La storia di Torino e quella del cinema sono sempre state strettamente intrecciate. Questo felice connubio è iniziato a due passi dalla Mole, nell’ex chiesa dell’Ospizio della Carità di via Po dove, il 7 novembre 1896, ebbe luogo la prima proiezione a pagamento. Da allora, anche per la sua vicinanza culturale e geografica con la patria dei fratelli Lumière, Torino è stata sfondo di molti importanti capitoli della storia del cinema. Ecco a voi alcuni spunti per organizzare una piccola gita tra gli angoli della città immortalati sul grande schermo.
EDIFICI STORICI IN PRIMO PIANO Passeggiando semplicemente per il centro, si possono riconoscere moltissimi luoghi resi celebri dal cinema. Le sartine de “Le amiche” (1955), il capolavoro di Michelangelo Antonioni tratto da libro di Cesare Pavese, si muovono tra Via Po, i Murazzi e la collina. “La donna della domenica” (1975) di Luigi Comencini con Jacqueline Bisset e Marcello Mastroianni, racconta la Torino borghese e benestante: Borgo Dora, il Balon, corso Vittorio Emanuele, via XX Settembre e via Pietro Micca hanno ospitato le scene di questo giallo di grande fascino tratto dal romanzo di Fruttero e Lucentini. La suggestiva chiesa della Gran Madre di Dio si vede invece nel film “Un colpo all’italiana” (1969), di Peter Collinson, con Michael Caine, Raf Vallone e Rossano Brazzi: una Torino caotica e contemporanea fa da sfondo a una memorabile rapina. Gianni Amelio in “Così ridevano” (1998) rievoca gli anni dell’immigrazione dal sud, a partire dal malinconico arrivo alla stazione di Porta Nuova con la valigia di cartone e tanta speranza nel cuore: questo film ha fatto amare al pubblico i folkloristici Porta Palazzo e Borgo Dora. Alcuni locali storici hanno poi fatto da sfondo a profonde conversazioni del grande schermo. Sempre in “Così ridevano” i fratelli Giovanni e Pietro cenano nel lussuoso ristorante del Cambio, mentre in “La meglio gioventù” (2003) di Marco Tullio Giordana i protagonisti sorseggiano un caffè nel celebre Bicerin.
LA TORINO HORROR DI DARIO ARGENTO Un tour imperdibile per gli amanti del cinema dell’orrore è quello della Torino inquietante e claustrofobica del cinema di Dario Argento. Ad esempio dietro la Gran Madre di Dio, in via Molino Colombini, si trova l’edificio trapezoidale di “Nonhosonno” (2000). Poco più in su, in corso Giovanni Lanza 57, c’e Villa Scott, la villa del bambino urlante dove Marc ritrova il cadavere in “Profondo Rosso” (1975); in questo film viene celebrato il fascino oscuro della città, attraverso le silenziose vie alle spalle della Gran Madre e la decadente via Villa della Regina. Luogo di pellegrinaggio per gli amanti di questa pietra miliare del cinema d’orrore è anche Piazza Cln dove, davanti alle due fontane del Po e della Dora, ha luogo il colloquio tra Carlo ubriaco e Marc.
STORIE DI GIOVANI SOTTO LA MOLE Interamente girato a Torino, “Santa Maradona” (2001) ha avuto un successo incredibile tra i giovani e racconta la storia di Bart (Libero di Rienzo) e Andrea (Stefano Accorsi), due improbabili neolaureati pieni di insicurezze che si muovono in una città inedita e anticonformista. I due amici passeggiano in via Roma, si incontrano al Caffè Pastis di piazza Emanuele Filiberto e chiacchierano tra gli scaffali della libreria Fontana (Via S. Francesco d’Assisi, angolo via Monte di Pietà). Accorsi e l’incantevole Dolores (Anita Caprioli) si scontrano per la prima volta in via Verdi angolo via Montebello davanti agli uffici Rai, mentre la scena del bacio avviene invece su una panchina appartata di Piazza Palazzo di Città. In “Dopo mezzanotte” (2004) di Davide Ferrario, film che celebra l’amore confuso e il cinema d’autore, viene raccontata La Falchera, quartiere “invisibile” anche agli stessi torinesi. L’inseparabile trio protagonista - Francesca Inaudi, Giorgio Pasotti e Fabio Troiano - si aggira inoltre di notte per il Museo del Cinema, tra locandine di vecchi film e aneddoti indimenticabili. Infine, in “A/R andata + ritorno” (2004) vediamo gli interni del Meridien, l’hotel a cinque stelle del Lingotto; la casa di Dante, ancora una volta Libero Di Rienzo, si trova una multietnica Porta Palazzo ed è nell’omonimo mercato che Nina (Vanessa Incontrada) esce a fare la spesa.
Tra i film torinesi aggiungo Valzer, di Salvatore Marra, girato in unico piano sequenza di quasi 90 minuti in un albergo di Torino (Santo Stefano) e nei suoi immediati dintorni. I protagonisti sono Valeria Solarino e Maurizio Micheli...
