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6 Settembre 2019

Lupa, una Libera Università per attori del terzo millennio

Un progetto formativo con sede a Torino dedicato alla crescita personale e allo sviluppo artistico: intervista a due docenti

Francesca Vaglio Laurin

Persone in piedi e sedute in una stanza - Corso Lupa

Una prova di canto alla Lupa

Lupa – Libera Universit* sulla Persona in Armonia è una realtà culturale torinese che propone percorsi formativi sull’arte drammatica e la cura del sé. Per scoprire di più di questa esperienza abbiamo incontrato Domenico Castaldo e Natalia Sangiorgio, rispettivamente direttore artistico e responsabile per la promozione e l’ufficio stampa della Lupa.

Partiamo dall’inizio. Quando avete deciso di dare avvio a questo percorso?
Natalia Sangiorgio: «La Libera Università è nata nel 2017 su iniziativa del Labperm, il Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore. Poiché l’attore ha come strumento se stesso e il proprio corpo, per anni il Labperm ha portato avanti la pratica di cura per il lavoro della recitazione di pari passo con la cura del sé».
Domenico Castaldo: «La Lupa è nata dopo una lunga gestazione, per molti anni è stato un sogno. Poi nel 2017 abbiamo deciso di fare questo tentativo. In Italia viviamo in un momento di contrazione per quanto riguarda il teatro e la cultura in generale. Noi avevamo accumulato una lunga esperienza sulle potenzialità del corpo; ci chiedevamo come poterla trasmettere e come dare uno spazio al desiderio di tante persone di esprimersi e di trovare un’applicazione alle proprie facoltà e sensibilità. Allora abbiamo cercato di costruire uno strumento che fosse quanto più flessibile e aperto, facendo in modo che anche i docenti guidassero dei percorsi inclini alle loro migliori peculiarità. Un’altra cosa per noi fondamentale è che cerchiamo di mettere in contatto le diverse generazioni. Due dei nostri docenti, ad esempio, sono professionisti in pensione; si tratta di persone che hanno concluso una carriera professionale e non hanno perso saperi o capacità di trasmetterli, quindi metterle in connessione con i giovani al di fuori dai percorsi accademici e istituzionali è un’operazione per noi molto importante».

Quanti corsi proponete?
N.S.: «In tutto la Lupa conta una decina di docenti e propone nove diversi percorsi formativi che spaziano tra recitazione, canto, letture e uso del corpo. L’anno scorso abbiamo avuto circa 60 iscritti, in aumento rispetto a quello precedente».

C’è un percorso in particolare che consigliereste a un/a giovane che vuole avvicinarsi alla Lupa?
N:S.: «Sì, il master, un progetto che si rivolge proprio ad attori e attrici, o aspiranti tali, di età compresa tra i 19 e i 30 anni. È un percorso che abbiamo introdotto l’anno scorso perché ci siamo resi conto che la richiesta da parte dei giovani era molto alta e che in tanti ci chiedevano un lavoro di tipo intensivo. Si trattava di 3 mesi consecutivi di pratica quotidiana, è andato molto bene. Quest’anno abbiamo deciso di ampliarne la durata a 5 mesi e in più c’è la possibilità di partecipare agli altri percorsi Lupa usufruendo di un costo agevolato. La caratteristica principale del master è il lavoro quotidiano, 5 giorni alla settimana per 6 ore al giorno. Si lavora sul corpo, sulla voce e sul canto».
D.C.: «Queste pratiche vanno di pari passo perché il corpo è il centro del lavoro dell’attore, ma è anche lo strumento da cui il canto scaturisce. Quindi un corpo armonico può iniziare a cantare se è cosciente del tempo, dei ritmi e dell’armonia. Ma si lavora anche sulle azioni fisiche, sui testi autobiografici o su testi scelti, sul gruppo e sulle prospettive individuali di crescita e realizzazione di sé all’interno di questo ambito».

L’8 settembre inaugurerete il nuovo anno con un Symposium della Lupa: ci spiegate meglio di cosa si tratta?
N.S.: «Sarà una serata di festa in cui ognuno porta qualcosa da mangiare e in cui ci si potrà confrontare, per questo è un symposium. Verranno presentati i percorsi del nuovo anno e ci saranno tutti i docenti e alcuni allievi. Con loro sarà possibile confrontarsi, non sarà solo un momento di presentazione frontale. Chiunque può venire, sia chi vuole iscriversi, sia chi è semplicemente interessato a conoscerci».
D.C.: «Abbiamo già sperimentato questa idea del symposium altre due volte durante l’anno, è uno strumento molto utile perché chi ha voglia viene e si confronta non solo rispetto al percorso con il proprio docente ma anche con l’intera comunità creata dalla Libera Università. Questo perché c’è un’etica che ci interessa molto che venga seguita, che non è quella di impartire lezioni o verità ma piuttosto di condurre, di aprire varchi. E i varchi si aprono attraverso il dubbio».

 

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Categorie: Formazione, Primo piano

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