“Fare spettacolo: vivere e sopravvivere tra cinema e tv”: questo il tema affrontato nell’aperitivo informativo organizzato all’Informagiovani di Torino martedì 27 aprile. Ospiti dell’appuntamento Esther Ruggiero, attrice e direttrice di doppiaggio, e due giovani attori torinesi, Mario Acampa e Oscar Ferrari. “Special guest star” – come si dice nei telefilm – la “Iena” di Italia Uno Marco Berry che, trattenuto all’ultimo da impegni, non può essere presente di persona, ma racconta in un video registrato per l’occasione la sua esperienza personale e consiglia gli aspiranti show people in sala.
ENTRARE NEL MONDO DELLO SPETTACOLO PER RIMANERCI Le domande clou arrivano subito. Come si entra nel mondo dello spettacolo e, soprattutto, come ci si rimane? «Si tratta di un mestiere artigianale in cui il tuo strumento sei tu, quindi la strada è quella di lavorare su se stessi» è il parere di Esther, condiviso da Oscar, che ha scelto di frequentare un’accademia «perché è necessario molto studio per arrivare a fare l’attore». Considerazione condivisa anche in video da Marco Berry: «Questo non è un mestiere che può essere consigliato, ma che devi sentire dentro. Da lì bisogna intraprendere un percorso personale, che ti porti a capire più nello specifico cosa vuoi fare». Mentre andando nel pratico c’è da considerare che «non ci sono sicurezze, mai» perché «è il lavoro precario per eccellenza, appena hai trovato un ruolo devi subito cercarne un altro» dice Esther, perciò «serve la passione, se no non si fa questo tipo di mestiere» conclude Oscar.
REALITY O GAVETTA? Ma è possibile conciliare queste considerazioni con i sogni di fama coltivati da tanti giovani? Partecipare ad un reality o a un talent show può essere la strada giusta per entrare nel mondo dello spettacolo? Anche se per Oscar «un vero attore non dovrebbe pensare alla fama», lui stesso ammette che sarebbe contento di diventare famoso, mentre Mario non disdegna la televisione come mezzo di comunicazione, anche se «va presa con le pinze». «I talent show hanno pro e contro, ma almeno fanno passare l’idea che bisogna studiare per arrivare. Gli altri reality, invece, nel giro di pochi mesi portano degli sconosciuti alla ribalta, ma poi li riportano al punto di partenza» sottolinea Esther. E per Marco Berry anche l’età conta perché «se arrivi al successo a 25 anni è troppo presto, potresti bruciarti».
LA FORTUNA BACIA CHI PERSEVERA Un punto su cui sono d’accordo tutti è che spesso ciò che fa la differenza è essere la persona giusta al momento giusto, ovvero quando stanno cercando proprio qualcuno con le tue caratteristiche per un ruolo. Ma se un colpo di fortuna simile aiuta, la prassi è sottoporsi a molti provini, accettando di essere scartati senza cedere allo scoraggiamento. Però «esiste anche l’abilità di raggiungere il successo, che non tutti hanno. In chi arriva al successo e ci restam qualcosa in più c’è» afferma Esther, «perché il difficile non è entrare nel mondo dello spettacolo, l’occasione prima o poi arriva a tutti, la sfida è rimanerci», dice nel video Marco Berry.
STUDIARE O PROVARCI? E COME? E allora che strada può intraprendere un giovane per avvicinarsi a questo mondo? «A Torino ci sono molte possibilità, dai piccoli corsi alla scuola del Teatro Stabile. Bisogna commisurare la scelta con quello che si vuole fare. Se l’obiettivo è iniziare a conoscere questo mondo è meglio partire con un corso» consiglia Esther. Mentre Mario, che a 23 anni è anche iscritto a Giurisprudenza, consiglia agli aspiranti attori di non abbandonare gli studi: «Non è vero che non si può fare questo mestiere e intanto studiare. Se ti piace vai oltre qualunque cosa e ce la fai».
TRE CHICCHE PER CAPIRE IL DOPPIAGGIO Passando dalle parole ai fatti, durante l’incontro i giovani del pubblico diventano protagonisti attraverso tre simulazioni di doppiaggio che li portano a dare voce ad alcune scene celebri. Dal romantico bacio a testa in giù tra Tobey Maguire e Kirsten Dunst in “SpiderMan” alla drammatica scena della morte di André nel cartone animato “Lady Oscar”, per finire con il divertentissimo finto corteggiamento tra Phoebe e Chandler in “Friends”. «La comicità è molto difficile da tradurre e rendere nello spirito della lingua originale», fa notare Esther, sottolineando che negli ultimi tempi stanno nascendo corsi di specializzazione in traduzione per l’adattamento e il doppiaggio. Questo perché oggi possiamo facilmente vedere le versioni originali dei nostri telefilm preferiti, accorgendoci degli errori di traduzione e adattamento che sono stati fatti.
E INOLTRE.. I partecipanti all’appuntamento, inserito nel programma di Torino 2010 European Youth Capital, hanno aggiunto un punto alla loro Pyou Card e hanno usufruito della possibilità di consultare e prendere in prestito libri sull’argomento, selezionati dalle Biblioteche Civiche Torinesi, che hanno anche reso disponibile, per chi fosse sprovvisto di tessere, di sottoscriverle gratuitamente sul posto. Infine, segnaliamo il prossimo aperitivo informativo dell’Informagiovani: sarà venerdì 14 maggio, sempre alle 17,30 e avrà come tema “Tra glamour e omofobia: blog e video sulla cultura LGBT (lesbica, gay, bisex, trans)”.
