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30 Ottobre 2019

Torino si illumina con le Luci d’Artista

Fino al 12 gennaio la città torna a ospitare la storica manifestazione, tra riallestimenti di vecchie opere e alcune novità

Francesca Vaglio Laurin

Luci d'Artista Planetarium via Roma

Le Luci d’Artista in via Roma

Negli ultimi anni Torino si è ritagliata uno spazio importante nel panorama dell’arte contemporanea, ospitando rassegne ed eventi di richiamo internazionale che si concentrano soprattutto nel periodo autunnale. Tra gli appuntamenti più noti e consolidati vi è senza dubbio Luci d’Artista, iniziativa nata nel 1998 per portare l’arte fuori dagli spazi istituzionali con una serie di installazioni luminose dislocate per la città. L’edizione di quest’anno, la numero 22, è stata inaugurata nella serata di ieri con l’accensione contemporanea di tutte le opere e sarà visibile fino al prossimo 12 gennaio.

Le installazioni sono in tutto 25, di cui 15 nel centro storico e 10 divise tra le altre sette Circoscrizioni. Tra le opere figurano i nomi delle “veterane” delle passate edizioni, come Tappeto Volante di Daniel Buren in piazza Palazzo di Città e Luì e l’arte di andare nel bosco, la fiaba luminosa di Luigi Mainolfi che accompagna i passanti lungo via Lagrange. Dopo l’assenza dello scorso anno le costellazioni che compongono Planetario di Carmelo Giammello ricompaiono con un nuovo allestimento nella collocazione originaria di via Roma, così come Doppio Passaggio (Torino) di Joseph Kosuth, che torna sul Ponte Vittorio Emanuele I dopo alcune innovazioni tecnologiche e strutturali.

Ma accanto alla continuità con gli anni precedenti, nell’edizione di quest’anno non mancano le novità. La cerimonia di inaugurazione di ieri sera è stata infatti l’occasione per presentare M I R A C O L A, un’installazione inedita ideata dall’artista Roberto Cuoghi e co-prodotta dalla Città di Torino e dal Castello di Rivoli con il sostegno di Iren. L’opera, realizzata in piazza San Carlo, celebra il 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci rendendo omaggio alle teorie sul rapporto tra luce e ombra che l’artista rinascimentale espose nel suo Trattato della Pittura intorno al 1540. Si tratta di una coreografia che coinvolge simultaneamente tutte le fonti di luce (pubbliche e private) di piazza San Carlo, immergendo i passanti e gli spettatori in un continuo alternarsi di oscurità e luce, creando un effetto al tempo stesso straniante e avvolgente.

Il progetto di Luci d’Artista, inoltre, quest’anno supera i confini non solo cittadini, ma addirittura europei. Torino ha infatti dato in prestito a L’Avana 16 costellazioni della versione originaria di Planetario, che sono state allestite su una strada della capitale cubana e accese in contemporanea a quelle torinesi nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni dalla fondazione della città.
Per il secondo anno, infine, la manifestazione artistica è accompagnata dal progetto Incontri illuminanti con l’arte contemporanea, un calendario di appuntamenti dedicati al tema Segni, segnali, simboli che si ispira all’opera di Luci d’Artista L’amore non fa rumore, realizzata da Luca Pannoli e collocata in piazza Montale.

Se il modo migliore per godere delle opere di Luci d’Artista resta sempre quello di una passeggiata per le vie della città, a partire dal 30 novembre nei fine settimana sarà possibile anche fare un tour di un’ora con il bus panoramico City Sightseeing, per osservare le installazioni più famose con l’accompagnamento di una guida turistica.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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