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11 Febbraio 2020

I luoghi del cinema a Torino

Da Cabiria a Profondo Rosso, fino alle apparizioni in pellicole internazionali: alla scoperta degli angoli della nostra città portati sul grande schermo

Francesca Vaglio Laurin

Galleria coperta di negozi in stile art nouveau - Galleria San Federico, fu uno dei set di Profondo Rosso

La Galleria San Federico fu uno dei set di Profondo Rosso (foto di C. Zecca)

Torino ha da sempre un legame profondo e riconosciuto con il mondo del cinema e nel 2020 questa relazione verrà celebrata attraverso una rassegna di manifestazioni dedicate. In occasione del 20° anniversario dell’apertura del Museo Nazionale del Cinema e della nascita di Film Commission Torino Piemonte, infatti, la nostra città è stata nominata Città del Cinema 2020. Un titolo che accompagnerà il capoluogo piemontese per tutto l’anno e che si è già tradotto in una serie di eventi speciali, tra cui rassegne cinematografiche e la visita in città del regista Carlo Verdone, che ha presentato in anteprima il suo ultimo film Si vive una volta sola, in uscita nelle sale alla fine di questo mese.

Se l’apertura del Museo del Cinema ha sancito un riconoscimento importante nella relazione che lega Torino e il mondo della settima arte, questo rapporto può vantare origini decisamente più lontane: sono infatti molte le pellicole che negli anni hanno utilizzato la nostra città come set. Accompagnati anche dagli scatti del nostro fotografo Corrado Zecca, ecco allora un percorso attraverso alcuni luoghi di Torino che sono stati portati sul grande schermo.

Fra i titoli più celebri a cui corre il pensiero c’è senza dubbio Profondo rosso, uscito nelle sale nel 1975 e considerato tra i capolavori di Dario Argento. Anche se il film è ambientato a Roma, la maggior parte delle scene all’aperto sono state girate a Torino, città a cui il regista romano è sempre stato molto legato, tanto da averne fatto il set di diverse scene di altri suoi lavori (come Quattro mosche di velluto grigio e Il gatto a nove code).
Durante Profondo rosso vediamo scorrere sullo schermo le immagini di molti luoghi del centro storico torinese: innanzitutto piazza Cln e la sua Fontana del Po, ma anche il teatro Carignano nell’omonima piazza, la Galleria San Federico e piazza San Carlo. Altro luogo centrale nella pellicola è Villa Scott, edificio liberty situato nella zona precollinare che in Profondo Rosso è stata usato come set per l’inquietante Villa del Bambino urlante, ma nelle riprese compare anche la seicentesca Villa della Regina.

Un altro colossal profondamente legato a Torino affonda le sue radici direttamente agli albori del cinema italiano: stiamo parlando di Cabiria, film muto del 1914 diretto da Giovanni Pastrone e ambientato al tempo della seconda guerra punica. La pellicola poté contare su un budget molto elevato per l’epoca e riscosse grande successo, affermandosi tra i più famosi film del cinema muto, oltre a essere il primo a essere stato proiettato alla Casa Bianca.
Le riprese vennero fatte principalmente tra Lungo Dora (dove oggi sorge il Teatro Espace) e le Valli di Lanzo, ma le tracce di Cabiria arrivano fino a oggi: la statua del dio Moloch usata per il film si trova infatti esposta all’interno del Museo del Cinema, mentre il cinema Massimo ha dedicato al titolo del colossal una delle sue sale.

Tra i set più famosi allestiti a Torino bisogna poi ricordare quello di The Italian Job (uscito in Italia con il titolo Un colpo all’italiana), film del 1969 diretto da Peter Collinson. Ad aver reso celebre a livello internazionale la nostra città ci sono le scene del rocambolesco inseguimento tra la polizia e i tre rapinatori, che a bordo di altrettante Mini Cooper si lanciano a tutta velocità su alcuni luoghi simbolo di Torino, dalle dalle scalinate interne di Palazzo Madama a via Roma, da piazza Vittorio alla chiesa della Gran Madre, passando per la Galleria San Federico e i portici di via Po.

Tornando ad anni più recenti, si possono citare due pellicole girate interamente nel capoluogo piemontese: Santa Maradona, film del 2001 diretto da Marco Ponti e considerato un riferimento generazionale per aver portato sul grande schermo le vicissitudini e le inquietudini di un gruppo di trentenni all’inizio del nuovo millennio, e Bianca come il latte, rossa come il sangue (2013) di Giacomo Campiotti, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia. Nei due film è possibile riconoscere molti luoghi della nostra città, come il locale Pastis di Piazza Emanuele Filiberto in Santa Maradona o la sede del liceo Gioberti e di Palazzo Nuovo in Bianca come il latte, rossa come il sangue.

A Torino sono poi state girate parti de Il divo, il film del 2008 di Paolo Sorrentino incentrato sulla figura di Giulio Andreotti, di Maschi contro femmine (2010) di Fausto Brizzi e di Mio fratello è figlio unico, pellicola del 2007 girata da Daniele Luchetti. Nel primo compaiono il ponte Rossini, via Giolitti, via Cesare Battisti e via Carlo Alberto; nel secondo si riconoscono invece la centrale piazza Bodoni e l’Arsenale della Pace di piazza Borgo Dora, mentre Luchetti ha girato alcune scene del suo film in piazza XVIII Dicembre e nella zona del Balôn.

Agli sguardi più attenti non è sfuggita infine una fugace apparizione di Torino in Io sono leggenda (2007), il film diretto da Francis Lawrence e basato sull’omonimo romanzo di Richard Matheson. Nei primi minuti della pellicola, infatti, il protagonista interpretato da Will Smith sta guardando un telegiornale in cui compare una breve ripresa di piazza San Carlo durante le Olimpiadi invernali del 2006.

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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