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10 Luglio 2019

Acqua, Islam e arte: un’oasi per riflettere

Fino al 1° settembre al Mao è possibile visitare una mostra che racconta i tanti di volti di una risorsa così vitale da essere data troppo spesso per scontata

Alice Dominese

Lastra metallo - Mostra Acqua, Islam e arte

La mostra Acqua, Islam e arte è aperta fino al 1° settembre

Raccontare l’acqua – elemento tanto fuggevole quanto prezioso – è difficile, perché la banalità può celarsi dietro l’angolo e comunicare la sua essenzialità può rivelarsi complicato. Al Mao – Museo d’Arte Orientale, una mostra riesce a uscire dall’impasse e a tracciare un profilo semplice ma preciso del vasto universo connesso a questa risorsa. Acqua, Islam e Arte è la storia di un trinomio che dura da secoli, di un mondo esotico che prende forma in un percorso di suoni e immagini alla scoperta degli usi quotidiani e cultuali di uno degli elementi base della vita.

La mostra, curata da Alessandro Vanoli, è un ritratto della vita che nel mondo orientale ruota attorno all’acqua, strumento curativo, simbolo magico, misura di ospitalità, fonte di sopravvivenza e di benessere.
La cultura islamica utilizza e celebra questo elemento nell’arte e nella preghiera attraverso un’esperienza spirituale lontana da come la maniera occidentale tende ad approcciarvisi. La ritualità, la preparazione mentale, l’attesa e la quiete che precedono l’accesso all’acqua entrano sempre più raramente nella nostra pratica quotidiana, ma grazie al gioco di suoni e colori il visitatore è accompagnato a riscoprire queste dimensioni attraverso un percorso sensoriale quasi meditativo.

Attraversare la soglia di via San Domenico 11 è qualcosa di molto simile all’ingresso in un’oasi, specialmente durante la calura estiva. Come immerso nel silenzio di un pozzo profondo scalfito solo da un gocciolio regolare, il visitatore è portato a scoprire alcuni ambienti tipici del mondo islamico in cui l’acqua è l’elemento protagonista. Percorrendo un torrente proiettato sotto i propri piedi, è possibile osservare una serie di oggetti usati nel quotidiano, come bacili e caraffe, ma anche strumenti di preghiera utili all’attività medica: sono molte, infatti, le testimonianze dell’acqua come risorsa dotata di grandi proprietà curative nella cultura araba e non solo.

La visita prosegue attraverso l’hammam, luogo di incontro dedicato al benessere che viene raccontato guardando alle terme dei greci e dei latini e alla trasformazione di significato che esso affronta a partire dal colonialismo occidentale.
Trasportando i visitatori in un’atmosfera silente e contemplativa, il percorso permette di conoscere la rappresentazione artistica dell’acqua in tutte le sue forme, fino ad approdare alla sfera religiosa. Si scopre così, ad esempio, che l’acqua riveste un ruolo centrale anche nell’attività immaginifica che il popolo islamico compie nel pensare al paradiso. I giardini dell’eden infatti, rappresentati sui magnifici arazzi e tappeti esposti, sono un tripudio di fontane e ruscelli che irrorano la natura rigogliosa circostante.

La mostra si compone di numerose opere provenienti da musei di tutto il mondo, chiamati a contribuire alla narrazione di questo elemento abusato e minacciato che, in estate soprattutto, è troppo spesso dato per scontato. La scelta di affrontare questo tema nel periodo di massima allerta per il surriscaldamento del pianeta e per lo scioglimento dei ghiacciai sembra suggerire al visitatore un momento di riflessione, il tempo di una breve visita per assumere un altro punto di vista: la prospettiva di chi vive di acqua centellinata, di chi è abituato a trattarla come un bene sacro e di chi ne considera lo spreco un sacrilegio.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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