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10 Ottobre 2019

World Press Photo, la storia recente per immagini

Gli scatti premiati per l’edizione 2019 della celebre rassegna di fotogiornalismo sono esposti all’Ex Borsa Valori fino al 17 novembre

Francesca Vaglio Laurin

La mostra World Press Photo all'ex Borsa Valori

La mostra World Press Photo all’ex Borsa Valori

Per il terzo anno consecutivo Torino è fra le città che ospitano la mostra itinerante World Press Photo, l’appuntamento più prestigioso a livello globale nel campo del fotoreportage, giunto alla 62a edizione. Inaugurata lo scorso 27 settembre e visitabile fino al 17 novembre all’Ex Borsa Valori di piazzale Valdo Fusi (già sede dell’edizione precedente), la tappa è organizzata dall’Associazione Cime – Culture e Identità Mediterranee.

Il premio nasce nel 1955, quando un gruppo di fotografi olandesi decise di organizzare un concorso internazionale. Oggi World Press Photo è una fondazione no profit con sede ad Amsterdam che con cadenza annuale promuove l’omonima mostra. Ogni anno migliaia di scatti vengono esaminati da una giuria con l’obiettivo di “far conoscere al mondo le storie che contano”, attraverso un focus su fatti ed eventi avvenuti nell’anno precedente. Oltre a individuare il lavoro che si aggiudica il titolo di World Press Photo of the Year, il concorso premia anche le prime tre classificate in altre otto categorie, che spaziano tra sport, ambiente, ritratti, cronaca e grandi temi di attualità. Le foto vincitrici vengono poi esposte nell’esposizione itinerante che, partendo da Amsterdam, fa tappa in 45 paesi diversi toccando più di 100 città.
I numeri di quest’anno danno la cifra della rilevanza dell’appuntamento: 157 le immagini selezionate per la mostra, premiate tra i 78.801 scatti presentati dai 4.738 fotografi che hanno partecipato al concorso, provenienti da 129 paesi.

Due le novità principali dell’edizione 2019: la prima è l’introduzione del premio World Press Photo Story of the Year, dedicato a grandi eventi di rilevanza giornalistica e vinto dall’olandese Pieter Ten Hoopen con il progetto The Migrant Caravan. Si tratta di un foto-racconto realizzato nell’autunno del 2018, quando l’autore ha seguito il viaggio della carovana di migranti centroamericani partita dall’Honduras per raggiungere gli Stati Uniti. Inoltre, per la prima volta a Torino è possibile vedere i filmati vincitori della sezione Digital Storytelling, per i quali all’interno dell’Ex Borsa Valori sono state allestite due sale apposite.

Visitando l’esposizione ci si immerge in un vero e proprio viaggio per immagini attraverso gli eventi e i temi che hanno scandito il 2018. L’inasprimento delle politiche migratorie messo in atto dal presidente americano Donald Trump è al centro della foto che si è aggiudicata il World Press Photo of The Year 2019, Crying Girl on the Border dello statunitense John Moore, corrispondente dell’agenzia Getty Images e già vincitore di diversi riconoscimenti internazionali. L’immagine, scattata a giugno del 2018 al confine tra Stati Uniti e Messico, ritrae una bambina honduregna di circa 2 anni che piange mentre la madre viene perquisita dagli agenti di frontiera USA. Un tema che ritorna anche in Climbing the Border Fence del messicano Pedro Pardo, vincitore del terzo posto nella categoria Spot News con la foto di una coppia di migranti centroamericani che scavalcano la barriera di confine nei pressi di Tijuana reggendo un neonato tra le braccia.

Diversi scatti si concentrano poi sul tema dell’ambiente, al quale il World Press Photo dedica un’apposita sezione. Ai visitatori vengono mostrati gli effetti nefasti dell’emergenza climatica e dell’azione umana, dai devastanti incendi che hanno colpito la California alla produzione incontrollata di rifiuti che si riversano in mare, ma anche i tentativi e i progetti di salvaguardia del pianeta. È il caso, ad esempio, di Akashinga – the Brave Ones, lo scatto di Brent Stirton vincitore del primo premio della categoria Environment, che ritrae una componente del gruppo femminile Akashinga, impegnato nella difesa del parco naturale Phundundu Wildlife Park in Zimbabwe.

Proseguendo nella visita si incontrano inoltre foto dedicate al mondo animale, quelle che ripercorrono gli eventi di cronaca che hanno segnato il 2018 (come l’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi) e i ritratti realizzati ai quattro angoli del mondo. Tra i lavori esposti ci sono anche quelli di cinque italiani: i reportage La crisi del lago Ciad di Marco Gualazzini e Yemen Crisis di Lorenzo Tugnoli, lo scatto Still Life Volcano di Daniele Volpe e il video-documentario Ghadeer realizzato da Matteo Delbò e Chiara Avesani.

Oltre la mostra, l’edizione torinese di quest’anno vuole essere un vero e proprio festival dedicato all’attualità: per tutta la durata dell’evento l’Ex Borsa Valori ospita infatti un calendario di eventi gratuiti per discutere e approfondire i grandi temi rappresentati negli scatti esposti, dall’ambiente ai diritti, dalla storia allo sport, dal ruolo del giornalismo alle trasformazioni indotte dalle nuove forme di comunicazione.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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