ENTRARE NEL MONDO DELLO SPETTACOLO PER RIMANERCI
Le domande clou arrivano subito. Come si entra nel mondo dello spettacolo e, soprattutto, come ci si rimane? «Si tratta di un mestiere artigianale in cui il tuo strumento sei tu, quindi la strada è quella di lavorare su se stessi» è il parere di Esther, condiviso da Oscar, che ha scelto di frequentare un’accademia «perché è necessario molto studio per arrivare a fare l’attore». Considerazione condivisa anche in video da Marco Berry: «Questo non è un mestiere che può essere consigliato, ma che devi sentire dentro. Da lì bisogna intraprendere un percorso personale, che ti porti a capire più nello specifico cosa vuoi fare».
Mentre andando nel pratico c’è da considerare che «non ci sono sicurezze, mai» perché «è il lavoro precario per eccellenza, appena hai trovato un ruolo devi subito cercarne un altro» dice Esther, perciò «serve la passione, se no non si fa questo tipo di mestiere» conclude Oscar.
REALITY O GAVETTA?
Ma è possibile conciliare queste considerazioni con i sogni di fama coltivati da tanti giovani? Partecipare ad un reality o a un talent show può essere la strada giusta per entrare nel mondo dello spettacolo? Anche se per Oscar «un vero attore non dovrebbe pensare alla fama», lui stesso ammette che sarebbe contento di diventare famoso, mentre Mario non disdegna la televisione come mezzo di comunicazione, anche se «va presa con le pinze». «I talent show hanno pro e contro, ma almeno fanno passare l’idea che bisogna studiare per arrivare. Gli altri reality, invece, nel giro di pochi mesi portano degli sconosciuti alla ribalta, ma poi li riportano al punto di partenza» sottolinea Esther. E per Marco Berry anche l’età conta perché «se arrivi al successo a 25 anni è troppo presto, potresti bruciarti».
LA FORTUNA BACIA CHI PERSEVERA
Un punto su cui sono d’accordo tutti è che spesso ciò che fa la differenza è essere la persona giusta al momento giusto, ovvero quando stanno cercando proprio qualcuno con le tue caratteristiche per un ruolo. Ma se un colpo di fortuna simile aiuta, la prassi è sottoporsi a molti provini, accettando di essere scartati senza cedere allo scoraggiamento. Però «esiste anche l’abilità di raggiungere il successo, che non tutti hanno. In chi arriva al successo e ci restam qualcosa in più c’è» afferma Esther, «perché il difficile non è entrare nel mondo dello spettacolo, l’occasione prima o poi arriva a tutti, la sfida è rimanerci», dice nel video Marco Berry.
STUDIARE O PROVARCI? E COME?
E allora che strada può intraprendere un giovane per avvicinarsi a questo mondo? «A Torino ci sono molte possibilità, dai piccoli corsi alla scuola del Teatro Stabile. Bisogna commisurare la scelta con quello che si vuole fare. Se l’obiettivo è iniziare a conoscere questo mondo è meglio partire con un corso» consiglia Esther. Mentre Mario, che a 23 anni è anche iscritto a Giurisprudenza, consiglia agli aspiranti attori di non abbandonare gli studi: «Non è vero che non si può fare questo mestiere e intanto studiare. Se ti piace vai oltre qualunque cosa e ce la fai».
TRE CHICCHE PER CAPIRE IL DOPPIAGGIO
Passando dalle parole ai fatti, durante l’incontro i giovani del pubblico diventano protagonisti attraverso tre simulazioni di doppiaggio che li portano a dare voce ad alcune scene celebri. Dal romantico bacio a testa in giù tra Tobey Maguire e Kirsten Dunst in “SpiderMan” alla drammatica scena della morte di André nel cartone animato “Lady Oscar”, per finire con il divertentissimo finto corteggiamento tra Phoebe e Chandler in “Friends”.
«La comicità è molto difficile da tradurre e rendere nello spirito della lingua originale», fa notare Esther, sottolineando che negli ultimi tempi stanno nascendo corsi di specializzazione in traduzione per l’adattamento e il doppiaggio. Questo perché oggi possiamo facilmente vedere le versioni originali dei nostri telefilm preferiti, accorgendoci degli errori di traduzione e adattamento che sono stati fatti.
E INOLTRE..
I partecipanti all’appuntamento, inserito nel programma di Torino 2010 European Youth Capital, hanno aggiunto un punto alla loro Pyou Card e hanno usufruito della possibilità di consultare e prendere in prestito libri sull’argomento, selezionati dalle Biblioteche Civiche Torinesi, che hanno anche reso disponibile, per chi fosse sprovvisto di tessere, di sottoscriverle gratuitamente sul posto.
Infine, segnaliamo il prossimo aperitivo informativo dell’Informagiovani: sarà venerdì 14 maggio, sempre alle 17,30 e avrà come tema “Tra glamour e omofobia: blog e video sulla cultura LGBT (lesbica, gay, bisex, trans)”.
Link Utili:
Per gli aspiranti doppiatori – Centro D e Compagnia ODS
Per gli aspiranti attori - Teatro Stabile di Torino e Accademia dello spettacolo; Liceo Teatro Nuovo Torino e Torino Spettacoli
Pyou Card
Biblioteche civiche torinesi
E voi cosa ne pensate del mondo dello spettacolo? Avete mai pensato di entrarci? E tra fare la gavetta o partecipare a un reality cosa scegliereste?