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11 Settembre 2019

Plastic Free Movida, il progetto per una vita notturna più sostenibile

A Torino da un paio di mesi è attivo un sistema integrato tra locali per ridurre l’utilizzo di bicchieri in plastica usa e getta

Francesca Vaglio Laurin

Plastic Free Movida

Plastic Free Movida mira a eliminare la plastica monouso dai locali torinesi

Nel dibattito sulla salvaguardia dell’ambiente, un tema importante riguarda il modo in cui produciamo e smaltiamo i nostri rifiuti. Una sfida centrale, in particolare, è quella della progressiva riduzione della plastica monouso, la cui diffusione è aumentata in maniera vertiginosa negli ultimi decenni, con conseguenze disastrose per gli ecosistemi e la salute di tutti gli esseri viventi. A maggio il Consiglio Europeo ha dato il via libera a una direttiva specifica in materia, che vieta una serie di oggetti in plastica usa e getta (come piatti, posate e cannucce) entro il 2021 e che impegna gli Stati membri ad aumentare le percentuali di riciclo delle bottiglie dello stesso materiale.

Nella nostra città durante l’estate è stata lanciata un’iniziativa che, nel suo piccolo, fa propria questa sfida: parliamo di Plastic Free Movida, un progetto ideato da un’associazione di Genova, LessGlass, e sviluppato in collaborazione con GreenTO, realtà di promozione sociale nata da un gruppo di studenti dell’Università di Torino.
Si tratta di un sistema integrato tra i locali cittadini della movida che promuove la diffusione di bicchieri in plastica rigida (lavabili e riutilizzabili) al posto di quelli usa e getta. I bicchieri si possono prendere con una caparra di 1 € in uno dei luoghi che aderiscono al progetto, per poi essere riconsegnati nello stesso posto o in uno qualsiasi degli altri locali convenzionati.

Come ci spiega Simone Conte, presidente di GreenTO, «come associazione avevamo questa idea in testa già da un anno, ma c’era una serie di ostacoli dal punto di vista tecnico ed economico. Poi abbiamo scoperto Less Glass, che aveva realizzato praticamente lo stesso progetto che avevamo in mente noi e che ci ha dato una grossa mano a concretizzarlo a Torino».
Lo stock con i primi 8.000 bicchieri riutilizzabili, inaugurati lo scorso 19 luglio durante la serata di lancio del progetto in piazza Santa Giulia, è stato finanziato grazie a una campagna di crowdfunding online e allo sponsor tecnico Ok Bio, fornitore di stoviglie compostabili. «Finora sono cinque i locali che hanno aderito – aggiunge Simone – ma nei prossimi mesi abbiamo intenzione di allargarci verso quelli di San Salvario e piazza Vittorio».

Il progetto sta riscuotendo pareri molto positivi, sia da parte dei frequentatori della movida, sia da parte dei gestori: «Dopo la serata di lancio alcuni proprietari dei locali ci hanno detto che non avevano mai visto la piazza così pulita – racconta Simone – dimostrando grande piacere e disponibilità a collaborare. Oltre all’aspetto ecologico, per loro sul lungo periodo l’utilizzo di questi bicchieri rappresenta anche un risparmio economico».
L’idea iniziale era di puntare solo sui locali, ma in queste settimane Plastic Free Movida si sta allargando anche al mondo degli eventi: l’iniziativa è stata adottata all’ultima edizione del Todays Festival e a fine settembre accadrà lo stesso all’Earthink Festival.

Se i bicchieri rappresentano una parte molto consistente dei rifiuti prodotti durante la vita notturna, GreenTO guarda già ai prossimi passi da compiere per rendere la movida più sostenibile: «Stiamo ragionando anche sulle cannucce: in alcuni locali esistono già quelle biodegradabili o commestibili – spiega Simone – mentre altri stanno puntando a eliminarle o ridurne l’uso, evitando di metterle nel bicchiere e lasciandole sul bancone solo per chi vuole. Un secondo passaggio da fare sarebbe poi quello sulle stoviglie».

Oltre alla vita notturna, inoltre, sono diversi gli aspetti della vita quotidiana dei giovani torinesi in cui l’associazione punta a introdurre dei cambiamenti positivi: «Plastic Free Movida è stato il primo progetto di un certo impatto sulla città che abbiamo lanciato come GreenTO – conclude Simone – ma stiamo lavorando molto anche su altro, ad esempio sulla mobilità. Dal 16 al 22 settembre si svolgerà la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile e in quell’occasione presenteremo uno studio che abbiamo realizzato sul tema».

 

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Categorie: Ambiente, Primo piano

Commenti (1)

  1. Marialuisa ha detto:

    Il progetto PlasticFree movida è un’inizativa davvero interessante, che spero possa proseguire e continuare a sensibilizzare il consumatore e non soltanto. A tal proposito mi ritengo una consumatrice piuttosto consapevole, e per questo motivo ci tengo ad esporre un episodio accaduto ieri pomeriggio (17 settembre 2019) durante un evento in promozione del Servizio Civile in pizza Valdo Fusi. Avendo con me sempre la borraccia, ho chiesto al locale promotore dell’evento di poterla riempire presso di loro (per evitare l’acquisto di una bottiglia di plastica, fra le decine e decine di persone che partecipavano alla manifestazione), ma mi è stato riposto che “l’acqua costa 1€”; costretta, quindi, ad acquistare l’ennesima bottiglia di plastica in questo caldo pomeriggio. Noi consumatori, come possiamo rispondere di fronte ad un episodio simile? C’è un modo per tutelarci? Ci tengo a sottolineare che la presenza dei partecipanti era davvero alta ed immagino che il noto locale torinese abbia ricavato un notevole guadagno dalla situazione in un unico pomeriggio, fra consumazioni, cene… e bottiglie d’acqua in plastica!

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