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3 Ottobre 2019

Dove andavano al cinema i nostri genitori?

Ecco un breve tour delle vecchie sale di Torino, ormai chiuse a causa dei multisala e della rivoluzione del settore in termini di produzione e distribuzione

Carlotta Bianchini

Pubblico in un vecchio cinema

Torino ha sempre avuto molte sale cinematografiche

“Il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire: morirà la sala cinematografica, forse, ma di questo non mi frega niente”. Lo affermava il regista Mario Monicelli. Ma i ricordi dei nostri genitori, zii e nonni, che trascorrevano il loro tempo libero con gli amici in quelle vecchie sale cinematografiche, un po’ di nostalgia di certo la lascia. Dove andavano quindi al cinema i ragazzi di qualche decennio fa?
La scelta era davvero vastissima e le sale erano così tante che è facile tralasciare qualche nome. Ma, appellandoci alla memoria, possiamo ricordarne i più amati.

STATUTO, ASTOR E CAPITOL
La tragedia del Cinema Statuto ha reso questa sala indimenticata ai cittadini. Al civico 16-18 di via Cibrario ora sorge un condominio, dopo la chiusura per il tragico incendio del 13 febbraio del 1983.
Nello stesso anno un’altra sala chiuse i battenti: quella situata in via Viotti 8, all’angolo con via Bertola. Era un cinema molto antico, battezzato nel 1911 con il nome di Trianon Kursaal e rinominato Astor nel 1946, dopo esser stato ripristinato a causa dei bombardamenti subiti negli anni della guerra. Come il Cinema Capitol, risorto negli anni ‘50 sulle ceneri della sala Lamarmora, anch’essa colpito dai bombardamenti; è andato in pensione nel 2002, destinando il civico 14 di via Cernaia a semplice edificio residenziale e commerciale.

E POI…
Un grande nome per la storia della città (e anche un grande cinema per dimensioni) era il Cinema Corso, al 65 di via Carlo Alberto. Era uno dei più spaziosi perché poteva contenere fino a 2.000 persone. Purtroppo, un incendio – per fortuna meno tragico di quello dello Statuto – portò alla sua chiusura nel 1980 e i suoi spazi vennero utilizzati sin dall’epoca da un istituto bancario.
Seguono poi nomi come Adua, rinnovato nel 1937 in sostituzione del cinema Londra fondato nel 1914 in corso Giulio Cesare 67 e chiuso nel 2008; Apollo, in largo Giachino 91, precedentemente teatro Casa del Popolo, che dopo la riconversione negli anni ’50 poteva ospitare fino a 1.160 posti; venne chiuso nel 1981.
Ancora: il Lutrario, nato in via Stradella 3 nel 1942, poi sala da ballo Dancing Le Roi; l’Ireos in Barriera, il Cinema San Paolo, il teatro Ambra e il Lucento, battezzato nel 1937 e rinnovato come Cinema Jolly nel 1970. Riconvertito a cinema a luci rosse, fu chiuso nel 1983.
Un ultimo nome a concludere la lista è il Cinema Chaplin, moderno Cinema Alpi datato 1914, costretto a chiudere nel 2003, che sorgeva in via Garibaldi angolo via della Consolata.

TORINO E IL CINEMA
Torino contava quindi davvero tantissime sale, molte delle quali purtroppo non sono riuscite a trasformarsi e a stare al passo con i tempi con il nuovo modello di cinema, più grande, più standardizzato e moderno, che si stava sviluppando in quegli anni. Oggi non esistono quasi più sale di prima, seconda, terza visione e anche il modello di distribuzione ha seguito un grande cambiamento, a partire dai tanti passaggi che portavano alle case di noleggio delle pellicole e ai contatti con le case di produzione.
L’amore dei torinesi per il cinema comunque c’è ancora e la città è da sempre interessata al grande schermo. Lo si vede dai tanti set che ha il piacere di accogliere ogni anno e, soprattutto, dall’attenzione per le iniziative culturali mosse in questa direzione – primo fra tutte il Torino Film Festival – e il fatto che sia stata scelta come Capitale del Cinema 2020. Inoltre, non a caso il monumento simbolo della città ospita uno dei musei più belli e più amati in Italia e nel mondo: il Museo Nazionale del Cinema.
Torino, indipendentemente dalle sue sale, vive ancora la scia di quell’epoca d’oro in cui era considerata la vera capitale dell’industria del grande schermo ed è da qui che sono passati i grandi nomi della storia della settima arte.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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