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6 Agosto 2019

Il legame tra vantaggio comparato e commercio internazionale

Perché un paese produce e scambia con l’estero un bene piuttosto che un altro è il tema della nostra rubrica economica di agosto

Alessio Colella

Mappa del mondo in azzurro

Il commercio internazionale aumenta la produttività mondiale

Insieme a Fabrizio Bellomo del club torinese di Starting Finance parliamo oggi di vantaggio comparato e commercio internazionale: si tratta di capire quali sono i benefici nello specializzare la produzione e scambiare prodotti con i paesi esteri.

VANTAGGIO COMPARATO
L’economista Paul Krugman afferma: «Il commercio internazionale genera un aumento della produzione mondiale e si spiega in ragione del fatto che esso consente a ciascun paese di specializzarsi nella produzione del bene rispetto al quale ha un vantaggio comparato. Un paese ha un vantaggio comparato nella produzione di un bene se il costo-opportunità, cioè il costo derivante dalla decisione di non produrre la migliore alternativa al bene scelto, della produzione di questo rispetto ad altri beni è minore in quel paese che in altri».
Ad esempio: abbiamo due paesi ed entrambi producono sia mele che formaggio, ma uno (paese A) è più bravo a produrre sia le mele che il formaggio. Tuttavia, il paese A ha una miglior produttività nel settore delle mele, mentre il paese B ce l’ha nel formaggio. Siccome la produttività dei paesi è limitata da fattori come la forza lavoro, questi dovranno decidere come programmare al meglio la propria produzione.
Per risolvere questo dilemma, l’economista David Ricardo, attraverso un modello, ha dimostrato come risulti più vantaggioso per il paese A, pur detenendo un vantaggio assoluto su B, specializzarsi nella produzione di mele, lasciando così a B la focalizzazione sull’altro bene. Da questa specializzazione si è visto come le quantità complessive di entrambi i beni siano superiori rispetto a una produzione nelle mani di entrambi. Questa situazione genera inevitabilmente la necessità di effettuare scambi tra i due paesi: i cittadini di A vogliono mangiare formaggio e quelli di B le mele. Abbiamo quindi messo le basi per comprendere i motivi degli scambi internazionali che si verificano sui mercati.

COMMERCIO INTERNAZIONALE
Nasce dalle esigenze dei singoli paesi in termini di diversità delle risorse – tecnologiche e di dotazione di fattori (capitale, terreno, lavoro) – e per raggiungere le economie di scala. Un altro aspetto da considerare è la ricerca della varietà da parte dei consumatori: un vino francese è diverso da un vino italiano.
Quindi, tornando all’esempio di prima, entrambi i paesi traggono vantaggio dalla specializzazione secondo il proprio vantaggio comparato. Il commercio internazionale rende più produttivo un paese grazie alla tecnologia dell’altro e allarga la possibilità di consumo oltre le capacità di produzione, ovvero ha lo stesso effetto di una innovazione tecnologica. Avendo complessivamente una maggior quantità di entrambi i beni grazie alla specializzazione, aumenta la possibilità di consumo, così da avere più scelta sia in termini sia di quantità che di qualità.
Quanto detto finora è spiegato attraverso esempi e semplificazioni che sono stati approfonditi nel tempo da teorie successive a quella di Ricardo. Ad esempio bisogna prendere in considerazione i cosiddetti fallimenti di mercato – sfruttamento minorile, danni all’ambiente, ecc. – i quali hanno portato a fenomeni di protezionismo, ossia di chiusura dei mercati, ricordando che l’apertura o meno dell’economia di uno stato dipende dalle politiche commerciali messe in atto dalle istituzioni.

 

 

 

Starting Finance è un’associazione di studenti universitari di economia che si occupa di educazione finanziaria

 

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Categorie: Economia, Primo piano

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