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3 Settembre 2019

Criptovalute: origine, pregi e difetti

Volatilità e assenza di regole ben definite sono i principali problemi delle monete virtuali, a cui dal 2020 si aggiungerà la Libra di Facebook, ma l’attenzione è alta

Alessio Colella

blockchain criptovalute

Le criptovalute si basano sul meccanismo della blockchain

Con Nicholas Manoti del club torinese di Starting Finance affrontiamo oggi il controverso tema delle criptovalute, di cui si sente parlare molto da qualche anno a questa parte. Alla base del funzionamento di queste monete virtuali c’è la blockchain, ossia una struttura distribuita e condivisa, una sorta di registro di tutte le transazioni effettuate, nonché la cifratura dei contenuti tramite tecniche crittografiche sofisticate.
Bitcoin, Ethereum e Ripple sono alcuni dei nomi più noti nell’ambiente delle cryptocurrency. Tra queste, la prima è sicuramente la più vecchia: è stata fondata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, nome che non si sa se sia lo pseudonimo di un individuo o di un gruppo di persone.

NASCITA E FUNZIONAMENTO
Questo è un primo elemento di differenza rispetto alle valute tradizionali: infatti si sa chi è che crea, o meglio stampa, l’Euro o il Dollaro. Per creare una valuta virtuale, invece, si ricorre a un meccanismo denominato Ico, che non è lontano dal crowdfunding. Una volta ottenuti i finanziamenti, si comincia con l’inserimento dei token, lo stage primordiale della criptovaluta. Come accennato, il tutto avviene tramite blockchain, dove un insieme di nodi interconnessi esegue delle transazioni che vengono memorizzate in un registro. Ogni operazione può essere verificata procedendo a ritroso lungo la catena, un modo efficace e trasparente ma che comporta un aumento dei costi in termini di tempo e risorse al crescere del numero di informazioni da verificare e criptare. L’obiettivo è la creazione di un sistema decentralizzato, senza intermediari finanziari, con conseguente alleggerimento della struttura organizzativa e burocratica e con costi minori.
Una criptovaluta può essere chiusa, ossia non può essere convertita in moneta ufficiale, oppure unidirezionale se può solo essere convertita da ufficiale a virtuale o ancora bidirezionale, se vale anche il viceversa.
I vantaggi di questo paradigma sono una maggiore velocità ed efficienza nei pagamenti, mentre gli svantaggi sono dovuti al fatto che oggi non esiste un quadro giuridico ben definito, con conseguenti rischi economici per i consumatori. Inoltre, non essendoci un controllo a livello centrale, le criptovalute sono estremamente volatili, poiché il valore s’impenna o crolla a picco soltanto a seconda della fiducia dei mercati, visto che non c’è una solida base economica.
Le valute virtuali vengono scambiate peer-to-peer, per acquistare beni o servizi. In Italia l’adozione è su base volontaria: un negoziante può decidere liberamente se accettare o meno criptovalute per il pagamento.

LA LIBRA DI FACEBOOK
Definita come la criptovaluta di Facebook, la Libra è pensata per far accedere al mondo dei servizi finanziari anche chi ha a disposizione piccoli capitali. In molti Paesi, infatti, è difficile avere opportunità di questo tipo a causa degli elevati costi delle commissioni. L’obiettivo è tagliare questi costi per poter scambiare denaro da una parte all’altra del mondo come se si stesse semplicemente inviando un messaggio. Con questa mossa Zuckerberg spera di incrementare la fiducia nelle forme di governance decentralizzate, tuttavia Libra inizialmente verificherà i passaggi tramite un organismo centralizzato salvo passare, dopo cinque anni dal lancio – previsto per la prima metà del 2020 – a un sistema permissionless.
Si tratta di una mossa che fa parte di un piano strategico più ampio di quello che può sembrare. Facebook, infatti, ha già mostrato il proprio interesse per gli scambi tramite la realizzazione di Marketplace e l’introduzione di una propria valuta le permetterebbe di accedere al mercato dei servizi finanziari. Dispone inoltre di una risorsa chiave come i dati degli utenti, il che lo pone in posizione di vantaggio rispetto alle banche tradizionali, potendo potenzialmente offrire soluzioni più personalizzate. Inoltre, le acquisizioni di Instagram e Whatsapp hanno permesso di creare un vasto canale di comunicazione tra gli utenti e questo potrà a giovare all’efficienza in termini di tempo e di costi per le transazioni effettuate.
A differenza delle criptovalute tradizionali, la Libra avrà bassa volatilità perché sarà ancorata a degli asset fisici, sulla falsariga del cosiddetto sistema aureo. Il valore di una Libra potrebbe essere di poco superiore al Dollaro. La Libra Association sarà indipendente e collaborerà con Facebook e altri partner tra cui Mastercard, PayPal, Visa, Booking, Spotify e Uber. Si punterà molto sulla sicurezza dei dati, sulla stabilità della valuta con conseguente bassa inflazione e su un’espansione di carattere globale.
Non sono mancati i pareri discordanti su questa azione del colosso californiano, in primis il Presidente Usa Trump che ha dichiarato senza mezzi termini che se Facebook vuole fare la banca, deve rispettare la normativa.

 

 

 

 

Starting Finance è un’associazione di studenti universitari di economia che si occupa di educazione finanziaria

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Categorie: Economia, Primo piano

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