Dotti, il presidente nazionale. È una realtà giovane, costituitasi pochi anni fa in Liguria. Dopo quella di Savona si sono affiancate le sezioni di Asti e Albenga e, dopo un po’ di mesi, anche Torino, Varese e Novara. Attualmente nel capoluogo piemontese l’unica sezione aperta è la mia, ma intorno a settembre ne nascerà un’altra fissa, per coprire al meglio tutto il territorio».

Che tipo di interventi effettuate e qual è il vostro compito rispetto a quello dei veterinari?
«Il veterinario non cattura un gatto arrabbiato, non accalappia un cane. Noi facciamo contenimento e trasferimento del paziente nelle migliori condizioni, soccorrendo qualsiasi tipo di animale fino, se necessario, alla clinica o al veterinario scelto. Soccorriamo psicologicamente anche i proprietari delle volte, perché la preoccupazione può portarli ad avere veri attacchi di panico. Aiutiamo così le persone che da sole non potrebbero raggiungere il veterinario. Ma non solo. Abbiamo la convenzione con tutte le autostrade del Nord Italia ed entriamo in scena in caso di incidente. Questo tipo di intervento è pericoloso e prima raccomandiamo sempre di pensare alla propria sicurezza».

Che animali aiutate?
«A Torino, come a Varese e Novara, ci occupiamo solo di animali di proprietà come il cane, il gatto, il furetto, il coniglio… Ad Asti invece c’è la convenzione per il recupero selvatici, mentre in Liguria sta per partire quella per i randagi con il Comune di Savona».

Chi sono i volontari e come vengono formati?
«Chiunque lo voglia può diventare volontario, a patto che abbia compiuto la maggior età. Abbiamo sia ragazzi che persone meno giovani. Non possiamo accogliere veterinari iscritti all’albo per evitare conflitti di interessi. Gli studenti sono ben accetti, ma una volta iscritti all’albo devono allontanarsi dall’associazione. In ogni intervento lasciamo che la destinazione del paziente sia scelta dal proprietario. Devo ammettere che sono sempre di più le donne in associazione, con una percentuale dell’80%. Per diventare volontari facciamo un corso di 36 ore suddiviso in moduli diversi: dal primo soccorso a quello per animali selvatici, dalle attrezzature alla sicurezza, sia del paziente che nostra. E poi ovviamente anche la parte sulla guida in emergenza».

Michela Cannas, responsabile Avi Torino

Qual è l’impegno richiesto?
«Il nostro impegno non è distribuito su turni. Io sono la responsabile e sono sempre reperibile, 24 ore su 24. Quando ricevo una telefonata mi metto subito in contatto con i volontari liberi più vicini e più adatti, in modo da effettuare un intervento tempestivo. Dopo che i padroni dei pazienti effettuano la chiamata al numero unico 331 4824724, riceviamo un messaggio con le prime indicazioni importanti sul caso e le indicazioni precise.

Come vi finanziate?
«Avendo solo piccole convenzioni con il territorio, viviamo esclusivamente delle offerte che chiediamo per i nostri interventi. Per quelli programmati applichiamo una tariffa di 1 euro al km, ma tutto dipende dalla distanza».

C’è un episodio che ricordi particolarmente?
«Ogni intervento è diverso. Non sai mai cosa ti trovi davanti. Le decisioni sono sempre tempestive e il paziente non è mai d’accordo. Ma ognuno si prende un pezzetto di cuore. È la gratitudine dei proprietari quello che commuove di più, con i gesti gentili che spesso ci rivolgono».

 

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Categorie: Ambiente

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