Da allora, anche per la sua vicinanza culturale e geografica con la patria dei fratelli Lumière, Torino è stata sfondo di molti importanti capitoli della storia del cinema. Ecco a voi alcuni spunti per organizzare una piccola gita tra gli angoli della città immortalati sul grande schermo.
EDIFICI STORICI IN PRIMO PIANO
Passeggiando semplicemente per il centro, si possono riconoscere moltissimi luoghi resi celebri dal cinema. Le sartine de “Le amiche” (1955), il capolavoro di Michelangelo Antonioni tratto da libro di Cesare Pavese, si muovono tra Via Po, i Murazzi e la collina. “La donna della domenica” (1975) di Luigi Comencini con Jacqueline Bisset e Marcello Mastroianni, racconta la Torino borghese e benestante: Borgo Dora, il Balon, corso Vittorio Emanuele, via XX Settembre e via Pietro Micca hanno ospitato le scene di questo giallo di grande fascino tratto dal romanzo di Fruttero e Lucentini. La suggestiva chiesa della Gran Madre di Dio si vede invece nel film “Un colpo all’italiana” (1969), di Peter Collinson, con Michael Caine, Raf Vallone e Rossano Brazzi: una Torino caotica e contemporanea fa da sfondo a una memorabile rapina. Gianni Amelio in “Così ridevano” (1998) rievoca gli anni dell’immigrazione dal sud, a partire dal malinconico arrivo alla stazione di Porta Nuova con la valigia di cartone e tanta speranza nel cuore: questo film ha fatto amare al pubblico i folkloristici Porta Palazzo e Borgo Dora.
Alcuni locali storici hanno poi fatto da sfondo a profonde conversazioni del grande schermo. Sempre in “Così ridevano” i fratelli Giovanni e Pietro cenano nel lussuoso ristorante del Cambio, mentre in “La meglio gioventù” (2003) di Marco Tullio Giordana i protagonisti sorseggiano un caffè nel celebre Bicerin.
LA TORINO HORROR DI DARIO ARGENTO
Un tour imperdibile per gli amanti del cinema dell’orrore è quello della Torino inquietante e claustrofobica del cinema di Dario Argento. Ad esempio dietro la Gran Madre di Dio, in via Molino Colombini, si trova l’edificio trapezoidale di “Nonhosonno” (2000).
Poco più in su, in corso Giovanni Lanza 57, c’e Villa Scott, la villa del bambino urlante dove Marc ritrova il cadavere in “Profondo Rosso” (1975); in questo film viene celebrato il fascino oscuro della città, attraverso le silenziose vie alle spalle della Gran Madre e la decadente via Villa della Regina. Luogo di pellegrinaggio per gli amanti di questa pietra miliare del cinema d’orrore è anche Piazza Cln dove, davanti alle due fontane del Po e della Dora, ha luogo il colloquio tra Carlo ubriaco e Marc.
STORIE DI GIOVANI SOTTO LA MOLE
Interamente girato a Torino, “Santa Maradona” (2001) ha avuto un successo incredibile tra i giovani e racconta la storia di Bart (Libero di Rienzo) e Andrea (Stefano Accorsi), due improbabili neolaureati pieni di insicurezze che si muovono in una città inedita e anticonformista. I due amici passeggiano in via Roma, si incontrano al Caffè Pastis di piazza Emanuele Filiberto e chiacchierano tra gli scaffali della libreria Fontana (Via S. Francesco d’Assisi, angolo via Monte di Pietà). Accorsi e l’incantevole Dolores (Anita Caprioli) si scontrano per la prima volta in via Verdi angolo via Montebello davanti agli uffici Rai, mentre la scena del bacio avviene invece su una panchina appartata di Piazza Palazzo di Città.
In “Dopo mezzanotte” (2004) di Davide Ferrario, film che celebra l’amore confuso e il cinema d’autore, viene raccontata La Falchera, quartiere “invisibile” anche agli stessi torinesi. L’inseparabile trio protagonista - Francesca Inaudi, Giorgio Pasotti e Fabio Troiano - si aggira inoltre di notte per il Museo del Cinema, tra locandine di vecchi film e aneddoti indimenticabili. Infine, in “A/R andata + ritorno” (2004) vediamo gli interni del Meridien, l’hotel a cinque stelle del Lingotto; la casa di Dante, ancora una volta Libero Di Rienzo, si trova una multietnica Porta Palazzo ed è nell’omonimo mercato che Nina (Vanessa Incontrada) esce a fare la spesa.
Link utili:
Le amiche
La donna della domenica
Un colpo all’italiana
Così ridevano
La meglio gioventù
Nonhosonno
Profondo Rosso
Santa Maradona
Dopo mezzanotte
A/R andata + ritorno
Voi conoscete altri luoghi di Torino resi celebri dal cinema? Avete mai fatto da comparsa in qualche film girato in città?