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20 Dicembre 2019

Drawing Nights, quando la creatività è per tutti

Disegnare in compagnia per divertirsi e condividere le proprie storie: è lo spirito di questo progetto nato a Berlino e ora approdato anche a Torino

Francesca Vaglio Laurin

Materiale da disegno su fondo giallo - Drawing Nights

Nelle Drawing Nights si disegna esprimendosi liberamente

Chi ha detto che disegnare è un’attività riservata a professionisti e appassionati dell’arte? Con le Drawing Nights, una volta al mese un gruppo di ragazze organizza delle serate in cui il disegno diventa un mezzo per scoprirsi e sviluppare capacità creative. Ne abbiamo parlato con Nicol Guerra, 27 anni, che un anno fa ha deciso di riproporre questo progetto nella nostra città.

Come e quando è nata l’idea di portare a Torino le Drawing Nights?
«Drawing Nights è un progetto che nasce a Berlino dall’idea di Elenia Beretta, Julia Nengelken, Gerda Gonzales e Doro. Mi ci sono imbattuta casualmente durante un noioso pomeriggio veronese passato spulciando Instagram. Ho pensato fosse un’idea bellissima. Proporre delle serate in cui ci si trova, si beve, si condivide del cibo, e si disegna! Senza troppe aspettative e ambizioni. Come un pigiama party in cui le storie ce le si racconta tramite il disegno. Dopo pochi mesi mi sono trasferita a Torino; parlavo a tutti del progetto cercando persone che volessero aiutarmi a realizzarlo. Sono inciampata prima in Monica Torasso e poco dopo in Myriam Schüssler: sono nate le Drawing Nights Turin. Nel novembre 2018 abbiamo iniziato con il primo evento a Casa Arcobaleno. Mese dopo mese ci siamo riadattate, spostate e migliorate. In questo anno abbiamo fatto viaggiare le Drawing Nights da Casa Arcobaleno ai Graphic Days, dai Docks Dora fino al Crack a Roma e al Microsaloon a Grenoble. La formazione ora è un po’ cambiata, adesso siamo una squadra di educatrici, artiste e storiche dell’arte: io, Myriam, Anna Todò Plasencia e Giovanna Schiavon».

Il progetto si basa sull’idea che chiunque possa sperimentarsi con il disegno e la creatività, anche senza esperienze pregresse. Ci racconti meglio lo spirito di queste serate?
«Una delle domande che ci fanno più spesso è: “Ma posso venire anche se non so disegnare?”. La risposta è assolutamente sì! Le serate sono aperte e frequentate da tutti, professionisti del settore, curiosi dell’arte ma anche da coloro che dicono di non aver mai disegnato. Io stessa ho studiato belle arti ma fino a qualche anno fa odiavo disegnare. Poi ho realizzato che se affronto la paura di sbagliare e di fare un disegno “brutto”, disegnare alla fine è divertente e farlo in collettività è ancora meglio. Questo è stato uno dei motivi principali che mi ha spinta a iniziare questo progetto. L’idea infatti è quella di creare un ambiente in cui giocare e sperimentarsi senza troppa preoccupazione rispetto al prodotto finale. Sono momenti per divertirsi a disegnare – anche disegni brutti! – imparare l’uno dall’altra, proporre nuove idee, sviluppare capacità creative e mostrarle agli altri. Alla fine la cosa molto bella è soprattutto conoscere persone nuove interfacciandosi, come prima cosa, con il loro modo di immaginare. Il disegno è per noi un mezzo per arrivare ad altro».

Quali tecniche e format avete utilizzato finora?
«Ci troviamo una sera al mese; siamo un progetto itinerante quindi ci facciamo ospitare da posti diversi, anche per cercare di variare un po’ le persone con cui passiamo la serata. Ogni persona porta del cibo da condividere e dei materiali da disegno da utilizzare, noi portiamo gli strumenti specifici se abbiamo qualcosa di un po’ più particolare da proporre. Di volta in volta ci facciamo ispirare dalle nostre esperienze personali di educazione non formale, ma è solo una delle varie fonti da cui attingiamo. Negli eventi utilizziamo diverse tecniche che variano dal disegno “dettato”, in cui una persona cerca di far disegnare un’immagine solo dettando l’andamento delle linee, a esercizi di storytelling presi ad esempio dal lavoro di Rodari e riadattati per gli adulti. Spesso i fogli viaggiano di mano in mano e le linee disegnate da una persona sono “rubate” per raccontare la storia di un’altra».

Avete nuove idee o possibili sviluppi per il futuro?
«Abbiamo chiarito che lo scopo delle Drawing Nights non è quello di insegnare a disegnare. Le tecniche sono utilizzate come strumenti e non come fine. Siamo interessate a lavorare con persone provenienti da diverse realtà e contesti socio-culturali per creare insieme dei luoghi e degli strumenti di autodeterminazione e di trasformazione positiva. Stiamo iniziando a sperimentare un uso di tecniche più multidisciplinari, che aiutino a creare spazi aperti in cui condividere le proprie storie, apprezzare le differenze e riconoscere esperienze comuni. Pensiamo che l’aspetto più importante sia lavorare con le persone e con le loro storie».

Avete già in programma qualche appuntamento?
«Stiamo calendarizzando la serata di gennaio, che sarà molto probabilmente giovedì 16. In ogni caso per tutti gli aggiornamenti si possono seguire le nostre pagine Facebook e Instagram o mandarci una mail a drawingnightsturin@gmail.com. Speriamo di vedervi a gennaio!».

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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