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14 Maggio 2020

La città nascosta, l’escape room a distanza

Ambientato (anche) a Torino, si gioca direttamente dal divano: storie bizzarre, cacce al tesoro ed enigmi da risolvere

Vincenza Di Lecce

Portatile con mano che scrive su quaderno

La città nascosta è un’escape room a distanza

La soluzione alla noia ha pochi, semplici, ingredienti: una connessione a Internet, uno smartphone (ma andranno bene anche un tablet o un pc) e carta e penna. Ah! E un divano, certo, se si vuole star comodi. Il gioco è poi fatto: nel senso che proprio bisogna solo giocarci. Si chiama La città nascosta ed è un progetto di Minime Differenze, collettivo il cui scopo è quello di utilizzare il gioco per creare curiosità verso il territorio e chi lo vive. Tante le città da scoprire, gli enigmi da risolvere e gli indizi da scovare. Soli o con gli amici, naturalmente, a distanza.

IL MISTERO DEL PROFESSOR FOLLI
Come in una vera escape room, ma fra le mura di casa. Un gioco di fuga ispirato alla storia di La città nascosta, un libro di Ermanno Folli – scritto nel 1976 e pubblicato da MiDi Edizioni – scomparso prima di arrivare negli scaffali delle librerie e di cui nessuno è più riuscito ad avere una copia.
«A aumentare l’alone di leggenda – racconta Beatrice Sgaravatto, fondatrice di Minime Differenze – si aggiunge il fatto che Folli si sia ritirato a vita privata subito dopo l’accaduto, senza voler più rilasciare interviste di nessun tipo». Niente di certo neanche sulla storia contenuta nel misterioso libro: «Dalle anticipazioni che all’epoca rilasciarono sia il professore che l’editore e dalla campagna pubblicitaria si può supporre – continua Beatrice – che il libro trattasse di un vecchissimo culto chiamato Lux Videntium, un misto tra alchimia e scienza».
Il gioco si basa proprio sugli appunti di Folli, nasconde enigmi tra le pagine da lui scritte, svela tutto ciò che è possibile svelare al riguardo e si svolge per le vie delle città, compresa Torino, con una ricerca tutta virtuale.

LA CACCIA AL TESORO DIGITALE
«Il gioco – spiega Beatrice – era pensato per uno svolgimento direttamente in città, vedendo dal vivo i monumenti e le vie, ma durante la quarantena mi sono accorta che funzionava ancora meglio in versione digitale, con un’analisi più dettagliata degli appunti del Professore». L’idea di rendere il gioco a distanza non è nata subito con l’inizio del lockdown, anzi: «All’inizio ero parecchio sopraffatta e impaurita da tutta la situazione Covid – ammette Beatrice – poi però mi sono ritrovata a lavorarci quasi in automatico e mi sono accorta che seguire questo progetto mi faceva bene. E con stupore ho scoperto, parlando con clienti e amici, che il bisogno di trovare un’alternativa al pensiero costante della pandemia era forte anche per loro e che la storia del Professor Folli risultava interessante a molte persone».
Un buon modo per affrontare l’emergenza sociale: «Ho messo online il primo volume del gioco, cioè gli appunti del professore riguardo la città di Torino – spiega Beatrice – e la sorpresa è cresciuta ancora di più: la risposta è stata ottima e le giocate di gruppo a distanza sono stata una naturale conseguenza». Risolvere gli enigmi con gli amici lontani è un modo per sentirsi più vicini, divertendosi.

MINIME DIFFERENZE E I GIOCHI PERVASIVI
Minime Differenze nasce in modo informale nel 2013, «quando ancora frequentavo l’università e organizzavo cacce al tesoro notturne facendo incontrare esercenti e studenti» dice Beatrice. Ma con il tempo diventa una realtà sempre più professionale, capace di creare format adatti a pubblico ed esigenze sempre diversi. Un progetto di giochi pervasivi, cioè di attività ludiche che sfruttano i normali spazi e oggetti quotidiani come spazi e oggetti di gioco e che, nel caso di quelli urbani, hanno la caratteristica di avere come luogo di svolgimento la città o porzioni di essa. Tante le attività per le scuole e per il pubblico, da giochi notturni tra le vie della città a quelli urbani fotografici con robottini di legno riciclato.
Ce ne sarà quindi per tutti i gusti, quando l’emergenza sanitaria sarà ormai superata. Per ora, non resta che divertirsi da casa.

 

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Categorie: Primo piano, Tecnologie

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