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22 Maggio 2020

Viaggiare dal divano: Minorca e il Jaleo

Dopo L’Avana, per la seconda tappa del nostro giro del mondo andiamo nell’isola più tranquilla delle Baleari. Tranquilla, fino al giorno di Sant Joan…

Valeria Guardo

Cavallo nero su zampe posteriori in mezzo alla folla - Jaleo di Sant Joan Minorca

Il Jaleo di Sant Joan

Sono le 11 del 24 giugno a Ciutadella, negozi e uffici sono tutti chiusi ma non c’è silenzio né tranquillità: gli abitanti sono già in fermento mentre vengono ultimati i preparativi per la festa. Oggi è Sant Joan (San Giovanni), il Santo patrono della città, la più antica nonché prima capitale dell’isola di Minorca. I minorchini aspettano tutto l’anno questo giorno. Per loro,infatti, Sant Joan significa una sola cosa: inizia el Jaleo, una manifestazione dove maestosi cavalli neri formano un corteo danzante per le vie della città.

Nei giorni che precedono, camion carichi di sabbia fino all’orlo scaricano il loro contenuto nelle strade fino alla piazza del municipio, dove inizierà la manifestazione. Decine di operai al lavoro per creare un tappeto soffice abbastanza da proteggere gli zoccoli dei cavalli al loro passaggio.
Alle 14 gli abitanti della città si riuniscono alle porte del municipio. Chi si è svegliato abbastanza presto si è assicurato un posto al suo interno, per aspettare l’arrivo del fabioler (il flautista) che, presentandosi di fronte al Sindaco, chiede a nome del popolo che la festa abbia inizio. È un momento questo, vissuto con ansia dalla folla presente che, al «Sì» del primo cittadino e al conseguente suonare del flauto, rompe il silenzio con un fragore che risuona per tutta la città.

Da ogni angolo dell’isola cominciano ad arrivare pullman straripanti di persone mentre per le vie del centro storico il corteo è già iniziato. I cavalieri cominciano con ripetuti giri nella piazza centrale, per poi percorrere le vie insabbiate sfilando tra la gente, che li accoglie al ritmo ripetitivo di «Ara va de bo, ara va de bo, Ciutadella!». È una filastrocca difficile da dimenticare, che rassicura tutti i presenti che “Ora va bene a Ciutadella!” e niente può fermare la festa. Fa caldissimo in mezzo a tutta questa gente e le narici sono piene di sabbia che si solleva a ogni passo e dell’odore agrodolce della pomada, una bevanda a base di gin, limonata e ghiaccio tritato.

I cavalli al trotto si aprono la strada in mezzo alla folla e, alzandosi sulle zampe posteriori, si offrono a questa danzando. È uno spettacolo particolare, difficile da capire per chi non è di queste parti. Ai profani, infatti, può forse sfuggire il senso di far fare questa posa al cavallo e accorrere in gruppi sotto la sua imponente stazza per sorreggerlo. Tuttavia, se vi trovaste mai ad affrontare il tema con un minorchino, questi vi assicurerà che non v’è alcun tipo di sofferenza da parte dell’animale e vi spiegherà che il divertimento è dato dalla scarica di adrenalina che si prova mettendosi sotto i cavalli.
Le ronde durano ore e in questo tempo una scena lascia a bocca aperta: un cavaliere in groppa al suo animale si stacca dal corteo ed entra… in una casa! Per un attimo si può pensare che la pomada stia facendo uno strano effetto, poi però si vede anche un secondo… e dopo un terzo cavallo entrare dalle porte d’ingresso degli appartamenti al pian terreno di un edificio. Mediamente tutte le case che si trovano al piano terra nei centri abitati hanno le porte alla sala principale larghe come quelle di un garage, appositamente costruite con l’intento di far entrare i cavalli durante il Jaleo. Pare, infatti, che riceverne uno e vederlo issarsi sulle due zampe nel proprio salotto porti fortuna.

Alle 19 la folla si dirige presso il porto antico della città; qui cavalli e cavalieri prenderanno parte alla giostra medievale.
Prima di disporsi per i giochi, però, il protocollo impone che i cavalieri si presentino di fronte alle alte cariche politiche della città per gli omaggi e che girino attorno alla folla accerchiandola. Questa è forse la fase più pericolosa dell’intera festa, perché presenta due rischi importanti: ci si può facilmente ritrovare schiacciati dalla folla che si muove come un’onda per evitare il faccia a faccia con i cavalli esagitati, oppure si rischia il colpo secco di uno zoccolo…

Il Jaleo nasce a Minorca in epoca medievale e tutte le persone che vi prendono parte indossano costumi dell’epoca, seguendo una gerarchia di ruoli ben precisa. È motivo di orgoglio per gli abitanti dell’isola, che vivono l’intero anno solare in funzione di questa festa, allenandosi con i cavalli o preparando le proprie case per accogliere l’evento, che ripercorre i principali centri abitati da giugno a settembre.

 

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Categorie: Primo piano, Vacanze-weekend

Commenti (1)

  1. Jone ha detto:

    Fiesta emocionante y Maravillosa!

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