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9 Gennaio 2020

La Sala Gonin, il tesoro nascosto di Porta Nuova

All’interno della stazione torinese un ambiente barocco e la sua anticamera sono veri e propri gioielli artistici, ma al momento poco accessibili al pubblico

Paride Pasini

Salone barocco con dipinti, specchi e un grande lampadario - Sala Gonin

La Sala Gonin

Gli scali ferroviari sono un luogo di passaggio e, spesso, alcune loro particolarità sfuggono all’occhio dei più; quando queste sono addirittura nascoste, diventano praticamente introvabili. È il caso della Sala Gonin di Torino Porta Nuova, un gioiello barocco di 75 metri quadrati abbellito da decorazioni e affreschi.

Il locale venne progettato nel 1864 dall’ingegnere Alessandro Mazzucchetti come sala d’aspetto per la famiglia reale. Si trova al pian terreno sul lato di via Nizza, perché nell’Ottocento i treni si fermavano in quello che oggi è l’atrio della stazione.
I Savoia incaricarono della sua decorazione Francesco Gonin, da cui la sala prenderà il nome. Il pittore torinese scelse due temi per abbellire l’ambiente: sul soffitto decise di rappresentare i quattro elementi (fuoco, aria, terra e acqua), mentre per le pareti laterali per quattro donne che simboleggiano altrettanti continenti: Americhe, Asia, Africa ed Europa.
Il piccolo ambiente è illuminato da un maestoso lampadario realizzato in vetro di Murano e gli arredi sono costituiti da splendidi mobili settecenteschi e porte finte che ospitano grandi specchi.

Per accedere alla Sala Gonin bisogna prima attraversare la Sala degli Stemmi, l’antica biglietteria della stazione, così chiamata perché sulla sua splendida volta a botte sono presenti oltre cento stemmi rappresentanti le varie casate reali dell’epoca.

Queste due perle nascoste saranno destinate a usi molto diversi. La prima, nonostante sia stata recentemente restaurata durante i lavori di ammodernamento di Porta Nuova e tutelata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, rimarrà a esclusiva visione di pochi. Per volere di Grandi Stazioni, infatti, sarà visitabile al grande pubblico solo in rarissime occasioni. Tuttavia è possibile prenotare delle visite in giorni prestabiliti per un numero limitato di persone: la prossima occasione sarà il 26 gennaio.
La Sala degli Stemmi, invece, diventerà uno spazio commerciale di futura assegnazione.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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