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6 Luglio 2020

Il cinema riparte, a Torino e in tutta Italia

Dalle arene a cielo aperto alla fidelizzazione del pubblico, le strategie di rinascita di un settore sempre più in crisi

Gabriele Costa

Sala cinematografica con pubblico durante uno spettacolo - cinema

Anche il cinema cerca di riprendersi dopo il lockdown

Torino si rilancia anche come Città del Cinema 2020. Dopo un periodo quantomai incerto per il futuro delle sale e dell’industria cinematografica nazionale – che secondo i dati raccolti dal sito e-Duesse dall’inizio del 2020 ha visto scendere il proprio fatturato del 40% – è necessario un forte segnale di ripresa, a partire da quei luoghi che da sempre sono il punto forte della città.

È il caso dell’iniziativa promossa dal Cinema Ambrosio all’interno del progetto del Comune Torino Cielo Aperto: «Stiamo lavorando alla realizzazione di un’arena cinematografica estiva nel Castello del Valentino – ci dice la titolare Ambra Troiano – perché pensiamo che dopo mesi di lockdown il pubblico preferisca stare all’aperto, soprattutto in un luogo simbolo della città che è Patrimonio Unesco. Un contesto eccezionale che valorizzi non solo l’opera filmica ma anche il luogo in cui avviene la proiezione».

Il palinsesto dell’Arena sarà variegato e costituito da anteprime, film della passata stagione ed eventi speciali, in collaborazione con le realtà culturali operanti nel territorio, festival e associazioni.
«Puntiamo su una programmazione di qualità, cercando di proporre una visione di cinema come luogo in cui avviene un evento. A Torino – dichiara l’esercente – il cinema ha una storia importante e un pubblico vasto. Si tratta di una delle città dove la gente più che altrove frequenta le sale e il cinefilo è affezionato ai film di un certo livello. Una realtà differente da quella dei blockbuster, dove i proventi derivano dalla vendita di generi di consumo».

Si comincia il 9 luglio alle 22 con L’anno che verrà della casa di produzione torinese Movies Inspired, partner dell’iniziativa: «È un film che parla di scuola, un luogo fondamentale per la crescita – racconta la titolare – e siccome il mondo scolastico è stato uno dei temi caldi durante questa pandemia ci piaceva ripartire da qui». Con uno sguardo al futuro: «Proprio tra i banchi di scuola ci si dovrebbe avvicinare al cinema – prosegue – e a una sua fruizione come espressione artistica. Dobbiamo fare amare ai giovani il cinema, portandoli in sala sin da quando sono piccoli».
L’anteprima sarà gratuita, mentre in seguito il prezzo dei biglietti tornerà a essere quello della programmazione regolare, 7 € a prezzo intero e 5 € ridotto. La sala coperta sarà accessibile esclusivamente in caso di pioggia.

Si tratta sicuramente di un’iniziativa particolare nel circuito delle sale torinesi, che nonostante il via libera arrivato con il decreto del 15 giugno sono rimaste chiuse, a eccezione dei cinema Massimo e Centrale.

Passando da una parte all’altra del nostro paese, il Rouge et Noir di Palermo è stata tra le prime sale italiane e la prima al Sud ad aver riaperto: «La risposta del pubblico è stata subito positiva – dice la titolare Irene Tagliavia – abbiamo aperto con la programmazione del nostro cineclub, che ogni lunedì accoglie tanti giovani appassionati di storia del cinema. L’obiettivo è quello di avvicinare i ragazzi proponendo grandi classici, anche facendo precedere la visione da una presentazione con ospiti sempre differenti».

Una scommessa per il momento vinta, in attesa dei prossimi sviluppi: «Il mercato dipende dal controllo della pandemia in America. Solo allora si riaprirà il flusso dei film da mandare in sala» sottolinea la Tagliavia.

Il circuito cinematografico, già messo in crisi dall’incremento dello streaming, ha fatto uscire diversi film direttamente in rete: «Non siamo spaventati dalla fruizione dei titoli in piattaforma – commenta la proprietaria del Rouge et Noir – la consideriamo un’altra cosa. Siamo convinti che il cinema sia innanzitutto l’esperienza in sala». Nel nuovo palinsesto infatti figurano I miserabili e Favolacce, usciti precedentemente online e che hanno avuto una buona affluenza.

Un banco di prova positivo anche qui grazie ai giovani, seppur con qualche riserva: «Quello che ci penalizza è la drastica riduzione dei posti disponibili. Siamo pronti a diversificare la programmazione in attesa che la distribuzione riprenda. I segnali più incoraggianti arrivano dai ragazzi: attenti alle proposte, rispettosi delle regole ed entusiasti di riprendere da dove eravamo rimasti».

 

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Categorie: Cultura, Primo piano

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