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1 Ottobre 2019

Oltre le azioni e le obbligazioni: introduzione ai derivati

Alcuni particolari strumenti finanziari possono essere usati sia in forma speculativa che come una sorta di assicurazione per prevenire i rischi derivanti dall’incertezza degli eventi futuri

Alessio Colella

trading derivati

Il mercato dei derivati vale decine di volte il Pil mondiale

Qualche tempo fa abbiamo parlato di azioni e obbligazioni. Con il contributo di Simone Bertucci del Club torinese di Starting Finance, affrontiamo oggi alcune tipologie di derivati: futures, opzioni, swap e credit default swap.
L’introduzione a questi strumenti serve per comprendere meglio la moltitudine di possibilità che il mondo finanziario mette a disposizione di chi vuole investire una parte del proprio patrimonio, tenendo sempre presente che in genere un rendimento elevato comporta rischi altrettanto alti.

COSA SONO I DERIVATI
Il valore di uno strumento derivato è legato al valore di un sottostante, che può essere reale (oro, petrolio, ecc.) o finanziario (tassi di interesse, indici di Borsa, ecc.). Il mercato dei derivati si sviluppa all’inizio degli anni Novanta, grazie all’informatizzazione della finanza. Nel 2018 il peso dei derivati è arrivato a valere 2,2 milioni di miliardi di dollari, ovvero 33 volte il Pil mondiale.
Bisogna sottolineare che il valore è astratto e non reale, infatti molti derivati sono legati a eventi ipotetici. Nel caso in cui questi eventi dovessero verificarsi, allora il contratto dovrebbe essere rispettato, così l’ammontare pattuito diverrebbe concreto.

FUTURES
Rappresentano la forma più semplice di derivato. Si tratta di un contratto di Borsa, fatto quindi in un mercato regolamentato, tramite cui le due parti si accordano preventivamente su una compravendita di attività reali o finanziarie da effettuare alla scadenza. Viene definita intesa blindata perché le condizioni alle quali si stipula non sono modificabili. Possono essere usati come “forma di assicurazione”, ossia per coprire posizioni a rischio, oppure in forma meramente speculativa.
Ad esempio, un investitore si aspetta in futuro un rialzo del prezzo del petrolio. Oggi il prezzo è 50 $/barile, ma l’investitore invece di acquistare la materia prima, stipula un futures a tre mesi con prezzo pari a 60 $/barile. Se alla scadenza, il prezzo del petrolio è arrivato a 75 $/barile l’investitore, con le opportune semplificazioni, ha un guadagno netto di 15 $/barile.

OPZIONI
Un’opzione è un contratto che dà la facoltà a chi la sottoscrive di comprare (call) o di vendere (put) una determinata attività finanziaria al prezzo prestabilito. Anche questi strumenti possono essere usati per copertura o per speculazione però, a differenza dei futures, sono negoziati in mercati non regolamentati (Otc – Over The Counter).
Per esempio, se un investitore ha il titolo Apple in portafoglio e teme un suo ribasso importante, può sottoscrivere diverse opzioni put per vendere il titolo a un prezzo prestabilito a scadenza. In questo modo, l’investitore si copre dal ribasso del titolo, andando ad arginare la perdita con la vendita a un prezzo maggiore di quello a scadenza.

SWAP
Il termine tradotto dall’inglese significa “baratto” poiché anch’esso è un contratto Otc, tramite cui le parti si accordano per scambiarsi flussi di capitale periodici o singoli. Viene usato principalmente per mutare, ad esempio, una scadenza a tasso fisso in tasso variabile.
Se l’investitore si indebita con un mutuo a tasso fisso ma ritiene che i tassi di interesse possano abbassarsi in futuro, entra in un contratto swap con una controparte, la quale pagherà al nostro investitore il tasso fisso, mentre lui pagherà alla controparte il tasso variabile, andando a guadagnare se il tasso variabile sarà effettivamente più basso di quello fisso, andando a perdere in caso contrario.

CREDIT DEFAULT SWAP
Sono contratti derivati che al pagamento di una somma periodica – in analogia con il premio di un’assicurazione – offrono la copertura da un evento (credit event), cioè il fallimento di un’istituzione finanziaria o di una società. Sono diventati celebri nel 2008, in seguito alla lungimirante intuizione di alcuni investitori rispetto ai mutui subprime.

 

 

 

Starting Finance è un’associazione di studenti universitari di economia che si occupa di educazione finanziaria

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Categorie: Economia, Primo piano

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